Nei primi giorni di luglio 2026 Donald Trump ha condiviso su Truth Social l'ennesimo video generato con l'intelligenza artificiale: un deepfake in cui interpreta un medico che "cura" alcuni suoi critici, da Rosie O'Donnell a Robert De Niro. Pochi giorni dopo, il 17 luglio, il presidente statunitense è tornato in prima serata con un discorso alla nazione sulla sicurezza elettorale. Due eventi diversi, un unico filo conduttore che riguarda da vicino anche i risparmiatori italiani: i video artificiali sono ormai indistinguibili dalla realtà, e la stessa tecnologia che Trump usa per la satira viene sfruttata dai criminali per svuotare i conti correnti.
Cosa sta succedendo
I contenuti creati con l'IA sono diventati un elemento ricorrente della comunicazione politica internazionale. Trump ne ha pubblicati diversi negli ultimi mesi, arrivando a cancellarne alcuni dopo le polemiche. Il problema è che questi filmati abituano il pubblico a vedere personaggi noti dire e fare cose mai realmente accadute, abbassando la soglia di sospetto.
È proprio su questa abitudine che puntano le organizzazioni criminali. Secondo dati diffusi nel 2026, le frodi basate su deepfake sono cresciute del 700% nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2024, con perdite globali superiori a 900 milioni di dollari. In Italia il fenomeno ha un peso concreto: la Polizia Postale ha chiuso il 2025 con 51.560 indagini per crimini informatici e oltre 110 milioni di euro di ricavi illeciti collegati a frodi con volti e voci clonati.
Perché riguarda i risparmiatori italiani
Il meccanismo è quasi sempre lo stesso. I truffatori prendono spezzoni televisivi autentici di giornalisti, conduttori o rappresentanti istituzionali e li alterano con l'IA, ricostruendo in modo realistico espressioni, movimenti delle labbra e tono della voce. Al personaggio clonato viene fatta pronunciare la sponsorizzazione di un investimento "sicuro" e "ad alto rendimento", collegato a una piattaforma di trading fasulla.
I numeri raccontano l'entità del danno: secondo le stime diffuse dalla stampa specializzata, le truffe che uniscono trading online e deepfake hanno sottratto circa 143 milioni di euro ai cittadini italiani in soli otto mesi. La vittima tipo non è l'utente distratto, ma la persona convinta di seguire il consiglio di un volto autorevole visto in televisione. Non solo politici: anche sportivi come Messi e Yamal sono tra i volti più clonati dai truffatori per promuovere finti investimenti in criptovalute.
I cinque segnali per smascherare un deepfake
I video prodotti nel 2026 sono estremamente credibili sul volto, ma tradiscono ancora dettagli rivelatori. Un informatico o un esperto di sicurezza digitale consiglia di osservare cinque elementi.
Primo: il labiale. La sincronizzazione tra parole e movimento della bocca resta imperfetta, soprattutto sulle sillabe finali delle frasi. Secondo: gli occhi. Nei deepfake l'ammiccamento è spesso assente o innaturale e lo sguardo appare fisso. Terzo: le microespressioni. I piccoli movimenti involontari del viso mancano o si ripetono in modo meccanico. Quarto: l'illuminazione. La luce sul volto tende a restare uniforme e non cambia quando la persona si muove o gira la testa. Quinto: il contesto. Un investimento garantito promosso in un breve video sui social è, di per sé, un campanello d'allarme.
Nessuno di questi indizi è definitivo da solo, ma la loro somma consente quasi sempre di distinguere un contenuto autentico da uno manipolato.
Cosa fare per proteggersi
La Polizia di Stato indica alcune regole pratiche. La prima è diffidare per principio di articoli, video o interviste che promettono rendimenti elevati o garantiti: nessun intermediario serio comunica così. La seconda è verificare sempre la fonte ufficiale della notizia e controllare che l'intermediario sia autorizzato, consultando i registri di ESMA, Consob e Banca d'Italia. La terza è non cliccare mai link o banner pubblicitari che rimandano a piattaforme sconosciute. Tutte le indicazioni sono raccolte nell'avviso ufficiale del Commissariato di P.S. online della Polizia Postale.
C'è anche un profilo legale da non sottovalutare. Nel 2026 il Garante per la protezione dei dati personali ha ricordato che creare un deepfake senza il consenso della persona ritratta integra ipotesi di reato e può comportare sanzioni molto pesanti. Chi si accorge che il proprio volto o quello di un familiare è stato clonato può segnalare l'abuso e chiedere la rimozione dei contenuti.
Quando conviene rivolgersi a un esperto
Se un contenuto sospetto è già stato condiviso, se un pagamento è stato effettuato verso una piattaforma dubbia, oppure se un'azienda teme che il volto di un dirigente venga usato per truffe, la valutazione fai-da-te non basta. Un consulente informatico o uno specialista di sicurezza digitale può analizzare i metadati di un file, verificare l'autenticità di un video, mettere in sicurezza account e dispositivi e predisporre la documentazione tecnica utile in caso di denuncia.
La lezione dei video virali di Trump è chiara: quando qualsiasi volto può essere fatto parlare a piacere, l'unica difesa reale è imparare a dubitare e affidarsi, nei casi concreti, a chi sa distinguere il vero dal falso. Su Expert Zoom è possibile confrontare in pochi minuti i profili di esperti di informatica e sicurezza digitale disponibili nella propria zona, descrivere il problema e ricevere un preventivo senza impegno.
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una consulenza professionale personalizzata in materia di sicurezza informatica o legale.

Alessandro Ferrari