Cittadino italiano al seggio elettorale con scheda referendaria in mano

Referendum sulla Giustizia 22 Marzo 2026: i diritti di ogni elettore spiegati

4 min di lettura 22 marzo 2026

Gli italiani sono chiamati alle urne oggi e domani, 22 e 23 marzo 2026, per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Con un'affluenza attesa tra il 42% e il 51% secondo le ultime rilevazioni Ipsos Doxa, il risultato rimane incerto fino all'ultimo voto. Ecco cosa c'è in gioco — e cosa devono sapere i cittadini sui propri diritti.

Cosa si vota: la separazione delle carriere in magistratura

Il quesito referendario riguarda la legge costituzionale n. 253 del 30 ottobre 2025, che introduce profondi cambiamenti nell'ordinamento giudiziario italiano. La riforma prevede:

  • La separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri: chi sceglie una funzione non potrà più passare all'altra
  • La creazione di due CSM separati, uno per i giudici e uno per i PM
  • La selezione dei componenti laici tramite sorteggio tra avvocati e professori universitari
  • L'istituzione di una Alta Corte Disciplinare per giudicare le infrazioni disciplinari dei magistrati

A differenza dei referendum abrogativi, questo è un referendum costituzionale confermativo ai sensi dell'articolo 138 della Costituzione. Non richiede il raggiungimento di un quorum: il risultato è valido qualunque sia il numero di votanti. Vince il Sì o il No a seconda di quale supera il 50% dei voti validi.

I diritti del cittadino al seggio

Per votare, ogni elettore deve presentarsi al proprio seggio elettorale con:

  1. La tessera elettorale in corso di validità
  2. Un documento d'identità valido (carta d'identità, passaporto o patente)

Se la tessera elettorale è esaurita o deteriorata, è possibile richiederne una nuova all'Ufficio Elettorale del proprio Comune, anche nei giorni del voto. Gli orari delle urne sono: domenica 22 marzo dalle 7.00 alle 23.00 e lunedì 23 marzo dalle 7.00 alle 15.00.

Una limitazione importante: il voto fuori sede non è stato previsto per questo referendum. Chi si trova lontano dal Comune di residenza non ha la possibilità di votare, salvo nel caso in cui si sia stati designati come rappresentanti di lista.

Nota YMYL: Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere informativo generale. Per questioni specifiche relative al diritto elettorale o alla tutela dei diritti del votante, si raccomanda di consultare un avvocato o di rivolgersi agli Uffici Elettorali comunali.

L'affluenza: la vera variabile del giorno

Secondo l'ultima rilevazione Ipsos Doxa pubblicata il 5 marzo 2026, la propensione al voto si attestava intorno al 42%. Tuttavia, dati più recenti del 6 marzo mostravano un range tra il 46% e il 51%. La variabile affluenza è cruciale: con alta partecipazione, il Sì risulterebbe favorito; con bassa partecipazione, il No avrebbe maggiori probabilità di prevalere.

Il contesto storico è significativo: l'Italia vota sempre meno. Dall'89,1% di partecipazione al referendum del 2 giugno 1946 al 63,9% delle elezioni politiche del 2022, il tasso di astensionismo è in crescita costante. Questa tendenza rende il referendum del 22-23 marzo particolarmente imprevedibile.

Gli schieramenti politici riflettono la divisione: la coalizione di centrodestra guidata da Giorgia Meloni è favorevole al Sì, mentre il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle invitano al voto contrario o all'astensione. Il Comitato "Avvocati per il NO", fondato il 10 dicembre 2025 e presieduto da Franco Moretti, ha espresso la propria opposizione alla riforma sostenendo che potrebbe indebolire l'indipendenza della magistratura.

Cosa cambia concretamente se vince il Sì

Se la maggioranza dei voti validi sarà per il Sì, la legge costituzionale sarà definitivamente promulgata. In pratica, un magistrato dovrà scegliere fin dall'inizio della carriera se fare il giudice o il pubblico ministero, senza possibilità di cambiare ruolo. I sostenitori della riforma affermano che questo garantirà una maggiore imparzialità del giudicante, eliminando le commistioni tra chi indaga e chi decide.

Se invece vince il No, la legge è respinta e l'ordinamento giudiziario rimane invariato rispetto alla versione attuale, che consente — entro certi limiti — il passaggio tra le due funzioni nel corso della carriera.

Quando rivolgersi a un avvocato specializzato

Il referendum sulla giustizia tocca diritti fondamentali: il diritto a un giudice imparziale, la separazione dei poteri e le garanzie processuali. Se avete dubbi su procedimenti penali o civili in corso, su come la riforma potrebbe influire su un vostro caso specifico, o se ritenete che i vostri diritti elettorali non siano stati rispettati durante le operazioni di voto, un avvocato specializzato in diritto costituzionale o processuale può fornirvi un'analisi personalizzata della situazione.

Expert Zoom mette in contatto cittadini e imprese con avvocati esperti in diritto pubblico, processuale e costituzionale. Una consulenza professionale può fare la differenza quando i diritti in gioco sono importanti.

Risultati: quando si saprà l'esito

Le urne chiudono lunedì 23 marzo alle 15.00. Lo spoglio inizierà immediatamente dopo la chiusura. I risultati preliminari dovrebbero essere disponibili nel tardo pomeriggio di lunedì, con i dati definitivi nelle ore serali. Il Ministero dell'Interno aggiorna i dati in tempo reale sul proprio sito ufficiale.

Qualunque sia l'esito, questa giornata segnerà una tappa importante nella storia istituzionale del Paese. Informarsi, votare consapevolmente e conoscere i propri diritti è il primo passo per essere cittadini attivi in una democrazia.

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