Juventus Next Gen-Novara apre la Serie C 2026: i diritti legali dei giovani calciatori

Giovane calciatore della Juventus Academy in allenamento a Torino

Photo : Jeremiefunk / Wikimedia

Sofia Sofia GalloAvvocati
7 min di lettura 22 agosto 2026

Il calcio italiano riparte. Il 22 agosto 2026, Juventus Next Gen e Novara FC si affrontano al Moccagatta di Alessandria per la prima giornata della Serie C 2026-27, Girone A. Un derby piemontese che segna l'inizio di un nuovo capitolo per decine di giovani calciatori professionisti. Ma mentre le luci dei riflettori si accendono sul campo, fuori dal rettangolo verde si consuma una realtà meno visibile: quella dei diritti contrattuali dei ragazzi che ogni estate rischiano di ritrovarsi senza contratto, senza squadra, e — troppo spesso — senza una guida legale adeguata.

La notizia: Juventus Next Gen e Novara aprono il campionato

La sfida del 22 agosto 2026 non è una partita qualsiasi. È il battesimo del fuoco di una stagione che vede la Juventus Next Gen ancora una volta protagonista del calcio professionistico di terza serie. La seconda squadra bianconera, istituita nel 2018 per lanciare i migliori talenti dell'Academy nel professionismo, schiera calciatori nati prevalentemente dopo il 1° gennaio 2001: ragazzi tra i 18 e i 22 anni che firmano il primo contratto da professionisti con la consapevolezza di giocarsi il futuro ogni domenica.

Il regolamento FIGC per le seconde squadre è preciso: nella lista gara possono figurare al massimo quattro calciatori nati prima del 1° gennaio 2000. Tutti gli altri devono essere giovani in fase di sviluppo. Questo significa che ogni giocatore ha una finestra temporale limitata per convincere lo staff tecnico della prima squadra. Dopo i 23 anni, o si passa in pianta stabile alla Juventus, o si cerca fortuna altrove nel mercato della Serie C o della Serie B.

Il Novara, dal canto suo, giunge alla sfida come tradizionale fucina piemontese, con una storia che affonda le radici nel calcio italiano di inizio Novecento. Per entrambe le squadre, agosto 2026 rappresenta un momento di verità: nuovi contratti firmati, nuovi accordi in vigore, nuovi diritti da tutelare.

L'analisi legale: i minimi salariali e i diritti fondamentali in Serie C

Secondo le disposizioni regolamentari FIGC per la stagione 2026-27 — disponibili sul sito ufficiale della Federazione Italiana Giuoco Calcio — i calciatori professionisti di Serie C hanno diritto a minimi salariali precisi, negoziati dall'Associazione Italiana Calciatori (AIC) nell'accordo collettivo con la Lega Pro.

Per la stagione 2025/26, con stime simili per il 2026/27, i minimi lordi annui stabiliti sono:

  • Calciatori dai 16 ai 19 anni: €15.535 lordi (circa €1.100 netti mensili)
  • Calciatori dai 20 ai 23 anni: €21.865 lordi (circa €1.500 netti mensili)
  • Calciatori over 24: €28.773 lordi (circa €1.670 netti mensili)

Ma i minimi salariali sono solo la punta dell'iceberg. Il vero nodo legale riguarda tre aree critiche che i giovani calciatori della Next Gen — e più in generale di tutta la Serie C — raramente conoscono nel dettaglio prima di apporre la firma su un contratto.

La prima riguarda la scadenza del contratto: il calciatore che non riceve un'offerta di rinnovo entro il 30 giugno diventa svincolato, ma non perde il tesserino FIGC. Ha diritto a tesserarsi con un altro club entro le finestre di mercato, senza che l'ex club possa imporre indennizzi per la scadenza naturale.

La seconda riguarda il vincolo sportivo: un istituto che in Italia ha subito importanti riforme dopo la sentenza Bosman. Oggi, il vincolo per i professionisti ha durata strettamente limitata al contratto stipulato. A differenza del settore dilettantistico, il calciatore professionista non può essere trattenuto oltre la scadenza contrattuale senza un accordo esplicito di proroga.

La terza riguarda l'indennità di formazione: prevista per i calciatori che si trasferiscono prima dei 23 anni verso club di Paesi diversi. In ambito nazionale, se un giovane proveniente dal settore giovanile firma il suo primo contratto professionistico con un club estero, il club formatore può avere diritto a un rimborso parametrato agli anni di tesseramento. Questo meccanismo può influenzare le offerte che i club stranieri presentano ai giovani in uscita dagli Academy italiani — spesso in senso ribassista rispetto alle aspettative del calciatore.

"Molti giovani calciatori firmano contratti senza leggerne attentamente le clausole," spiega un avvocato specializzato in diritto sportivo. "Non conoscono i propri diritti in caso di mancato rinnovo, non sanno cosa succede se vengono ceduti in prestito, e scoprono solo a contratto scaduto che avrebbero potuto negoziare condizioni ben più favorevoli." Come evidenzia anche la nostra analisi sui diritti dei giovani calciatori nelle categorie professionistiche italiane, il problema non è nuovo ma rimane sistematicamente sottovalutato.

Caso concreto: Marco, 22 anni, seconda stagione con la Next Gen

Prendiamo il caso di Marco — nome di fantasia — centrocampista di 22 anni che ha firmato il suo primo contratto professionistico con Juventus Next Gen nell'estate 2024, a €21.500 lordi annui, poco sopra il minimo contrattuale per la sua fascia d'età. Contratto biennale: scadenza il 30 giugno 2026.

A maggio 2026, la Juventus comunica a Marco che non rinnoverà il contratto. Non viene offerta nemmeno una cessione a titolo definitivo né un prestito. Marco si ritrova svincolato il 1° luglio 2026, con la finestra di mercato estiva aperta ma con pochissimo tempo per trovare una nuova sistemazione.

Scenario A — Marco non conosce i propri diritti: accetta la situazione in silenzio, tarda a muoversi, perde l'opportunità di reclamare due mensilità di premi-risultato non corrisposti (circa €3.600 lordi totali) e firma in fretta per un club di Serie C a condizioni inferiori ai minimi — cosa che avviene più spesso di quanto si pensi nelle categorie minori. Costo totale stimato: oltre €5.000 tra compensi non reclamati e contratto sottopagato nel primo anno con il nuovo club.

Scenario B — Marco si rivolge a un avvocato sportivo prima della scadenza: recupera i premi arretrati tramite il Collegio Arbitrale della Lega Pro entro 30 giorni dalla scadenza; si presenta sul mercato da svincolato con tutta la documentazione in ordine; e — aspetto spesso ignorato — negozia con il nuovo club una clausola di aggiornamento salariale automatica al raggiungimento dei 24 anni, quando scatta la fascia retributiva superiore (€28.773 lordi, circa €7.000 lordi in più l'anno). La consulenza legale ha un costo medio di €800-1.500 una tantum per questa tipologia di assistenza contrattuale, a fronte di benefici netti che possono superare i €10.000 nel primo biennio.

Se avesse avuto un avvocato a fianco nel momento della firma del contratto biennale originale, Marco avrebbe inoltre potuto inserire una clausola di prelazione per un terzo anno oppure una penale per la risoluzione anticipata da parte del club — strumenti legali consentiti dall'accordo collettivo AIC-Lega Pro, ma raramente proposti dal club in fase di trattativa.

Le situazioni in cui un calciatore di Serie C deve consultare un avvocato

Il caso di Marco è emblematico ma non isolato. Ogni estate, decine di giovani calciatori professionisti si trovano in situazioni analoghe senza sapere a chi rivolgersi. Ecco le principali circostanze in cui un avvocato specializzato in diritto sportivo è indispensabile.

Prima della firma del primo contratto: per verificare che i minimi salariali FIGC siano rispettati, che le clausole di rescissione unilaterale siano equilibrate e che i diritti all'immagine del calciatore non vengano ceduti in modo eccessivamente ampio. Molti contratti per giovani calciatori includono clausole di "utilizzo dell'immagine a fini promozionali del club" con durata superiore al contratto stesso — un dettaglio che pochi notano.

In caso di cessione in prestito: il prestito non interrompe il contratto originale con la società cedente, ma modifica temporaneamente il rapporto di lavoro. Le clausole sul salario durante il prestito (chi paga la differenza rispetto al minimo?), i bonus di rendimento e il diritto di riscatto del club cessionario devono essere esplicite e negoziate prima della firma. Anche il tema della partecipazione alle sedute di allenamento in caso di inattività è regolato, ma spesso in modo ambiguo.

In caso di infortunio prolungato: i calciatori professionisti hanno diritto al mantenimento del contratto durante la malattia, ma le modalità variano. Esistono clausole — rare ma non inesistenti — che consentono al club di rescindere il contratto in caso di inabilità permanente certificata; un avvocato può verificarne la legittimità e, se necessario, impugnarle.

Alla scadenza del contratto: per verificare eventuali compensi non corrisposti (premi-obiettivo, rimborsi spese, mensilità arretrate), gestire la posizione FIGC e organizzare il tesseramento con il nuovo club nel minor tempo possibile.

Perché agire ora, all'inizio della stagione

L'apertura del campionato di Serie C 2026-27 con Juventus Next Gen-Novara è anche l'apertura di un nuovo ciclo contrattuale per centinaia di calciatori. Agosto è il mese in cui si firmano i contratti per la nuova stagione, spesso in tempi stretti e con poche possibilità di negoziazione reale. È il momento più delicato — e quello in cui avere un avvocato sportivo al proprio fianco fa la differenza maggiore.

Nota: Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere informativo generale. Non costituiscono consulenza legale. Per situazioni specifiche, è sempre consigliabile rivolgersi a un professionista abilitato.

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