La diga del Liscione, situata in Molise lungo il fiume Biferno, è entrata in stato di emergenza tra il 31 marzo e il 1° aprile 2026 a causa di forti precipitazioni e scioglimento nevoso nelle montagne circostanti. Il livello dell'acqua è salito in modo drammatico, costringendo le autorità ad aumentare la portata di scarico da 60 a 525 metri cubi al secondo. Nel corso di 24 ore sono stati rilasciati oltre 5 milioni di metri cubi d'acqua, provocando l'allarme alluvione per numerosi comuni a valle, tra cui Palata, Larino, Guglionesi, San Martino in Pensilis, Portocannone e Termoli. La Protezione Civile ha gestito l'emergenza con interventi coordinati, mentre diverse arterie stradali sono state chiuse per garantire la sicurezza pubblica.
La diga del Liscione: infrastruttura strategica del Molise
Costruita negli anni Settanta sul fiume Biferno, la diga del Liscione rappresenta una delle infrastrutture idrauliche più importanti del Molise. Con una capacità di invaso di oltre 160 milioni di metri cubi, la diga svolge molteplici funzioni: approvvigionamento idrico per uso civile e agricolo, produzione di energia idroelettrica e laminazione delle piene per proteggere i territori a valle. L'invaso del Liscione alimenta anche il sistema irriguo della pianura di Termoli, fondamentale per l'agricoltura locale.
Tuttavia, come tutte le grandi dighe, quella del Liscione comporta anche rischi significativi in caso di eventi meteorologici estremi. Le intense precipitazioni di fine marzo 2026, combinate con lo scioglimento rapido del manto nevoso accumulato durante l'inverno, hanno creato una situazione critica. L'afflusso d'acqua verso l'invaso è aumentato in modo esponenziale, superando la capacità di assorbimento e costringendo i gestori ad aprire le paratoie di scarico per evitare il sovraccarico strutturale della diga.
La decisione di aumentare la portata di scarico da 60 a 525 metri cubi al secondo non è stata presa alla leggera. Secondo i protocolli di sicurezza gestiti dalla Protezione Civile e dagli enti preposti, il mantenimento dell'integrità strutturale della diga ha la priorità assoluta, anche se ciò comporta rischi di allagamento per i territori a valle. Una eventuale rottura della diga avrebbe conseguenze catastrofiche, con un'onda di piena che devasterebbe decine di chilometri di territorio abitato.
Impatto sui comuni a valle: allerta e misure di protezione
I comuni di Palata, Larino, Guglionesi, San Martino in Pensilis, Portocannone e Termoli sono stati posti in allerta massima nelle ore successive all'apertura delle paratoie. Le autorità locali, coordinate dalla Protezione Civile, hanno attivato i piani di emergenza, includendo il monitoraggio costante dei livelli idrometrici, l'evacuazione preventiva delle aree a rischio e la chiusura delle strade vicine al fiume Biferno.
Per molti residenti lungo il corso del fiume, l'esperienza è stata traumatica. Case e cantine allagate, campi agricoli sommersi e infrastrutture danneggiate sono solo alcune delle conseguenze immediate. Le aziende agricole della zona hanno subito perdite ingenti: terreni coltivati spazzati via dalla piena, attrezzature agricole danneggiate e bestiame messo in pericolo. Per i piccoli proprietari terrieri, spesso privi di assicurazioni adeguate, il danno economico è devastante.
La chiusura delle arterie stradali ha inoltre isolato alcune frazioni e reso difficoltoso l'accesso ai servizi essenziali. I mezzi di soccorso della Protezione Civile hanno dovuto utilizzare percorsi alternativi per raggiungere le zone più colpite, rallentando gli interventi di assistenza. Nonostante le difficoltà, non si sono registrate vittime, grazie alla tempestività degli allarmi e alla collaborazione tra istituzioni e popolazione.
Ruolo della Protezione Civile e coordinamento istituzionale
La gestione dell'emergenza diga del Liscione ha messo in luce l'importanza del sistema di Protezione Civile italiano, uno dei più avanzati al mondo. Il sito ufficiale protezionecivile.gov.it offre informazioni aggiornate in tempo reale sulle emergenze in corso, i bollettini meteo e le allerte territoriali. Nel caso del Liscione, la Protezione Civile ha coordinato le attività di monitoraggio, comunicazione e soccorso, garantendo un flusso costante di informazioni tra le autorità locali, i gestori della diga e la popolazione.
Il protocollo di emergenza prevede diverse fasi operative: allertamento, attivazione dei centri operativi comunali, evacuazione preventiva delle aree a rischio e gestione post-emergenza. La fase di allertamento è scattata non appena le previsioni meteo hanno segnalato l'arrivo di precipitazioni eccezionali. I sindaci dei comuni interessati hanno convocato i centri operativi e attivato i volontari di protezione civile, che hanno svolto un ruolo cruciale nel monitoraggio territoriale e nell'assistenza alla popolazione.
La comunicazione verso i cittadini è avvenuta attraverso molteplici canali: messaggi SMS di allerta, annunci sui social media, comunicati stampa e altoparlanti mobili nelle zone più esposte. Questa strategia multicanale ha garantito che anche le persone anziane o prive di accesso a internet ricevessero informazioni tempestive. La trasparenza e la rapidità della comunicazione sono state fondamentali per evitare il panico e favorire comportamenti corretti da parte della popolazione.
Danni alle abitazioni e diritti dei proprietari
Per i proprietari di immobili situati nelle vicinanze del fiume Biferno, l'emergenza del Liscione ha comportato danni significativi. Allagamenti di cantine, scantinati e piani terra, infiltrazioni nelle murature, danni agli impianti elettrici e idraulici sono problematiche comuni in questi casi. Anche dopo il ritiro delle acque, i danni strutturali possono persistere: umidità, muffa, cedimenti delle fondazioni e instabilità delle pareti.
Dal punto di vista legale, i proprietari hanno diritto a richiedere interventi di assistenza e, in alcuni casi, risarcimenti. Le amministrazioni comunali, con il supporto delle Regioni e dello Stato, possono dichiarare lo stato di calamità naturale, che sblocca fondi per indennizzi e interventi di ripristino. Tuttavia, l'accesso a questi fondi richiede la presentazione di perizie tecniche dettagliate che attestino l'entità del danno e la correlazione con l'evento alluvionale.
La perizia di un artigiano specializzato, come un geometra, un ingegnere civile o un perito edile, è essenziale per documentare correttamente i danni. Questi professionisti effettuano sopralluoghi, redigono relazioni tecniche fotografiche e stimano i costi di ripristino. Senza una perizia adeguata, le richieste di indennizzo rischiano di essere respinte o sottostimate.
È importante agire rapidamente: i termini per la presentazione delle domande di risarcimento sono spesso stringenti, e ritardi possono precludere l'accesso ai fondi. Inoltre, alcuni danni, come le infiltrazioni, possono aggravarsi nel tempo se non trattati tempestivamente. Lasciare umidità nelle murature può portare a problemi strutturali cronici, con costi di ripristino esponenzialmente più elevati.
Come proteggere la propria abitazione: consulenza professionale
Dopo un evento alluvionale, la prima priorità è garantire la sicurezza strutturale dell'edificio. Anche se l'acqua si è ritirata, possono esserci danni nascosti: cedimenti delle fondazioni, lesioni nelle murature, compromissione degli impianti elettrici. Un sopralluogo professionale da parte di un artigiano qualificato è indispensabile per valutare la stabilità dell'immobile e pianificare gli interventi necessari.
Gli artigiani edili specializzati in ripristino post-alluvione conoscono le tecniche più efficaci per eliminare l'umidità, sanificare gli ambienti, riparare le murature e ripristinare gli impianti. Utilizzano strumenti diagnostici come termocamere per individuare infiltrazioni invisibili a occhio nudo e igrometri per misurare il livello di umidità nei muri. Questi interventi, se eseguiti correttamente, possono prevenire problemi cronici e preservare il valore dell'immobile nel lungo termine.
Per i proprietari di abitazioni nelle zone colpite dall'emergenza del Liscione, ExpertZoom può aiutare a trovare artigiani qualificati e professionisti del settore edile in grado di effettuare perizie accurate e interventi di ripristino. Che si tratti di valutare i danni strutturali, gestire le pratiche assicurative o pianificare lavori di ristrutturazione, affidarsi a esperti competenti è la chiave per proteggere il proprio patrimonio e tornare rapidamente alla normalità.
