Giorgia Cardinaletti e il caso RAI: cosa dice la legge quando il tuo datore di lavoro ti cambia ruolo

Avvocato del lavoro che esamina un contratto di assunzione in uno studio legale a Roma

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Sofia Sofia GalloAvvocati
6 min di lettura 4 ottobre 2026

Il nome di Giorgia Cardinaletti era già familiare ai telespettatori del TG1, dove la giornalista marchigiana conduce l'edizione delle 20:00 dal 2022. Ma è stata la finale di Sanremo 2026 a trasformarla in un volto nazionale: chiamata all'ultimo momento da Carlo Conti sul palco dell'Ariston, ha co-condotto la serata più seguita dell'anno davanti a oltre 12 milioni di telespettatori. A distanza di mesi, il suo nome continua a dominare le ricerche su Google, riportando l'attenzione su una questione che riguarda milioni di lavoratori italiani: cosa succede, legalmente, quando il proprio datore di lavoro decide di affidarti mansioni completamente diverse da quelle previste dal tuo contratto originale?

Da giornalista a conduttrice: una transizione con implicazioni legali precise

Il passaggio di Cardinaletti dalla sala stampa del Festival al palco dell'Ariston non è solo una storia di talento riconosciuto. In termini di diritto del lavoro, rappresenta quello che gli avvocati chiamano modifica delle mansioni, una casistica che tocca ogni anno centinaia di migliaia di lavoratori italiani in ogni settore, dal commercio alla sanità, dalla pubblica amministrazione ai media.

Quando un datore di lavoro assegna a un dipendente funzioni diverse — e spesso più impegnative — rispetto a quelle contrattualmente previste, entra in gioco l'articolo 2103 del Codice Civile, profondamente riformato dal Jobs Act del 2015 (D.Lgs. 81/2015). Secondo quanto previsto dalla norma, il datore di lavoro può modificare le mansioni del lavoratore esclusivamente nell'ambito dello stesso livello di inquadramento contrattuale, oppure — in caso di riorganizzazione aziendale documentata — verso livelli inferiori, ma solo con il consenso scritto del lavoratore e con la garanzia di mantenimento della retribuzione.

La novità più importante della riforma è l'automatismo della promozione di fatto: se il lavoratore svolge mansioni di un livello superiore per un periodo continuativo superiore ai tre mesi, ha diritto alla retribuzione prevista per quel livello, con efficacia retroattiva dalla data di inizio delle nuove mansioni.

Cosa dicono i legali: i diritti che non vengono quasi mai fatti valere

Secondo i principi consolidati nella giurisprudenza del lavoro italiana, il lavoratore che svolge stabilmente mansioni superiori al proprio inquadramento matura automaticamente il diritto alla promozione formale. Il datore di lavoro non può legittimamente sfruttare un dipendente in un ruolo di maggiore responsabilità continuando a retribuirlo secondo il vecchio contratto.

Esistono tuttavia eccezioni rilevanti nel caso di aziende soggette a contratti collettivi nazionali specifici. La RAI, ad esempio, distingue nettamente tra il contratto dei giornalisti — disciplinato dal CCNL FNSI-Editori — e quello dei conduttori e presentatori, che possono avere inquadramenti e compensi separati, anche con contratti a termine o a prestazione. Come evidenziato da un'analisi recente pubblicata su Expert Zoom, la questione dei diritti dei presentatori televisivi italiani è oggetto di frequenti contenziosi anche fuori dal mondo RAI.

Il problema principale è che molti lavoratori non conoscono i propri diritti in questi casi. Accettano verbalmente il nuovo incarico — spesso allettati dalla visibilità o dalla speranza di una promozione futura — senza mai richiedere la formalizzazione scritta del cambio di mansioni. Questo comportamento, comprensibile dal punto di vista umano, può tradursi in una rinuncia involontaria a migliaia di euro di arretrati.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere puramente informativo e non costituiscono consulenza legale. Per valutare la propria situazione specifica, è necessario rivolgersi a un avvocato del lavoro qualificato.

Il caso concreto: Sara, redattrice diventata coordinatrice di palinsesto senza adeguamento salariale

Prendete il caso di Sara (nome di fantasia), dipendente di una televisione regionale privata assunta come redattrice con un inquadramento di 3° livello CCNL Radiotelevisioni Private, per uno stipendio di 1.900 euro lordi mensili.

Da sette mesi il direttore editoriale le affida la coordinazione dell'intero palinsesto serale: gestisce un team di cinque redattori, intrattiene rapporti diretti con gli ospiti, approva i testi dei servizi e partecipa alle riunioni di direzione. Un ruolo che in base al contratto collettivo applicabile corrisponde a un inquadramento di 1° livello, con una retribuzione minima contrattuale di 2.700 euro lordi mensili.

Sara non ha ricevuto alcuna lettera di promozione né un adeguamento salariale. Ha accettato l'incarico verbalmente, convinta che "sarebbe arrivato presto anche il riconoscimento economico".

Cosa prevede la legge in questo scenario preciso?

Se Sara ha svolto continuativamente mansioni di 1° livello per oltre tre mesi — il termine standard per la promozione automatica ai sensi dell'art. 2103 c.c. — ha già maturato il diritto alla promozione formale e a tutti gli arretrati calcolati dalla data di inizio delle nuove mansioni. Il calcolo è lineare: differenza di retribuzione = 2.700 − 1.900 = 800 euro lordi al mese. In sette mesi: 5.600 euro lordi di arretrati, ai quali si aggiunge il ricalcolo del TFR sulla base della nuova retribuzione lorda.

Se Sara si rivolge a un avvocato del lavoro, il percorso tipico prevede: 1) raccolta della documentazione che provi le mansioni svolte (email, organigrammi, comunicazioni interne, testimonianze dei colleghi); 2) invio di una diffida stragiudiziale al datore di lavoro; 3) eventuale ricorso al giudice del lavoro in caso di rifiuto. Nella grande maggioranza dei casi, la diffida stragiudiziale è sufficiente per ottenere il riconoscimento economico senza arrivare in udienza.

Documentarsi è il primo passo: cosa tenere sempre in regola

Che tu lavori in una televisione, in uno studio legale o in un magazzino, ci sono tre regole pratiche per tutelarti in caso di cambio di mansioni non formalizzato:

Tieni traccia scritta di tutto. Ogni nuovo compito che ti viene assegnato verbalmente, annotalo. Conserva le email che provano le attività che svolgi effettivamente — anche quelle di coordinamento o supervisione che vanno oltre la tua job description originale. Questi documenti sono la tua prova principale in caso di contenzioso.

Non aspettare oltre tre mesi. Una volta superata questa soglia, i diritti maturano automaticamente, ma farli valere diventa più complesso se non hai documentazione sufficiente. Il momento ideale per chiedere la formalizzazione scritta è tra il primo e il secondo mese dall'inizio delle nuove mansioni — quando la relazione con il datore di lavoro è ancora distesa e la richiesta appare naturale.

Distingui promozione e supplemento. Alcuni datori di lavoro offrono una gratifica o un bonus una tantum al posto della promozione formale. Accettare questa soluzione senza un accordo scritto chiaro può significare rinunciare ai diritti sul CCNL applicabile e ai futuri adeguamenti automatici previsti dal contratto collettivo.

Per consultare il testo ufficiale e aggiornato dell'articolo 2103 del Codice Civile, puoi fare riferimento al portale Normattiva, il sito ufficiale della legislazione italiana.

Perché il caso Cardinaletti fa riflettere molti lavoratori

La storia di Giorgia Cardinaletti è diventata, quasi involontariamente, una metafora del mercato del lavoro italiano contemporaneo: un dipendente capace viene chiamato a fare molto di più di quanto previsto dal contratto, spesso senza che questa transizione venga formalizzata o adeguatamente compensata.

La differenza tra il caso televisivo e la realtà di chi lavora in un ufficio, in un cantiere o in una clinica è che nella RAI i sindacati sono storicamente forti e le tutele sono più presidiate. Fuori da quegli ambienti, milioni di lavoratori affrontano situazioni analoghe senza sapere che la legge li tutela già — e che un avvocato del lavoro può aiutarli a ottenere il riconoscimento che spetta loro.

Se stai vivendo una situazione simile — mansioni cambiate senza adeguamento salariale, responsabilità ampliate senza promozione formale, o un ruolo "di fatto" diverso da quello che ti è stato offerto al momento dell'assunzione — una consulenza con un avvocato specializzato in diritto del lavoro può chiarire la tua posizione e aiutarti a valutare le opzioni disponibili.

Su Expert Zoom puoi trovare avvocati del lavoro disponibili per consulenze online o in presenza in tutta Italia, con la possibilità di ricevere una prima valutazione della tua situazione in tempi rapidi.

Crediti fotografici : Questa immagine è stata generata dall'intelligenza artificiale.

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