Il 24 settembre 2026, il mondo dello sport italiano si è fermato. Elena Pero, la voce del tennis di Sky Sport per oltre trentacinque anni, si è spenta a soli 60 anni dopo una lunga malattia. Fino all'ultimo giorno, non aveva smesso di fare ciò che amava: la sua ultima telecronaca risale al 12 luglio 2026, la finale di Wimbledon in cui Jannik Sinner ha sollevato il trofeo per la seconda volta consecutiva, al fianco del suo storico compagno di commento Paolo Bertolucci. La notizia della sua scomparsa è stata annunciata la sera stessa da Federico Ferri, direttore di Sky Sport.
La storia di Elena Pero parla di passione, di dedizione assoluta, di un legame con il proprio lavoro così profondo da non lasciare spazio alla malattia. Ma per milioni di lavoratori italiani colpiti ogni anno da diagnosi gravi, quella stessa scelta — continuare o fermarsi — è anche una questione di diritti, di tutele, di legge. E dal 1° gennaio 2026, quella legge è cambiata radicalmente.
Una carriera lunga trentacinque anni: la voce che ha raccontato un'era
Elena Pero è entrata nell'allora Telepiù nel 1991 come praticante giornalista. In più di tre decenni, ha raccontato il tennis a milioni di italiani: i grandi tornei del Grande Slam, le gesta dei campioni stranieri, e infine l'esplosione di Jannik Sinner, l'altoatesino che ha trasformato l'Italia in una potenza del tennis mondiale.
La sua voce era inconfondibile: precisa, appassionata, capace di trasmettere l'emozione del momento senza mai cedere alla retorica. Con Paolo Bertolucci, con cui ha condiviso oltre vent'anni di telecronache, ha formato una coppia radiofonica e televisiva entrata nella memoria collettiva degli appassionati.
Nelle ultime stagioni, nonostante la malattia — di cui non ha mai parlato pubblicamente, confermando il suo stile riservato e professionale — non ha abbandonato la postazione. Secondo quanto riportato da Sky Sport e dai principali quotidiani sportivi italiani, Pero non ha saltato nessuna delle sue trasmissioni programmate, nemmeno nei momenti più difficili del trattamento.
La nuova legge 2026: cosa cambia per i lavoratori oncologici
La storia di Elena Pero pone una domanda che riguarda 390.000 italiani ogni anno — il numero stimato di nuove diagnosi oncologiche, secondo l'AIRC: quanto è tutelato chi riceve una diagnosi grave e vuole — o deve — continuare a lavorare?
Dal 1° gennaio 2026, il quadro normativo italiano è cambiato in modo significativo. Il Senato ha approvato definitivamente, nel dicembre 2025, la Legge per la tutela dei lavoratori con malattie oncologiche, invalidanti e croniche, che introduce tre strumenti fondamentali.
Congedo straordinario di 24 mesi. I lavoratori dipendenti affetti da patologie oncologiche, invalidanti o croniche possono richiedere fino a 24 mesi di congedo (anche in modo frazionato), con conservazione del posto di lavoro. Il periodo è non retribuito, ma garantisce che il rapporto di lavoro non possa essere interrotto unilateralmente dall'azienda.
Permessi retribuiti aggiuntivi. A partire dallo stesso 1° gennaio 2026, sono previste 10 ore annue di permessi retribuiti per visite specialistiche, esami diagnostici e cure mediche collegate alla patologia. Queste ore si aggiungono ai permessi già previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro e non intaccano il monte ferie.
Diritto al lavoro agile prioritario. Al termine del congedo, il lavoratore ha diritto a richiedere lo smart working come soluzione lavorativa prioritaria, ove la prestazione sia compatibile con il lavoro da remoto.
Per accedere a tutti questi strumenti, la legge richiede una certificazione medica rilasciata dal medico di medicina generale o da un medico specialista operante in una struttura sanitaria pubblica o privata accreditata.
Il nodo del comporto: quando l'azienda può licenziare
La nuova legge risolve molti problemi, ma non tutti. Uno dei punti più critici — e meno conosciuti dai lavoratori — riguarda il cosiddetto periodo di comporto, ovvero il numero massimo di giorni di assenza per malattia che il lavoratore può accumulare prima che l'azienda abbia il diritto di procedere al licenziamento.
Il periodo di comporto varia a seconda del contratto collettivo applicato: nei contratti del commercio è in genere di 365 giorni; nel metalmeccanico può arrivare a 500 giorni nell'arco di un periodo prestabilito. Il problema è che, in molti casi, chi affronta una malattia oncologica esaurisce questi giorni molto prima di essere guarito.
«Il momento più delicato è quello in cui il lavoratore si avvicina alla fine del comporto e non sa che esistono strumenti per interromperne il calcolo», spiega un avvocato specializzato in diritto del lavoro. «Alcuni contratti collettivi prevedono già che la diagnosi oncologica sospenda temporaneamente il conteggio del comporto. Ma bisogna conoscere il proprio CCNL, e bisogna agire in anticipo, non dopo aver ricevuto la lettera di licenziamento».
Il congedo straordinario previsto dalla legge 2026 va richiesto prima che il comporto sia esaurito — non dopo. Questo è il passaggio che, senza consulenza legale, molti lavoratori mancano.
Caso concreto: Giulia, 44 anni, impiegata a Torino
Giulia lavora come responsabile amministrativa in una PMI torinese del settore manifatturiero. Il contratto applicato è il CCNL Metalmeccanici. A marzo 2026, riceve una diagnosi di linfoma non-Hodgkin in stadio II. Inizia la chemioterapia ad aprile 2026.
Il suo periodo di comporto contrattuale è di 12 mesi continuativi. Con chemioterapia e i successivi controlli, le stime del suo oncologo indicano che potrebbe avere bisogno di 14-16 mesi di assenze parziali o totali.
Se non avesse conosciuto la nuova legge: attorno al mese di aprile 2027, l'azienda avrebbe potuto notificarle il licenziamento per superamento del comporto, con preavviso o indennità sostitutiva. Il posto di lavoro sarebbe a rischio.
Con la legge 2026 e assistenza legale:
- Giulia utilizza i 12 mesi di comporto contrattuale (fino ad aprile 2027)
- Tre mesi prima della scadenza — quindi a gennaio 2027 — il suo avvocato del lavoro avvia la procedura per il congedo straordinario
- Il posto di lavoro è garantito per altri 24 mesi, ovvero fino ad aprile 2029
- Giulia usufruisce delle 10 ore di permessi retribuiti per le visite di controllo post-trattamento
- Al rientro, chiede e ottiene lo smart working per i primi sei mesi, riducendo lo stress del pendolarismo
Il valore economico della consulenza legale tempestiva: la differenza tra licenziamento (con perdita del reddito futuro) e conservazione del posto equivale, per Giulia, a circa 24.000 euro lordi annui di stipendio. Un avvocato del lavoro specializzato ha un costo medio di 200-600 euro per una prima consulenza approfondita. Il rapporto costo/beneficio è di 1 a 40 o superiore.
Agire subito: i passi concreti dopo una diagnosi grave
L'errore più comune, secondo gli esperti di diritto del lavoro, è quello di aspettare. «Le persone si concentrano sulle cure, comprensibilmente. Ma i termini legali non aspettano», osserva l'avvocato. «Il congedo straordinario va richiesto mentre il contratto è ancora attivo e prima che il comporto si esaurisca. La finestra per agire è definita, e perderla significa rinunciare a una tutela fondamentale».
I passi operativi da seguire dopo una diagnosi grave:
- Ottenere la certificazione medica dal medico di base o da uno specialista accreditato — è il documento che attiva tutte le tutele della legge 2026
- Verificare il CCNL applicato con il proprio sindacato o con un patronato, per identificare il periodo di comporto e le eventuali clausole specifiche per malattie oncologiche
- Consultare un avvocato del lavoro specializzato entro 30-60 giorni dalla diagnosi, per impostare la strategia corretta sin dall'inizio
- Comunicare formalmente all'azienda le proprie condizioni di salute, nella misura necessaria ad attivare le tutele, senza eccedere nelle informazioni
La storia di Elena Pero — con la sua scelta di non fermarsi mai, di tenere la malattia separata dal palcoscenico professionale — è la storia di una donna eccezionale. Ma non deve diventare un modello di inevitabilità per chi, invece, ha bisogno di fermarsi e ha tutto il diritto di farlo.
La consulenza di un avvocato del lavoro su ExpertZoom
Le nuove tutele del 2026 sono uno strumento potente, ma solo se attivate nel momento giusto e nel modo corretto. Su ExpertZoom, gli avvocati specializzati in diritto del lavoro sono disponibili per consulenze personalizzate: dall'analisi del contratto collettivo alla gestione del congedo straordinario, dalla tutela in caso di licenziamento alla richiesta di lavoro agile.
La diagnosi di una malattia grave è già abbastanza difficile da affrontare. I propri diritti, almeno quelli, non dovrebbero andare persi per mancanza di informazione.
Nota: le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale. Per valutare la propria situazione contrattuale specifica, è necessaria una consulenza legale individuale.

Sofia Gallo