Il 19 giugno 2026, Jessica Pegula ha battuto la connazionale Madison Keys 7-6(5), 7-6(8) ai quarti di finale del Berlin Open, conquistando un posto in semifinale contro la numero uno al mondo Aryna Sabalenka. Una vittoria ottenuta in due tie-break da una sportiva che, sulla carta, potrebbe permettersi di non giocare mai più: suo padre Terry Pegula è il 355° uomo più ricco del pianeta, con un patrimonio stimato da Forbes a 9,3 miliardi di dollari nel 2026.
Eppure Jessica non si è mai adagiata sul privilegio. A 31 anni è terza nella Race to Riyadh, ha conquistato i titoli WTA 1000 di Charleston e Dubai in questa stagione, ed è scesa in campo venerdì sera a Berlino per guadagnarsi ogni punto con le proprie forze. La storia della famiglia Pegula insegna qualcosa di fondamentale: avere un grande patrimonio non basta. Bisogna saperlo pianificare, proteggere e trasmettere — senza distruggerlo, e senza distruggere chi lo eredita.
Dal petrolio a 9,3 miliardi: il percorso di Terry Pegula
Terry Pegula ha costruito la sua fortuna nell'industria petrolifera e del gas naturale. Nel 2010 ha ceduto East Resources, la sua società di esplorazione, a Royal Dutch Shell per 4,7 miliardi di dollari. Con quel capitale ha acquisito i Buffalo Sabres NHL nel 2011 per 189 milioni di dollari, poi i Buffalo Bills NFL nel 2014 per 1,4 miliardi. Oggi i Bills valgono circa 5,95 miliardi di dollari, i Sabres 1,325 miliardi.
Il Forbes Billionaires 2026 lo colloca al 355° posto della classifica mondiale, con un patrimonio cresciuto di quasi 2 miliardi in dodici mesi. Si tratta, in euro, di circa 8,6 miliardi. E Jessica, la figlia che ha scelto il tennis come professione, è cresciuta sapendo che quella ricchezza c'era — ma senza farla diventare una scusa per non faticare.
Il rischio silenzioso dei patrimoni familiari senza pianificazione
La vicenda dei Pegula illumina un problema che molte famiglie benestanti italiane tendono a rimandare: il passaggio generazionale del patrimonio senza un piano preciso. Secondo l'Agenzia delle Entrate, l'imposta italiana sulle successioni applica aliquote relativamente contenute — 4% tra genitori e figli oltre la franchigia di 1 milione di euro per erede, 6% tra fratelli oltre 100.000 euro, 8% per altri parenti — ma il rischio principale non è fiscale. È strutturale.
In Italia, circa il 90% delle imprese è a conduzione familiare. Quando il fondatore non pianifica la successione, il rischio di conflitti tra eredi, svalutazione degli asset e dispersione del patrimonio costruito in decenni diventa concreto. I tribunali italiani registrano ogni anno migliaia di contenziosi ereditari che possono protrarsi per anni, consumando risorse legali e relazioni familiari.
Cinque strategie che i Pegula insegnano alle famiglie italiane
I consulenti patrimoniali più esperti identificano cinque leve fondamentali per replicare un modello di trasmissione virtuosa della ricchezza.
1. Strutture di protezione: trust e holding familiari Il trust, riconosciuto in Italia attraverso la Convenzione dell'Aja del 1985, permette di separare la proprietà legale da quella beneficiaria. Molti patrimoni rilevanti vengono organizzati attorno a una holding familiare con un trust sovrastante, per proteggere gli asset in caso di separazione coniugale, creditori o conflitti tra eredi.
2. Polizze vita a scopo successorio Le polizze vita non rientrano nell'asse ereditario e non sono soggette all'imposta di successione. Per patrimoni superiori ai due milioni di euro rappresentano uno strumento complementare efficace, capace di garantire liquidità immediata agli eredi senza attendere i tempi della successione ordinaria.
3. Donazioni progressive sfruttando le franchigie Anziché attendere il decesso, è possibile effettuare donazioni in vita sfruttando le franchigie fiscali vigenti — un milione di euro per figlio. Questo approccio consente agli eredi di esercitarsi nella gestione di risorse concrete prima che il trasferimento definitivo avvenga.
4. Educazione finanziaria come investimento strategico I patrimoni che non sopravvivono alla terza generazione hanno quasi sempre lo stesso problema alla radice: gli eredi non sono stati preparati a gestirli. Sessioni periodiche di "family office" in cui tutti i componenti adulti discutono delle strategie di investimento, dei rischi e degli obiettivi familiari sono una pratica consolidata tra le grandi famiglie internazionali.
5. Patti di famiglia per le imprese Per chi possiede un'azienda da trasmettere, il patto di famiglia — disciplinato dall'art. 768-bis del Codice Civile italiano — regola le modalità di trasferimento d'impresa evitando che gli eredi non coinvolti nell'attività possano bloccarne la continuità attraverso azioni legali. Uno strumento ancora sottoutilizzato in Italia, ma fondamentale.
Jessica Pegula: l'erede che ha costruito il proprio successo
Dal campo di Berlino, Pegula racconta senza parole la cosa più difficile da pianificare in un grande patrimonio: trasmettere non solo i soldi, ma i valori. La tennista americana ha sempre dichiarato che la sua famiglia ha tenuto separate le questioni economiche dalla sua carriera sportiva. Nessuna rete di sicurezza psicologica, nessuna pressione a ritirarsi. Solo il lavoro.
È questa la differenza tra un patrimonio che genera dipendenza e uno che genera empowerment. E non è un caso: è il frutto di scelte consapevoli. Come racconta anche la storia di Coco Gauff, campionessa che ha costruito il proprio profilo finanziario partendo da presupposti opposti, il rapporto tra risorse familiari e realizzazione personale è più complicato di quanto sembri — e richiede sempre una guida professionale.
Quando il patrimonio della tua famiglia merita una consulenza?
Se il tuo patrimonio netto familiare supera i 500.000 euro — o se gestisci un'impresa che vorresti trasmettere ai figli — è il momento di pianificare, non di rimandare. Un consulente patrimoniale su ExpertZoom può aiutarti a strutturare la successione riducendo il carico fiscale, proteggere gli asset da rischi legali e relazionali, e costruire un piano di educazione finanziaria per le generazioni future.
Nota informativa: Questo articolo ha finalità divulgativa e non costituisce consulenza fiscale, legale o finanziaria. Per situazioni specifiche, rivolgiti sempre a un professionista qualificato.

Sofia Romano