Igli Tare, direttore sportivo dell'AC Milan, rischia di lasciare il club al termine della stagione nonostante un contratto valido fino al 2027. La sconfitta per 3-2 contro l'Atalanta al San Siro nella serata del 10 maggio 2026 ha fatto esplodere la protesta dei tifosi rossoneri, con oltre 20.000 firme raccolte nella petizione "Furlani Out" e cori contro la dirigenza. Secondo più fonti, Tare potrebbe essere esonerato dopo una sola stagione dall'incarico. Come funziona legalmente un esonero anticipato di un dirigente sportivo?
Milan nel caos: cosa ha fatto e detto Tare
Igli Tare, ex direttore sportivo della Lazio per quasi vent'anni e poi dell'AS Monaco, è arrivato all'AC Milan nell'estate del 2025. Il 30 aprile 2026, in un'intervista, aveva dichiarato che il giorno della firma era stato "uno dei più belli della sua vita". Poche settimane dopo, la situazione è radicalmente cambiata.
Dopo cinque sconfitte nelle ultime sette partite di Serie A, il Milan si trova in terza posizione nella classifica con la qualificazione in Champions League ancora in bilico. Il 10 maggio 2026, dopo la sconfitta con l'Atalanta, Tare ha dichiarato: "I tifosi hanno il diritto di protestare." L'allenatore Massimiliano Allegri si è assunto pubblicamente le responsabilità. Il nome di Tony D'Amico, direttore sportivo dell'Atalanta, circola già come possibile sostituto.
Cosa dice il diritto italiano sull'esonero anticipato di un dirigente
La posizione di Igli Tare solleva una questione legale molto concreta: cosa succede a un dirigente sportivo che viene esonerato prima della scadenza del contratto?
In Italia, i dirigenti sportivi — inclusi i direttori sportivi dei club professionistici — rientrano nella categoria dei lavoratori subordinati ai sensi del Codice Civile e del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del settore. La Legge 23 marzo 1981, n. 91 regolamenta i rapporti tra le società sportive professionistiche e i loro dipendenti, inclusi i dirigenti.
In caso di risoluzione anticipata del contratto senza giusta causa, il dirigente ha diritto a ricevere:
- Tutte le mensilità residue fino alla scadenza naturale del contratto
- Eventuali bonus previsti contrattualmente, anche se non ancora maturati (a seconda delle clausole)
- L'indennità di fine rapporto (TFR) calcolata sull'intera retribuzione percepita
- Il risarcimento del danno in caso di licenziamento illegittimo, se non vi è giusta causa
Se il contratto di Tare prevede una clausola di rescissione consensuale, le parti possono accordarsi su una buonuscita inferiore alle mensilità residue, ma solo con il consenso esplicito del dirigente.
La giusta causa nel calcio: quando si può rescindere senza pagare
Non ogni esonero comporta il pagamento delle mensilità residue. Il club può liberarsi degli obblighi contrattuali senza indennizzo solo in presenza di giusta causa — ovvero comportamenti gravi e documentati del dirigente che rendano impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro.
Nel calcio italiano, la giusta causa può includere: comportamenti contrari alla deontologia professionale, violazioni delle norme federali, gravi inadempienze gestionali o conflitti di interesse documentati. La semplice cattiva gestione del mercato, o i risultati negativi della squadra, non bastano generalmente a configurare una giusta causa che escluda il diritto all'indennizzo.
Questo spiega perché molti dirigenti sportivi esonerati in anticipo ricevono ugualmente buonuscite importanti: il club preferisce pagare piuttosto che affrontare un contenzioso legale con un esito incerto.
Igli Tare e il precedente Lazio: lezioni per i dirigenti italiani
Prima di arrivare al Milan, Igli Tare ha lavorato alla Lazio per quasi vent'anni, con contratti e rinnovi negoziati in più occasioni. Questa lunga esperienza lo rende probabilmente molto consapevole delle proprie tutele legali. Ma la situazione dei dirigenti di club minori — squadre di Serie B, Serie C o Eccellenza — è spesso molto diversa.
Puoi leggere il nostro approfondimento su come funzionano i contratti degli allenatori italiani all'estero per capire le differenze tra i sistemi normativi.
In molti casi, i dirigenti sportivi nei campionati minori firmano contratti senza clausole di protezione adeguate, senza consultare un avvocato specializzato, e si trovano poi in difficoltà quando il club decide di rescindere anticipatamente. Le conseguenze possono includere la perdita di mesi di stipendio e di benefici contrattuali.
Come proteggere i propri diritti come dirigente o professionista sportivo
Che tu sia un direttore sportivo, un allenatore, un preparatore atletico o qualsiasi altro professionista nel mondo dello sport, firmare un contratto senza una revisione legale è un rischio evitabile.
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Il caso Tare-Milan ci ricorda che anche ai massimi livelli del calcio italiano, il confine tra ambizione sportiva e tutela legale è molto sottile.
Nota informativa: questo articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche legate al diritto del lavoro sportivo, è fondamentale rivolgersi a un avvocato qualificato.
