Frances Tiafoe è arrivato all'ATP Montreal 2026 come uno dei favoriti per il titolo, con l'obiettivo dichiarato di arrivare in piena forma agli US Open del 30 agosto. Il numero 20 del mondo porta con sé anche un curriculum finanziario straordinario: 15,2 milioni di dollari di guadagni nel 2025, posizionandosi al nono posto tra i tennisti più pagati al mondo. Una cifra che, analizzata nel dettaglio, rivela qualcosa di sorprendente — e di concreto per chiunque in Italia stia iniziando una carriera sportiva professionale.
I numeri di Tiafoe: l'80% non viene dai tornei
Ecco il dato che cambia la prospettiva: dei 15,2 milioni di dollari guadagnati da Tiafoe nel 2025, soltanto 3 milioni — meno del 20% — provengono dai premi in denaro dei tornei ATP. I restanti 12,2 milioni derivano da contratti di endorsement e sponsorizzazione, tra cui il più visibile è l'accordo pluriennale con Lululemon, firmato all'inizio del 2025 e ancora in piena validità nel 2026.
In carriera, l'americano ha totalizzato 16,7 milioni di dollari in prize money ATP, collocandosi al 48° posto nella classifica all-time. Il suo ranking career-high è stato il numero 10 nel giugno 2023; oggi, a 28 anni, gareggia stabilmente nella top 20, proiettando i suoi guadagni annui su cifre lontane dai soli premi del campo.
Questo modello — sport e endorsement combinati — è sempre più diffuso. Secondo i dati ATP 2025, i contratti di sponsorizzazione personale rappresentano in media il 65% dei guadagni totali dei giocatori tra il 10° e il 50° posto nel ranking mondiale. Significa che l'errore più costoso non si commette in campo: si commette nell'ufficio del consulente sbagliato.
La struttura fiscale che non ci si aspetta
Per un atleta italiano che firma un contratto di sponsorizzazione, la fiscalità cambia radicalmente rispetto al lavoro dipendente tradizionale. Esistono tre categorie di reddito con tre regimi distinti:
1. Prize money da tornei internazionali. I premi vinti all'estero sono soggetti a tassazione nel paese di svolgimento del torneo (principio di fonte). Un tennista non residente che vince 100.000 euro agli Internazionali BNL d'Italia a Roma deve pagare una ritenuta alla fonte del 30% sull'importo, secondo le convenzioni contro la doppia imposizione fiscale. Questa imposta è poi deducibile in Italia tramite il credito per imposte estere — ma solo se la dichiarazione è impostata correttamente.
2. Contratti di endorsement con brand internazionali. I compensi per uso dell'immagine rientrano nella categoria dei "diritti di sfruttamento dell'immagine" — un regime fiscale specifico disciplinato dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Per i tennisti professionisti, questi redditi possono essere ottimizzati attraverso strutture societarie, con aliquota IRES al 24% rispetto all'aliquota IRPEF marginale del 43%. La differenza è sostanziale: su 160.000 euro di compensi endorsement, si tratta di quasi 30.000 euro di imposte in più o in meno.
3. Investimenti e diversificazione patrimoniale. La terza categoria riguarda l'impiego dei proventi nei mercati finanziari o immobiliari. Chi guadagna come Tiafoe deve pianificare questo passaggio fin dalla firma del primo contratto importante — perché le regole sulla tassazione delle plusvalenze variano notevolmente in base alla struttura scelta.
Le linee guida ufficiali di riferimento per la tassazione degli sportivi professionisti sono pubblicate sul portale dell'Agenzia delle Entrate, che ha emesso specifiche circolari sulla gestione dei redditi sportivi misti.
Il caso concreto: Alessandro, 23 anni, primo contratto da 202.000 euro
Alessandro è un tennista italiano classificato nella top 200 ATP, residente a Torino. Nel maggio 2026, dopo aver raggiunto la semifinale in un Challenger da 125.000 dollari, firma il suo primo contratto di sponsorizzazione con un brand italiano di abbigliamento sportivo: 160.000 euro all'anno per 2 anni, più 42.000 euro di prize money attesi da tornei Challenger e ITF nel 2026.
Scenario A — senza consulenza patrimoniale specializzata:
- Prize money internazionale (tornei non-IT): ritenuta alla fonte mediamente al 20-30%, con mancato recupero del credito per imposte estere → perdita di circa 8.400 euro per anno
- Contratto endorsement dichiarato come reddito da lavoro autonomo ordinario → IRPEF su 160.000 euro con aliquota del 43% sulla fascia sopra i 50.000 euro → imposta effettiva circa 57.800 euro
- Contributi previdenziali calcolati sull'imponibile lordo senza ottimizzazione → circa 24.300 euro aggiuntivi
Totale uscite fiscali e previdenziali stimate: ~90.500 euro su 202.000 euro di reddito lordo (44,8%)
Scenario B — con consulenza patrimoniale specializzata:
- Costituzione di una SRL sportiva per il contratto endorsement → IRES 24% + distribuzione utili pianificata nel tempo
- Recupero integrale del credito per imposte estere sui prize money internazionali, con corretta impostazione della dichiarazione dei redditi
- Ottimizzazione previdenziale tramite i fondi previsti dal D.Lgs. 36/2021 (Riforma dello Sport italiano) per gli sportivi professionisti
Totale uscite stimate ottimizzate: ~62.000 euro su 202.000 euro (30,7%)
Se [Scenario A], allora Alessandro perde 28.500 euro in più ogni anno. Nel biennio del contratto, si tratta di 57.000 euro — equivalenti a circa 6 tornei Challenger vinti. La differenza non sta nella bravura in campo, ma nella struttura con cui i guadagni vengono gestiti.
L'analogia con il modello americano
Non è un caso che i tennisti americani come Tiafoe e Coco Gauff — che nel 2026 ha raggiunto i 31 milioni di dollari di patrimonio complessivo — abbiano strutture di gestione patrimoniale già dalla prima stagione da professionisti. Negli USA esiste una cultura consolidata di "sports financial advisory" che in Italia sta ancora maturando. I migliori agenti sportivi americani includono nel team un avvocato sportivo, un commercialista specializzato, un consulente finanziario e un advisor per la gestione del brand.
Per i tennisti italiani, il salto culturale più importante non riguarda la tecnica o il fisico: riguarda la capacità di trasformare i guadagni sportivi in patrimonio duraturo. Come dimostra anche il caso Casper Ruud al Roland Garros 2026, i tornei Slam amplificano i guadagni in modo esponenziale — ma solo chi ha pianificato in anticipo riesce a trattenerne la parte maggiore.
Un contratto di sponsorizzazione firmato senza consulenza può costare più di un forfait da infortunio. E a differenza dell'infortunio, l'errore fiscale resta attivo per anni.
Gli US Open e il prossimo salto di scala
Tiafoe è atteso agli US Open che iniziano il 30 agosto 2026 a New York. Ha dichiarato di "flirtare con qualcosa di monumentale" in questa fase della stagione, dopo aver già mostrato la sua solidità a Montreal. Un'eventuale vittoria al torneo garantirebbe un premio di circa 3,6 milioni di dollari. Sommati ai 15,2 milioni annui da endorsement, il patrimonio dell'atleta crescerebbe in modo significativo in poche settimane.
Per i tennisti italiani che puntano ai Grand Slam, questo è il momento giusto per valutare una consulenza patrimoniale professionale: non dopo il primo titolo, ma prima della firma del primo contratto importante. Il modello Tiafoe dimostra che i guadagni più grandi non arrivano dalla racchetta, ma dalle scelte fatte prima di scendere in campo.
Le tre azioni da fare subito
1. Verificare la propria qualifica come sportivo professionista. La Legge 23 marzo 1981 n. 91 e il D.Lgs. 36/2021 definiscono criteri precisi. Non tutti i tennisti federati rientrano automaticamente nel regime degli "sportivi professionisti" — e la qualifica cambia le regole previdenziali e fiscali in modo radicale.
2. Separare i redditi da competizione dai redditi da immagine. Un consulente patrimoniale esperto di sport li dichiara in categorie distinte, ottimizzando l'imponibile di ciascuna. Confonderli è uno degli errori più frequenti tra i giovani atleti italiani, e produce esattamente il risultato dello Scenario A descritto sopra.
3. Pianificare il post-carriera fin dall'inizio. La pensione sportiva italiana prevede contribuzioni specifiche. Chi non versa correttamente durante la carriera si trova poi senza tutela previdenziale adeguata a fine carriera. Il caso di Tiafoe — che a 28 anni ha già 16,7 milioni in prize money e un patrimonio diversificato da endorsement — dimostra che pianificare presto è l'unica strategia davvero vincente.
⚠️ Avviso: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza fiscale, finanziaria o legale personalizzata. Per valutare la propria situazione specifica, è indispensabile rivolgersi a un professionista qualificato.

Sofia Romano