Il 25 aprile 2026, la Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, con l'accusa di concorso in frode sportiva. Il giorno successivo, Rocchi si è autosospeso dall'incarico dichiarando di farlo "per il bene degli arbitri". Lo scandalo scuote il calcio italiano a poche settimane dalla fine del campionato.
La bufera che scuote la Serie A
L'inchiesta milanese riguarda tre episodi specifici. Il primo è la partita Bologna-Inter del 20 aprile 2025: secondo l'accusa, Rocchi avrebbe designato l'arbitro Andrea Colombo, considerato gradito alla società nerazzurra, aggirando i criteri di rotazione. Il secondo episodio riguarda la Coppa Italia: la scelta dell'arbitro Doveri per la semifinale Milan-Inter avrebbe tenuto lontano un direttore di gara ritenuto poco gradito all'Inter. Il terzo caso è Udinese-Parma del marzo 2025: Rocchi avrebbe indotto l'arbitro Maresca a chiamare un On Field Review, violando il protocollo VAR, per assegnare un rigore all'Udinese.
Tra gli indagati c'è anche il supervisore VAR Andrea Gervasoni, anch'egli autosospeso. Il suo interrogatorio davanti ai magistrati è fissato per il 30 aprile 2026. Il presidente dell'Inter Marotta ha dichiarato che la società è "estranea alla vicenda e ha sempre agito nella massima correttezza".
Cos'è la frode sportiva secondo la legge italiana
La frode sportiva è disciplinata dalla Legge 401 del 1989, che punisce chiunque compia atti fraudolenti volti ad alterare il risultato di una competizione. Le pene per chi viene riconosciuto colpevole vanno da 1 a 6 anni di reclusione, a seconda della gravità del fatto e del ruolo dell'imputato.
In parallelo alla giustizia ordinaria funziona il sistema federale della FIGC: il Tribunale Federale Nazionale può emettere sanzioni sportive in modo indipendente dal procedimento penale. Squalifiche, penalizzazioni in classifica e revoca di titoli rientrano nel suo arsenale di strumenti. I due binari — penale e sportivo — possono procedere contemporaneamente con tempi e conseguenze del tutto diversi.
"Un'accusa di frode sportiva a carico del designatore arbitrale apre scenari enormi per il calcio italiano," spiega un avvocato specializzato in diritto sportivo. "Non si tratta solo di sanzioni per i singoli: se i capi di imputazione fossero confermati, si potrebbe discutere di riapertura delle classifiche degli anni coinvolti."
Possono i club rivalersi? Diritti e strumenti
Sul piano federale, le società che ritengono di aver subito un danno da designazioni irregolari possono presentare esposto al Giudice Sportivo o al Tribunale Federale Nazionale. Per avere successo, però, la prova deve essere robusta e documentata: non basta un sospetto, servono elementi oggettivi che colleghino la designazione all'irregolarità e il danno alla società ricorrente.
Sul piano civile, un'azione risarcitoria contro la FIGC o i singoli arbitri è teoricamente ammissibile ma storicamente difficile. Il nesso causale tra la designazione scorretta e il danno economico concreto della società è molto difficile da dimostrare davanti a un tribunale ordinario.
I tifosi che hanno acquistato abbonamenti non hanno, in linea di principio, un'azione diretta nei confronti degli arbitri o della FIGC. Le associazioni di tifosi possono però presentare esposti alle Procure federali per segnalare irregolarità e attivare le indagini sportive.
Il precedente di Calciopoli: cosa potrebbe succedere
Lo scandalo ricorda da vicino Calciopoli del 2006, quando intercettazioni telefoniche rivelarono contatti impropri tra il designatore arbitrale Moggi e alcune società di Serie A. Quell'inchiesta portò alla retrocessione della Juventus, con relativa perdita dei titoli 2005 e 2006, e a pesanti penalizzazioni per Milan, Fiorentina e Lazio.
Se l'inchiesta milanese portasse a condanne confermate, la FIGC avrebbe la facoltà — non l'obbligo — di riaprire le classifiche delle stagioni interessate. Un percorso lungo, che richiede anni di procedimenti paralleli prima di arrivare a qualsiasi conseguenza sportiva definitiva.
Le settimane decisive: cosa aspettarsi ora
Il procedimento penale è ancora in fase preliminare: la Procura di Milano ha iscritto gli indagati nel registro, ma non ha ancora chiuso le indagini né richiesto il rinvio a giudizio. I tempi della giustizia ordinaria italiana sono lunghi: una sentenza definitiva potrebbe richiedere anni. La giustizia sportiva, invece, può muoversi più rapidamente.
Il 30 aprile 2026 è l'interrogatorio di Gervasoni: le sue dichiarazioni potrebbero confermare, ampliare o ridimensionare l'impianto accusatorio. Il Consiglio Federale della FIGC dovrà decidere se aprire un procedimento parallelo e con quali tempi. Ogni settimana che passa porta nuovi sviluppi in un caso che tiene l'intero calcio italiano con il fiato sospeso.
Il ruolo dell'avvocato sportivo in questi casi
Quando uno scandalo simile esplode, dirigenti, agenti e calciatori si trovano spesso convocati come testimoni o coinvolti in procedimenti collaterali. Un avvocato specializzato in diritto sportivo può valutare se esistono i presupposti per un reclamo federale fondato, assistere i testimoni durante gli interrogatori, monitorare il procedimento penale e individuare le ricadute sul piano sportivo.
Il consiglio degli esperti è chiaro: non rilasciare dichiarazioni pubbliche senza consulenza legale preventiva. Ogni affermazione spontanea, anche a mezzo stampa, può essere utilizzata nei procedimenti successivi. Prima della sentenza definitiva vale il principio costituzionale della presunzione di innocenza per tutti gli indagati.
Puoi trovare avvocati specializzati in diritto sportivo e in tutela dei club su Expert Zoom, pronti a valutare la tua situazione specifica. La prossima udienza, il 30 aprile 2026, potrebbe già cambiare il quadro complessivo dell'inchiesta.
Disclaimer: Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale. Per valutare la tua situazione specifica, rivolgiti a un avvocato specializzato in diritto sportivo.
