Bublik e il servizio spoon a Roland Garros 2026: quando le provocazioni di un tennista sfidano il codice ATP?

Aleksandr Bublik in campo durante un torneo di tennis professionistico

Photo : Hameltion / Wikimedia

5 min di lettura 26 maggio 2026

Aleksandr Bublik è arrivato al Roland Garros 2026 con la reputazione di essere il tennista più imprevedibile del circuito. Testa di serie numero 9, classificato ATP numero 10 al mondo, il kazako ha vinto il titolo a Hong Kong, raggiunto la semifinale a Rotterdam e accumulato 12 vittorie in soli 16 incontri nella stagione 2026 — il secondo miglior saldo dell'intero Tour. Ma è arrivato a Parigi anche con una conferenza stampa che ha fatto discutere: "Chi pensa che il servizio sotto il braccio sia tattica non capisce niente di tennis — lo faccio per intrattenere", ha dichiarato il 24 maggio 2026.

Nota informativa: questo articolo ha scopo giornalistico e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, rivolgiti a un avvocato specializzato in diritto sportivo.

Chi è Bublik e perché l'Italia lo segue da vicino al Roland Garros

Il tabellone del Roland Garros 2026 pone Bublik al centro dell'attenzione italiana per una ragione precisa: il draw potrebbe portarlo a sfidare Jannik Sinner nei quarti di finale. Il numero 1 al mondo e l'eccentrico kazako potrebbero essere i protagonisti del match più atteso della seconda settimana del torneo parigino.

Bublik è noto per il servizio "spoon" — il lancio effettuato sotto il braccio, a pallonetto — che usa in momenti chiave per sorprendere l'avversario e destabilizzarlo psicologicamente. La sua miglior prestazione al Roland Garros è stato il quarto di finale nel 2025, risultato che lo ha lanciato nella top 10 mondiale. In un'intervista al The Guardian prima del torneo, ha anche dichiarato che "i giocatori di doppio dovrebbero smettere e giocare a padel" — definendo il doppio "mezzo tennis".

Quando un atleta sfida apertamente le convenzioni del suo sport, dove si trova il confine tra libertà d'espressione e violazione del codice di condotta? E chi decide?

Il codice di condotta ATP: cosa può e cosa non può fare un tennista

Il regolamento ATP disciplina il comportamento degli atleti in campo e fuori. Il Codice di Condotta ATP stabilisce infrazioni — da quelle minori come il rallentamento del gioco a quelle gravi come il comportamento antisportivo o i commenti discriminatori — con sanzioni che vanno dall'avvertimento verbale alla squalifica dal torneo, fino a sospensioni e multe pecuniarie.

Per quanto riguarda il servizio sotto il braccio, il regolamento è inequivocabile: è legale. Nessuna norma impone di servire in un modo specifico, purché la palla venga colpita prima che rimbalzi. Federer, Murray e lo stesso Bublik lo hanno utilizzato senza mai ricevere penalità.

Le dichiarazioni pubbliche, invece, possono essere più problematiche. Il codice ATP proibisce i "comportamenti che danneggiano l'immagine del tennis" — una categoria volutamente ampia che l'organo di governo utilizza con discrezionalità. Insulti agli arbitri, commenti omofobi, attacchi personali a colleghi: questi sono i casi documentati in cui i giocatori hanno ricevuto sanzioni concrete.

Il commento di Bublik sul doppio è borderline: provocatorio, ma difficilmente sanzionabile in assenza di elementi discriminatori o di un'identificazione diretta con comportamenti vietati.

Le sanzioni ATP: dal richiamo verbale alla sospensione pluriennale

Il sistema sanzionatorio dell'ATP è articolato su livelli. Le infrazioni di primo livello — ritardo nel servizio, istruzioni ai bordo campo vietate, abbigliamento non conforme — comportano avvertimenti e multa fino a 10.000 dollari. Le infrazioni di secondo livello — comportamento antisportivo, insulti all'arbitro, lancio della racchetta — possono arrivare a 25.000 dollari più la perdita di punti nel torneo in corso.

Le violazioni più gravi — corruzione, match-fixing, doping — sono gestite da un organismo indipendente: la ITIA (International Tennis Integrity Agency), che opera autonomamente rispetto all'ATP e alla WTA. Le sospensioni in questi casi possono arrivare a 10 anni o alla squalifica a vita.

Nel caso specifico di Bublik, la sua storia disciplinare include alcune penalità minori per rallentamento del gioco e per comunicazioni non consentite con il box — ma nessuna sospensione. Le sue dichiarazioni si collocano ancora nell'area grigia della libertà d'espressione sportiva.

Come emerso nelle analisi sui diritti commerciali e le regole della federazione italiana — ad esempio nel caso di Angelo Binaghi agli Internazionali di Roma 2026 sui diritti TV e la governance del tennis italiano — anche il sistema normativo del tennis ha zone di sovrapposizione tra regolamentazione sportiva e diritto ordinario che non sempre sono chiare agli atleti stessi.

Contratti e comportamento: quando le sponsorizzazioni entrano in campo

Per un atleta come Bublik, il rischio principale non viene dall'ATP ma dagli sponsor. I contratti di sponsorizzazione includono quasi sempre una morality clause — una clausola morale che consente allo sponsor di rescindere unilateralmente il contratto se il comportamento pubblico del giocatore danneggia l'immagine del marchio.

Una dichiarazione come "il doppio è mezzo tennis" può sembrare innocua, ma se uno degli sponsor è associato a quella specialità o a un torneo che la valorizza, la clausola morale potrebbe essere invocata formalmente. Un avvocato specializzato in diritto sportivo sa come redigere — o contestare — queste clausole prima che diventino un problema contrattuale.

Il confine tra autenticità personale e rispetto degli obblighi contrattuali è più sottile di quanto sembri. Come nel caso di Félix Auger-Aliassime che ha scelto di competere infortunato a Roma affrontando implicazioni precise sulle sue sponsorizzazioni, ogni dichiarazione o decisione di un professionista ha conseguenze che vanno oltre il campo da gioco.

Il diritto sportivo in Italia: quando serve un avvocato specializzato

Per i tennisti italiani e le federazioni sportive, il quadro normativo è regolato sia dal diritto internazionale (ATP, ITF, WTA) sia da quello nazionale, sotto la supervisione della Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP) e del CONI. Un atleta che riceve una sospensione ATP ha il diritto di fare ricorso davanti al Court of Arbitration for Sport (CAS) di Losanna — ma solo attraverso un legale specializzato in arbitrato internazionale sportivo.

Conoscere i propri diritti e i limiti del proprio contratto — sia con la federazione sia con gli sponsor — fa la differenza tra una carriera gestita con sicurezza e una esposta a rischi evitabili. La FITP pubblica il proprio regolamento disciplinare e le procedure di ricorso per i tesserati su federtennis.it.

Su ExpertZoom puoi trovare avvocati esperti in diritto sportivo, contratti di sponsorizzazione e arbitrato internazionale, pronti a supportare atleti professionisti e dilettanti nelle questioni legali legate al mondo del tennis.

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