L'influenza aviaria H5N1 torna a preoccupare l'Italia nel marzo 2026, con nuovi focolai negli allevamenti avicoli delle province di Verona e Mantova. Il Ministero della Salute ha aggiornato la situazione epidemiologica il 20 marzo scorso, confermando la presenza del virus in pollame domestico e uccelli selvatici. Ecco cosa sapere e quando è il momento di rivolgersi a un medico.
La situazione in Italia a marzo 2026
Il virus dell'influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) sottotipo H5N1 circola in Italia da mesi. Tra la fine del 2025 e il febbraio 2026, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha registrato centinaia di focolai negli allevamenti europei e oltre duemila casi in uccelli selvatici in diversi Paesi dell'Unione Europea.
In Italia, le province di Verona e Mantova si trovano all'interno di una Zona di Ulteriore Restrizione (ZUR) istituita dall'Unità di Crisi Centrale del Ministero della Salute. Questa misura riguarda le aree ad elevata densità di allevamenti avicoli, dove il rischio di diffusione è più alto.
I dati più recenti, aggiornati al 20 marzo 2026, confermano positività in volatili selvatici già segnalate dall'ottobre 2025, quando fu identificato il primo caso H5N1 dopo un periodo di calma durato da febbraio 2025.
Il rischio per la salute umana: cosa dicono gli esperti
La buona notizia è chiara: in Italia non sono stati registrati casi di H5N1 nell'uomo nel 2026. L'Epicentro dell'Istituto Superiore di Sanità classifica il rischio di infezione per la popolazione generale come basso.
Questo rischio può diventare moderato solo in una circostanza precisa: per i lavoratori direttamente esposti in un allevamento con casi confermati — veterinari, allevatori, addetti alla macellazione. Per tutti gli altri cittadini, il contatto con pollame sano acquistato nei canali regolari non rappresenta un pericolo.
Il virus H5N1 non è in grado di trasmettersi in modo efficiente da uomo a uomo. Nessuna evidenza di trasmissione interumana è stata rilevata nell'Unione Europea.
Chi dovrebbe preoccuparsi davvero?
Tre categorie di persone meritano attenzione particolare:
1. Chi lavora a contatto diretto con pollame Allevatori, veterinari, operatori di macelli e addetti alla pulizia delle gabbie sono le figure più esposte. Se sviluppano sintomi simil-influenzali (febbre superiore a 38°C, tosse, difficoltà respiratorie) entro 10 giorni da un contatto con pollame malato o morto, devono consultare immediatamente un medico e segnalare l'esposizione.
2. Chi vive nelle zone di restrizione Le province di Verona e Mantova sono monitorate. I residenti non devono temere il contagio tramite l'aria o i prodotti alimentari regolarmente commercializzati, ma è importante seguire le indicazioni delle autorità sanitarie locali.
3. Chi ha viaggiato in aree ad alto rischio globale In altri Paesi — Stati Uniti, Cambogia, Vietnam — si registrano casi di H5N1 umano legati al contatto con animali infetti. Chi rientra da questi Paesi con sintomi respiratori acuti e ha avuto contatti con animali deve riferirlo al proprio medico.
Sintomi da non ignorare: quando chiamare il medico
Un'influenza aviaria nell'uomo è rara, ma i sintomi sono simili a quelli di una normale influenza stagionale, rendendo difficile l'auto-diagnosi. Rivolgetevi a un medico entro 24 ore se presentate:
- Febbre improvvisa superiore a 38,5°C
- Tosse secca e persistente
- Difficoltà respiratorie o affanno
- Dolori muscolari intensi
- Congiuntivite
La distinzione cruciale è il contesto epidemiologico: avete avuto contatti con pollame malato o morto? Avete visitato un allevamento nelle province di Verona o Mantova negli ultimi 10 giorni? Se la risposta è sì, non aspettate.
Un medico di famiglia o uno specialista in malattie infettive può valutare la necessità di test diagnostici specifici e, se necessario, avviare un trattamento antivirale precoce con oseltamivir (Tamiflu), che è più efficace se somministrato nelle prime 48 ore dall'esordio dei sintomi.
I prodotti avicoli sono sicuri da mangiare?
Sì. La carne di pollame e le uova acquistate attraverso i canali commerciali regolari sono sicure, a condizione che vengano cotte correttamente (temperatura interna di almeno 70°C). Il virus viene inattivato dal calore.
Il Ministero della Salute raccomanda di evitare il consumo di uova crude o poco cotte e di lavarsi accuratamente le mani dopo aver manipolato carne di pollame cruda — precauzioni di igiene alimentare standard, valide indipendentemente dall'aviaria.
Prevenzione: cosa fare adesso
Per la popolazione generale, le misure sono semplici:
- Non raccogliere uccelli selvatici trovati morti: segnalate la presenza di volatili morti alle autorità veterinarie locali
- Evitate il contatto diretto con pollame selvatico o domestico non proveniente da allevamenti controllati
- Lavatevi le mani dopo qualsiasi contatto con animali
Per chi lavora nel settore avicolo, i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) — mascherine FFP2, guanti, occhiali protettivi — sono obbligatori in caso di contatto con animali potenzialmente infetti.
Quando affidarsi a uno specialista
Se avete dubbi sui vostri sintomi, se siete lavoratori del settore avicolo o veterinario, o se desiderate una valutazione professionale del vostro stato di salute in relazione all'influenza aviaria, un medico specializzato può offrirvi un consulto mirato. Su Expert Zoom potete trovare medici e specialisti disponibili per consulenze online, senza attese.
Nota YMYL: Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico professionale. In caso di sintomi o dubbi, consultate sempre il vostro medico o uno specialista.
