Monopattini elettrici: dal 16 luglio 2026 assicurazione obbligatoria, multe fino a 400 euro

Monopattino elettrico parcheggiato con contrassegno identificativo su una strada urbana italiana
Sofia Sofia GalloAvvocati
4 min di lettura 14 luglio 2026

Dal 16 luglio 2026 circolare in monopattino elettrico senza una polizza di responsabilità civile diventa illegale in tutta Italia. L'obbligo, previsto dalla riforma del Codice della Strada del 2024, riguarda circa un milione di mezzi privati e trasforma il monopattino da gadget urbano a veicolo a tutti gli effetti, con doveri assicurativi paragonabili a quelli di un ciclomotore. Chi viene sorpreso a circolare scoperto rischia una sanzione amministrativa fino a 400 euro.

La novità arriva dopo mesi di proroghe. L'obbligo del contrassegno identificativo — il piccolo "targhino" applicato sul mezzo — è già scattato a maggio 2026, mentre l'entrata in vigore della copertura assicurativa vera e propria è slittata al 16 luglio su richiesta delle compagnie, che avevano bisogno di tempo per predisporre i prodotti. Ora però il quadro è completo e le tolleranze sono finite.

Che cosa cambia dal 16 luglio

La polizza richiesta è una Responsabilità Civile Auto (RC) adattata ai micro-veicoli. Per avere validità legale, come ricorda l'ente di vigilanza sul settore, la copertura deve riportare il codice del contrassegno identificativo abbinato allo specifico monopattino: non basta una generica assicurazione infortuni, serve una polizza che copra i danni causati a terzi.

Dal 16 luglio, inoltre, chi guida deve portare con sé il certificato di assicurazione, in formato digitale o cartaceo, per esibirlo in caso di controllo delle Forze dell'Ordine. La copertura si aggiunge agli altri obblighi già introdotti dalla riforma: casco obbligatorio, limiti di velocità, divieto di sosta sui marciapiedi, presenza di luci e indicatori di direzione.

Sul fronte dei costi, l'impatto sulle famiglie è contenuto ma reale. Secondo una stima dell'associazione di consumatori Assoutenti, una polizza per monopattino elettrico costerà tra i 35 e i 55 euro l'anno. Una cifra modesta rispetto al rischio che copre: un incidente con un pedone può generare richieste di risarcimento di decine di migliaia di euro.

Perché l'assicurazione è una questione legale, non solo burocratica

Il vero motivo dell'obbligo non è fare cassa con le multe, ma colmare un vuoto di tutela. Fino a oggi, quando un monopattino investiva un pedone o danneggiava un'auto in sosta, la vittima spesso faticava a ottenere un risarcimento: se il conducente non aveva patrimonio o non veniva identificato, il danno restava a carico di chi lo aveva subito.

Con la RC obbligatoria, invece, i danni provocati a terzi vengono coperti dalla compagnia entro i massimali di legge. È lo stesso meccanismo che tutela chi viene tamponato in auto. Chi circola scoperto, però, resta personalmente responsabile con tutto il proprio patrimonio: in caso di incidente grave, dovrà rispondere di tasca propria dei danni fisici e materiali causati, oltre a subire la sanzione.

Qui entra in gioco la consulenza di un avvocato. Le controversie sui sinistri con micro-mobilità sono un terreno nuovo e ancora poco battuto dalla giurisprudenza. Un legale può aiutare a ricostruire le responsabilità in un incidente in cui spesso non ci sono testimoni né dashcam, a contestare una perizia assicurativa ritenuta iniqua, o a difendersi da una richiesta di risarcimento sproporzionata.

Il nodo dei minori e delle famiglie

Un capitolo delicato riguarda i più giovani. Molti monopattini sono usati da adolescenti, e in caso di danni la responsabilità civile ricade sui genitori per gli atti dei figli minori. Una polizza intestata correttamente protegge il bilancio familiare da esborsi che, altrimenti, potrebbero pesare per anni.

Le famiglie che gestiscono già altri obblighi assicurativi introdotti nel 2026 — come le polizze catastrofali obbligatorie per le imprese e le abitazioni — si trovano davanti a un principio comune: l'assicurazione sta diventando lo strumento con cui lo Stato distribuisce i rischi che prima ricadevano sul singolo. Capire quali coperture sono davvero obbligatorie, e quali invece sono facoltative, evita sia le multe sia le spese inutili.

Cosa fare prima di rimettersi in strada

Chi possiede un monopattino elettrico privato dovrebbe agire subito, senza aspettare il primo controllo. I passaggi essenziali sono tre: verificare di avere il contrassegno identificativo, sottoscrivere una polizza RC che riporti quel codice, e tenere sempre con sé il certificato durante gli spostamenti.

Prima di firmare, conviene leggere con attenzione massimali, franchigie ed esclusioni: alcune polizze economiche coprono solo i danni a terzi ma non gli infortuni del conducente, altre escludono l'uso in sharing o su percorsi non consentiti. In caso di dubbi su clausole poco chiare o su un contratto già sottoscritto, un avvocato o un consulente esperto in materia assicurativa può verificare che la copertura sia adeguata al reale utilizzo del mezzo.

Chi invece sta valutando l'acquisto di un mezzo elettrico più grande può informarsi anche sugli incentivi auto elettrica 2026, che seguono una logica di regole e obblighi in parte simile.

Il messaggio di fondo è semplice: il monopattino non è più un giocattolo, ma un veicolo che, come tale, richiede responsabilità e tutele. Una polizza da poche decine di euro all'anno è oggi la barriera più economica tra una passeggiata in città e un contenzioso che può durare anni.

Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale o assicurativa. Per la propria situazione specifica è consigliabile rivolgersi a un professionista qualificato. Fonte normativa di riferimento: IVASS – Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni.

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