Federica Pellegrini mamma bis: sport in gravidanza e cesareo programmato, cosa dice la medicina

Federica Pellegrini, campionessa olimpica di nuoto, durante la cerimonia di premiazione

Photo : br1dotcom from Milan, Italy / Wikimedia

5 min di lettura 25 aprile 2026

Il 2 aprile 2026, alle prime ore del mattino, Federica Pellegrini ha dato alla luce la sua seconda figlia: Rachele. La campionessa olimpica di nuoto, 35 anni, ha scelto il parto cesareo programmato dopo che il primo parto — quello di Matilde, nata nel gennaio 2024 — era stato difficile. Nei mesi precedenti, la sua scelta di allenarsi in palestra fino all'ottavo mese di gravidanza aveva acceso un vivace dibattito pubblico. Cosa dice davvero la medicina moderna sul tema?

Una nascita con la luna rosa

"Ciao Rachele. La nostra piccola nata con la luna rosa." Con queste parole, affidate a Instagram nelle ore successive al parto, Federica Pellegrini ha annunciato l'arrivo della secondogenita. Il marito, Matteo Giunta — già suo allenatore prima di diventare il suo compagno di vita, sposato nel 2022 — era al suo fianco. A scegliere il nome Rachele è stata la sorella maggiore Matilde, ispirandosi a un personaggio di un libro.

Il parto è avvenuto con cesareo programmato, una scelta che la stessa Pellegrini ha spiegato senza mezzi termini: il primo parto era stato "difficile". Una decisione che molte donne conoscono bene — e che, in alcune circostanze, è la scelta medicamente più sicura.

Sport in gravidanza: il grande equivoco

Nei mesi precedenti al parto, Pellegrini aveva continuato ad allenarsi in palestra fino al settimo-ottavo mese di gravidanza. Le immagini condivise sui social avevano scatenato reazioni contrastanti: "È davvero sicuro?", si chiedevano in molti.

Il ginecologo Trojano, interpellato dai media a gennaio 2026, aveva risposto con chiarezza: nessun rischio per un'atleta d'alto livello che si allena sotto supervisione medica durante la gravidanza. Una risposta che rispecchia il consenso scientifico attuale.

L'attività fisica moderata durante la gravidanza non solo è sicura per la maggior parte delle donne, ma porta benefici documentati: riduce il rischio di diabete gestazionale, contrasta il gonfiore, migliora il tono dell'umore e può facilitare il recupero post-partum. Questo vale non solo per le campionesse olimpiche, ma anche per donne che praticano sport a livello amatoriale.

Tuttavia — e questo è il punto cruciale — il tipo, l'intensità e la durata dell'attività devono essere calibrate sulla singola persona. Non esiste un protocollo universale: dipende dall'anamnesi, dalle settimane di gestazione, dall'eventuale presenza di complicazioni.

Quando l'allenamento in gravidanza richiede un medico

Esistono situazioni in cui lo sport in gravidanza richiede cautela o va sospeso. Un medico ginecologo o uno specialista in medicina dello sport può valutare la situazione caso per caso.

Controindicazioni assolute: placenta previa, rischio di parto pretermine, rottura prematura delle membrane, ipertensione gestazionale severa. In questi casi, l'attività fisica è sconsigliata.

Controindicazioni relative: anemia, gravidanza multipla, storia di perdita fetale, problemi cardiaci o polmonari non controllati. In questi casi la valutazione è individuale e richiede un confronto diretto con lo specialista.

Intensità appropriata: la regola empirica suggerisce di non superare il 70-80% della frequenza cardiaca massima. Ma anche qui, è il medico a stabilire il range sicuro per ogni donna, valutando la forma fisica di partenza e l'evoluzione della gravidanza.

Come dimostrato anche dal ritorno in gara di Belinda Bencic dopo la maternità, il percorso di una sportiva verso la maternità — e il ritorno all'attività — dipende da fattori molto individuali, e il supporto medico è sempre la variabile decisiva.

Il cesareo programmato: quando e perché

Il cesareo programmato (o elettivo) è una procedura in cui il parto viene pianificato prima dell'inizio del travaglio, di solito tra la 38ª e la 39ª settimana di gestazione.

Le indicazioni mediche più comuni includono:

  • Presentazione podalica: il bambino non è in posizione cefalica
  • Placenta previa: la placenta copre parzialmente o totalmente il collo dell'utero
  • Storia di cesareo precedente con specifiche caratteristiche della cicatrice uterina
  • Condizioni materne o fetali che rendono il parto vaginale rischioso
  • Parto vaginale precedente traumatico, in alcuni casi, dopo valutazione congiunta tra medico e paziente

Nel caso di Pellegrini, la scelta è stata motivata dall'esperienza difficile vissuta con il primo parto. È un'opzione che molte donne valutano dopo una nascita traumatica — e che richiede una discussione aperta e trasparente con il proprio ginecologo.

Il recupero post-cesareo: cosa aspettarsi

Il periodo post-operatorio del cesareo è diverso dal post-partum vaginale, e richiede tempi di recupero specifici. Le prime 24-48 ore richiedono riposo e monitoraggio ospedaliero. Nelle prime settimane è normale avvertire dolore alla cicatrice, con limitazioni al sollevamento di pesi e alla guida. La ripresa completa dell'attività fisica richiede in genere 6-8 settimane, ma la tempistica varia da persona a persona.

Per un'atleta come Pellegrini, la pressione di "tornare in forma" rapidamente può essere intensa. Ma il recupero post-cesareo richiede i suoi tempi fisiologici — indipendentemente dal livello atletico della donna. Sollecitare eccessivamente la cicatrice nel periodo precoce aumenta il rischio di complicazioni.

A cinque giorni dal parto, Pellegrini ha pubblicato la prima foto con entrambe le figlie — Matilde e Rachele — con una caption ironica: "Contorsionismi". Un segnale di benessere, non di fretta.

Quando consultare uno specialista

La gravidanza e il post-partum sono momenti in cui il supporto medico non è opzionale. Una runner amatoriale o una nuotatrice del fine settimana che vuole sapere se può continuare ad allenarsi durante la gravidanza deve consultare il proprio ginecologo — non affidarsi all'esempio di una campionessa olimpica, per quanto sia un esempio positivo di dialogo aperto con la scienza.

Allo stesso modo, chi ha vissuto un parto difficile e sta valutando un cesareo programmato per una gravidanza futura dovrebbe avere una conversazione approfondita con il proprio specialista. Secondo le indicazioni del Ministero della Salute italiano, le scelte sul parto devono essere sempre condivise tra paziente e medico, nel rispetto dell'autonomia della donna e della sicurezza clinica.

Il caso Pellegrini, al di là della notizia, ricorda una cosa semplice: dialogare con il proprio medico non è mai una scelta sbagliata. Un ginecologo o un medico dello sport può fare la differenza tra un percorso sereno e uno pieno di dubbi evitabili.

Nota: questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza medica. Per qualsiasi dubbio su gravidanza, attività fisica o modalità del parto, consulta il tuo ginecologo o medico di fiducia.

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