Iga Świątek a Stoccarda: la crisi mentale dei campioni e quando lo sportivo ha bisogno di uno psicologo

Iga Świątek e Carlos Alcaraz in campo

Photo : si.robi / Wikimedia

4 min di lettura 15 aprile 2026

Iga Świątek, numero 4 al mondo, scende in campo oggi 15 aprile 2026 a Stoccarda contro Laura Siegemund nel primo torneo su terra della stagione. Un ritorno sull'amata terra battuta — superficie su cui ha dominato gli ultimi anni — ma con un bagaglio mentale pesante: 12 vittorie e 6 sconfitte nel 2026, un calo di 3 posizioni nel ranking mondiale e una dichiarazione pubblica che ha sorpreso tutti. "Ho sempre pensato troppo, ma ultimamente è diventato così intenso. Faccio fatica a liberarmi dei pensieri in campo."

La campionessa polacca ha cambiato allenatore, trasferendosi alla Rafa Nadal Academy per lavorare con Francisco Roig. Ma secondo Andy Roddick e Kim Clijsters, la crisi è "molto più mentale che tecnica". Świątek non è sola: il suo caso illumina un problema che riguarda milioni di sportivi, professionisti e amatori.

Cosa succede nella testa di un atleta in crisi

La psicologia dello sport studia da decenni il fenomeno dello slump — il calo di prestazioni improvviso e persistente che non ha cause fisiche evidenti. È diverso da un momento di forma negativo: lo slump è caratterizzato da un loop cognitivo che si autoalimenta.

Il meccanismo è questo: l'atleta commette un errore (normale), ma invece di elaborarlo e procedere, ci rimugina. Questo aumenta l'ansia anticipatoria, che riduce la concentrazione, che porta a nuovi errori, che conferma il timore iniziale. Il circolo si chiude.

Nel caso di Świątek, gli osservatori hanno notato che i suoi errori non-forzati — quelli commessi senza pressione diretta dell'avversaria — sono aumentati significativamente rispetto al 2023-2024. Un segnale classico di interferenza cognitiva nella prestazione motoria.

Quando lo sport diventa un problema psicologico

La distinzione tra "un momento no" e una vera problematica psicologica che richiede supporto professionale non è scontata. Il Ministero della Salute italiano indica che l'attività sportiva ha effetti protettivi sulla salute mentale, ma sottolinea che gli sportivi agonisti sono esposti a pressioni specifiche che possono richiedere supporto psicologico dedicato.

I segnali che suggeriscono di consultare uno psicologo dello sport — sia per atleti professionisti che amatori — includono:

Ansia da prestazione persistente. Non solo prima di gare importanti (normale), ma prima di ogni allenamento, di ogni partita amichevole. La componente di divertimento sparisce, sostituita da una sensazione di obbligatorietà angosciante.

Pensieri intrusivi durante la performance. Pensare alla tecnica in modo ossessivo durante l'esecuzione — "come sto tenendo la racchetta?", "sto davvero usando la corsa corretta?" — è paradossalmente un modo per aumentare gli errori. Gli psicologi chiamano questo fenomeno "choking" o paralisi da analisi.

Perdita della capacità di "flusso". Il flow — quella sensazione di essere completamente assorbiti nell'attività senza sforzo conscio — sparisce. Ogni azione sembra faticosa e deliberata invece che automatica.

Evitamento progressivo. L'atleta inizia a cercare pretesti per non allenarsi, a ridurre l'intensità delle sessioni, a temere le situazioni competitive che una volta piacevano.

Sintomi fisici senza causa organica. Tensioni muscolari ricorrenti, insonnia prima delle gare, tachicardia in situazioni che non la giustificherebbero. Il corpo somatizza la pressione psicologica.

Il ruolo dello psicologo dello sport

A differenza di uno psicologo clinico generalista, il professionista della psicologia sportiva ha una formazione specifica sulle dinamiche della performance atletica, sulla gestione dell'ansia da gara e sulle tecniche di mental training.

Gli strumenti principali usati nella pratica clinica includono:

Tecniche di mindfulness e regolazione attentiva. L'atleta impara a riportare l'attenzione al momento presente, interrompendo i loop di pensiero anticipatorio. È l'approccio usato, tra gli altri, anche dai top team di tennis e calcio europei.

Imagery e visualizzazione. La ripetizione mentale di sequenze motorie corrette aiuta a consolidare i pattern automatici che vengono interrotti dall'ansia. Rafael Nadal, con cui Świątek si allena ora, è noto per rituali pre-gara che includono visualizzazione sistematica.

Goal-setting e ristrutturazione cognitiva. Si lavora sui pensieri disfunzionali ("non sono capace", "mi aspettano tutti") sostituendoli con valutazioni più realistiche e orientate al processo piuttosto che al risultato.

Biofeedback. In casi di ansia somatizzata, il biofeedback (monitoraggio in tempo reale di frequenza cardiaca, tensione muscolare, respiro) aiuta a imparare l'autoregolazione fisiologica.

Non solo i professionisti: lo sport amatoriale non è immune

Il quadro clinico descritto per Świątek è estremo per intensità, ma le stesse dinamiche si verificano in milioni di sportivi amatori italiani ogni settimana. L'atleta del fine settimana che smette di correre dopo un infortunio lieve per paura di ricadere. Il calciatore del torneo aziendale che "si blocca" sui rigori dopo averne sbagliato uno importante. Il ciclista che non riesce più a completare i percorsi che faceva tranquillamente un anno fa.

In Italia, la cultura del supporto psicologico nello sport è in crescita ma ancora insufficiente. Molti atleti — anche agonisti di buon livello — interpretano i segnali psicologici come debolezza personale piuttosto che come indicatori clinici che richiedono intervento.

Il caso di Świątek dimostra che anche la numero 1 al mondo (lo era fino a pochi mesi fa) può trovarsi in difficoltà psicologica nonostante tecnica eccellente, preparazione fisica ottimale e supporto di uno staff professionale. La mente è parte dell'atletismo, non un accessorio opzionale.

Quando agire

Se riconosci in te stesso o in un atleta che conosci tre o più dei segnali descritti da almeno 4 settimane, è il momento di considerare una valutazione con uno psicologo specializzato in psicologia dello sport.

Su Expert Zoom trovi professionisti della salute mentale, inclusi psicologi con specializzazione in performance sportiva, disponibili per consulenza privata. Un intervento precoce può evitare che un calo di forma temporaneo diventi un problema cronico.

Stoccarda attende. Świątek proverà a rispondere in campo. Il suo percorso verso il recupero — con un nuovo allenatore, un lavoro mentale rinnovato — inizia oggi sulla terra battuta. Il tuo percorso, se ne hai bisogno, può iniziare anche tu.

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