Il 14 aprile 2026, mentre la FIFA valuta la sorte dell'Iran ai Mondiali 2026, in Italia si torna a parlare di ripescaggio degli Azzurri. Secondo quanto riportato da The Athletic, la Federazione Internazionale starebbe studiando un super-playoff ridotto a quattro squadre — con Italia e Danimarca per l'Europa, Oman ed Emirati Arabi per l'Asia — da disputare dal 4 al 7 giugno negli Stati Uniti.
La data chiave è il 30 aprile: il 76° Congresso FIFA ratificherà il quadro delle 48 squadre. Se l'Iran non accetterà di giocare negli USA entro il 12 maggio, la porta si potrebbe aprire. Ma dietro allo scenario sportivo si nasconde una complessità legale che riguarda non solo le federazioni, ma anche i calciatori, i loro agenti e le loro famiglie.
Il regolamento FIFA e la discrezionalità assoluta
L'articolo 6.7 del regolamento della Coppa del Mondo 2026 è esplicito: in caso di ritiro o esclusione di una nazionale qualificata, sarà la FIFA a decidere "a propria esclusiva discrezione" come intervenire, incluso l'eventuale inserimento di un'altra squadra. Non esiste un criterio automatico basato sul ranking FIFA né un diritto acquisito al ripescaggio da parte della migliore esclusa.
Questa clausola di discrezionalità assoluta è un elemento legale cruciale: significa che nessuna federazione può ricorrere in giudizio per rivendicare il posto. I precedenti sono chiari: nel 2022, quando la Russia fu esclusa dal Mondiale per l'invasione dell'Ucraina, la FIFA chiamò al suo posto la Polonia senza seguire una graduatoria automatica, e il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) confermò la piena legittimità della scelta.
Secondo la FIGC — Federazione Italiana Giuoco Calcio, le decisioni in materia di qualificazione e partecipazione ai tornei internazionali sono soggette alla giurisdizione esclusiva degli organi sportivi interni (come il TAS di Losanna), con un margine di revisione giudiziaria estremamente limitato da parte dei tribunali ordinari.
I calciatori italiani: contratti in attesa
Per i giocatori della Nazionale italiana, la situazione è in sospeso da mesi. Molti contratti in scadenza a giugno 2026 — sia nei club che nelle clausole di ingaggio personale legate al Mondiale — contengono condizioni sospensive collegate alla partecipazione al torneo.
Un avvocato sportivo spiegherebbe subito i tre scenari principali:
Scenario 1: Italia non viene ripescata. I contratti che prevedevano bonus di partecipazione al Mondiale non vengono attivati. Eventuali sponsor personali che avevano negoziato clausole legate alla presenza in campo perderanno il massimo ritorno previsto. Qualche calciatore potrebbe agire per danno da lucro cessante se il contratto era stato negoziato in anticipo con garanzie implicite di qualificazione.
Scenario 2: Italia ripescata tramite playoff. Si attiva un periodo grigio: i contratti con i club di appartenenza — soprattutto per i giocatori impegnati nella preparazione estiva — dovranno fare i conti con le clausole di tutela per i nazionali convocati dopo la fine della stagione. La finestra è delicata: il playoff si giocherebbe tra il 4 e il 7 giugno, in piena sovrapposizione con i calendari di Serie A e delle principali leghe europee.
Scenario 3: Iran si ritira all'ultimo minuto. Questo è lo scenario legalmente più complicato. I contratti firmati a partire da novembre 2025 — dopo la mancata qualificazione degli Azzurri — potrebbero contenere clausole risolutive che perdono di efficacia improvvisamente, costringendo le parti a rinegoziare in fretta. In diritto sportivo, le clausole cosiddette "event-triggered" richiedono un'interpretazione molto precisa del termine "qualificazione ufficiale" versus "ammissione straordinaria".
Cosa rischiano agenti e procuratori
Il meccanismo del ripescaggio ha implicazioni anche per i procuratori sportivi, che in Italia operano dal 2023 secondo il nuovo Regolamento Agenti della FIGC. Le commissioni negoziate in sede di trasferimento estivo potrebbero dover essere ricalcolate se la partecipazione al Mondiale modifica il valore di mercato del giocatore in modo non previsto al momento della firma.
Il caso più classico riguarda i rinnovi contrattuali: un centrocampista della Nazionale che a gennaio 2026 ha firmato un rinnovo biennale senza bonus Mondiale potrebbe oggi rinegoziare sulla base del valore aggiunto implicito. Ma questa rinegoziazione, in assenza di una clausola esplicita, richiede il consenso del club e non è esigibile per legge.
Un avvocato specializzato in diritto sportivo è essenziale per capire se e come applicare queste clausole, distinguendo tra situazioni tutelabili e mere aspettative non azionabili.
Cosa fare se sei un calciatore, agente o sponsor
Se sei un calciatore semi-professionista o un agente che ha firmato accordi con clausole legate a eventi sportivi, è il momento giusto per rileggere i contratti con attenzione:
- Verifica le clausole sospensive e risolutive: esistono condizioni legate alla "qualificazione" alla Coppa del Mondo? Come viene definita? Include le ammissioni straordinarie?
- Controlla le clausole di forza maggiore: molti contratti del 2025 avevano inserito clausole COVID-style; alcune di queste potrebbero coprire (o escludere) un ripescaggio eccezionale.
- Rivedi le fideiussioni bancarie eventualmente prestate a garanzia di contratti di sponsorizzazione legati a eventi sportivi.
Per orientarsi in questo labirinto normativo, la consulenza di un avvocato specializzato in diritto sportivo è fondamentale. Su Expert Zoom è possibile trovare professionisti esperti in diritto sportivo e contrattualistica internazionale, pronti a valutare la situazione specifica di ogni cliente.
Il precedente Russia 2022 e le lezioni per il 2026
Quando la Russia fu esclusa dal Mondiale 2022, i danni economici per i calciatori russi furono enormi: bonus non percepiti, contratti di sponsorizzazione decaduti, clausole di uscita attivate dai club stranieri. Quell'esperienza ha spinto molti agenti europei a inserire nei contratti post-2022 clausole di "tutela in caso di esclusione FIFA" — una protezione che i calciatori italiani non avevano previsto dopo la figuraccia del Mondiale mancato nel 2022.
Se l'Italia venisse ammessa al playoff e poi vincesse, sarebbe un'iniezione di valore economico improvvisa. Ma il tempo per prepararsi legalmente è adesso — prima del Congresso FIFA del 30 aprile — non dopo.
Questo articolo ha finalità informative. Le informazioni giuridiche contenute non costituiscono consulenza legale personalizzata. Per una valutazione specifica della propria situazione contrattuale, è consigliabile rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto sportivo.
