Il film su Biagio Conte su Rai 1: come fondare un'associazione di volontariato in Italia

Biagio Conte negli anni '80, missionario laico palermitano fondatore della Missione di Speranza e Carità

Photo : Comitatobiagio2020 / Wikimedia

6 min di lettura 12 ottobre 2026

Domenica 11 ottobre 2026, milioni di italiani hanno guardato su Rai 1 "Sul cammino di Francesco. La vita di Biagio Conte", il film-tv diretto da Costanza Quatriglio con Alessio Vassallo nei panni del missionario laico palermitano scomparso nel gennaio 2023. Solo due giorni prima, il Presidente Sergio Mattarella aveva assistito all'anteprima al Teatro Massimo di Palermo, sottolineando il valore civico di una storia che ha trasformato una stazione ferroviaria abbandonata in un faro per centinaia di senzatetto. La première e la messa in onda hanno riacceso una domanda concreta che molti spettatori si sono posti: posso fare anch'io qualcosa del genere? Cosa serve, legalmente, per fondare un'associazione di volontariato che aiuti i più fragili?

Il fenomeno Biagio Conte: da pellegrino solitario a fondatore riconosciuto

Il film racconta come Biagio Conte, figlio di una famiglia benestante palermitana, abbandonò tutto a fine anni Ottanta per compiere un pellegrinaggio a piedi fino ad Assisi. Al suo ritorno, non tornò alla vita precedente: si stabilì accanto ai senzatetto della Stazione Centrale di Palermo e, nel 1993, fondò la Missione di Speranza e Carità. Quella che era nata come presenza informale di un uomo solo divenne, nel tempo, una delle più grandi strutture di accoglienza del Mezzogiorno, con oltre 700 ospiti e decine di volontari permanenti.

La sua storia mette in luce una trasformazione che, dal punto di vista legale, è tutt'altro che automatica: il passaggio da volontariato informale a ente riconosciuto comporta obblighi precisi, protezioni giuridiche e vantaggi fiscali che un avvocato specializzato in diritto del Terzo Settore può aiutare a navigare. Con la piena entrata in vigore del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) e del regime fiscale degli ETS a partire dal 1° gennaio 2026, il quadro normativo è oggi più stabile e più conveniente che mai — ma anche più articolato.

Tre sigle, un obiettivo: ODV, APS o ETS generico?

Chi vuole fondare un'organizzazione sul modello di Biagio Conte si trova davanti a tre forme principali, tutte regolate dal Codice del Terzo Settore:

ODV – Organizzazione di Volontariato: è la forma più adatta a chi vuole che l'attività sia svolta principalmente da volontari non remunerati. Il numero di lavoratori dipendenti non può superare il 50% dei volontari iscritti. L'ODV gode dell'esenzione IVA su molte attività e, dal 2026, applica il coefficiente di redditività dell'1% per calcolare il reddito imponibile delle attività commerciali marginali (regime forfettario ETS).

APS – Associazione di Promozione Sociale: più adatta a chi prevede attività rivolte anche ai propri soci, non solo a terzi in difficoltà. Il coefficiente di redditività forfettario è del 3%.

ETS generico: per realtà più strutturate che non rientrano perfettamente nelle categorie precedenti, ma vogliono comunque essere iscritte nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e accedere alle agevolazioni fiscali previste.

Tutte e tre le forme richiedono: atto costitutivo e statuto redatti per atto pubblico o scrittura privata autenticata, finalità di interesse generale tra quelle elencate all'art. 5 del CTS (assistenza sociale, tutela dei diritti civili, beneficenza, ecc.), assenza di scopo di lucro e, fondamentalmente, l'iscrizione al RUNTS tramite il portale dedicato del Ministero del Lavoro.

Il caso di Marco: quanto costa davvero partire

Immagina Marco, 34 anni, educatore professionale di Catania che ha guardato il film domenica sera ed è convinto di voler aprire un dormitorio di emergenza per senzatetto nel quartiere dove lavora. Vuole capire, prima di incontrare un avvocato, cosa lo aspetta.

Se sceglie la forma ODV, il percorso tipo nel 2026 prevede:

  • Atto costitutivo e statuto: redatto da un notaio o da un avvocato specializzato. Costo stimato tra 500 e 1.500 euro, a seconda della complessità. Molti Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) regionali offrono modelli di statuto gratuiti e assistenza legale di base.
  • Codice fiscale dell'ente: assegnato dall'Agenzia delle Entrate in pochi giorni, senza costi.
  • Iscrizione al RUNTS: la procedura è telematica e gratuita sul portale runts.lavoro.gov.it. L'ufficio competente ha 60 giorni per verificare i requisiti e pronunciarsi; se non risponde, scatta il silenzio-assenso.
  • Conto corrente dedicato: obbligatorio per la separazione patrimoniale. Costo variabile, ma esistono conti non-profit con canone zero.
  • Responsabilità: dopo l'iscrizione al RUNTS, l'associazione ha personalità giuridica; i fondatori non rispondono con il patrimonio personale per le obbligazioni dell'ente — protezione cruciale che la struttura informale non garantisce.

Se Marco rimane nella fase informale — ovvero opera come "gruppo di fatto" senza iscrizione al RUNTS — assume invece responsabilità personale illimitata per qualsiasi debito o danno causato dall'attività. Nel caso di un dormitorio, dove si gestiscono persone vulnerabili, questo rischio è concreto: un incidente, un furto, una violazione della privacy possono tradursi in contenziosi dai costi imprevedibili.

La soglia fiscale del 2026 che cambia i conti: dal 1° gennaio 2026, le ODV iscritte al RUNTS che svolgono attività commerciali marginali (vendita di prodotti ricevuti in donazione, piccoli eventi raccolta fondi) accedono al regime forfettario ETS con coefficiente 1%. Significa che su 30.000 euro di ricavi commerciali, il reddito imponibile è solo 300 euro — un vantaggio fiscale enorme rispetto a un'associazione non iscritta, che pagherebbe l'IRES sull'intero utile. Se la soglia dei ricavi commerciali rimane sotto gli 85.000 euro annui, il regime forfettario si applica automaticamente.

Il delta concreto per Marco: un'ODV iscritta al RUNTS con 30.000 euro di ricavi commerciali risparmia circa 9.000 euro di imposte rispetto alla medesima attività svolta come ente non riconosciuto (stima a titolo orientativo basata su aliquota IRES del 24% per gli enti non profit non ETS e sul coefficiente 1% per le ODV; un commercialista specializzato in Terzo Settore fornirà il calcolo preciso per la singola realtà).

Quando serve un avvocato e quando basta un CSV

I Centri di Servizio per il Volontariato (presenti in ogni regione, gratuiti per le organizzazioni nascenti) sono un punto di partenza eccellente: offrono consulenza legale di base, modelli di statuto, supporto all'iscrizione al RUNTS e formazione. In Sicilia il CSV di riferimento è CSV Sicilia.

Un avvocato specializzato diventa però indispensabile in almeno tre situazioni:

  1. Acquisto o gestione di immobili: la Missione di Speranza e Carità, ad esempio, gestisce edifici di grande valore. Un atto di donazione immobiliare o un contratto di comodato d'uso richiedono consulenza legale specifica per evitare rischi patrimoniali sull'ente.
  2. Controversie con donatori o enti pubblici: se un Comune o una Fondazione bancaria ritira un finanziamento, l'ente ha bisogno di una difesa competente.
  3. Statuti con clausole particolari: ammissione e esclusione dei soci, gestione dei conflitti d'interesse tra volontari, tutela dei dati personali degli ospiti (cruciale in strutture di accoglienza) sono aree dove lo statuto-tipo del CSV potrebbe non bastare.

Per approfondire la questione delle donazioni deducibili e del 5x8 per mille, strumenti che possono finanziare significativamente un'associazione di nuova costituzione, puoi leggere anche come funzionano le donazioni fiscali ai santuari e agli enti religiosi in Italia — i meccanismi di deducibilità si applicano in modo analogo alle ODV laiche iscritte al RUNTS.

Cosa fare ora: i prossimi passi concreti

Se hai visto il film su Biagio Conte e senti la spinta di fare qualcosa di concreto, ecco un percorso pratico:

  1. Contatta il CSV della tua regione: è gratuito e ti orienta sulla forma giuridica più adatta al tuo progetto.
  2. Verifica il portale RUNTS: su runts.lavoro.gov.it trovi la normativa completa, i moduli e lo stato delle iscrizioni.
  3. Consulta un avvocato specializzato in diritto del Terzo Settore prima di firmare lo statuto definitivo, soprattutto se prevedi di gestire immobili o dipendenti.
  4. Pianifica la raccolta fondi: il 5x8 per mille, le donazioni deducibili al 35% e i bandi pubblici sono risorse concrete; un commercialista del Terzo Settore può aiutarti a strutturare il bilancio.

Nota: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza legale o fiscale. Per la tua situazione specifica, rivolgiti a un avvocato o commercialista specializzato in diritto del Terzo Settore.

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