Nella puntata del 26 settembre 2026 di Verissimo, Elisabetta Canalis ha parlato apertamente — per la prima volta in modo così diretto — della fine della sua ventennale amicizia con Maddalena Corvaglia. Una confessione sobria, senza accuse, che ha toccato milioni di telespettatori: «Siamo cresciute in direzioni diverse, i nostri percorsi hanno smesso di incrociarsi». In pochi giorni, la storia delle due ex "veline" di Striscia la Notizia è diventata un dibattito pubblico su un fenomeno che gli psicologi conoscono bene, ma che la cultura popolare fatica ancora a riconoscere come un vero lutto: la perdita di un'amicizia storica.
Il racconto di Canalis a Verissimo: vent'anni di complicità
Elisabetta Canalis e Maddalena Corvaglia si sono conosciute sui set Mediaset alla fine degli anni Novanta e per quasi vent'anni sono state inseparabili — fotografie insieme, vacanze condivise, la presenza nei momenti più delicati delle rispettive vite. Poi, intorno al 2020, il silenzio. Nessun litigio pubblico, nessuna dichiarazione al vetriolo. Solo la progressiva distanza che a volte accompagna due vite che si evolvono in modo diverso.
L'intervista a Silvia Toffanin ha avuto il merito di portare in televisione una realtà raramente discussa: le amicizie non finiscono solo per tradimento o conflitto esplicito, ma anche per crescita, incompatibilità evolutiva e cambiamento di valori. Non è la prima volta che Verissimo affronta temi di salute emotiva con questa profondità: anche Giovanni Allevi aveva scelto il salotto di Toffanin per parlare della sua battaglia contro il mieloma multiplo, dimostrando come il programma sia diventato uno spazio di narrazione autentica di esperienze difficili.
Secondo uno studio del 2024 dell'Università del Kansas su un campione di 2.400 adulti, il 68% delle amicizie strette nella prima età adulta si interrompe entro i 45 anni — e nel 54% dei casi la causa principale non è un evento traumatico, ma una graduale divergenza di priorità e stili di vita. La storia di Canalis e Corvaglia, insomma, è più comune di quanto si pensi.
Il lutto dell'amicizia: un dolore senza nome riconosciuto
In psicologia relazionale esiste un concetto ancora poco conosciuto in Italia: il friend grief, ovvero il lutto per la perdita di un'amicizia significativa. A differenza della fine di una relazione romantica — per la quale esistono rituali sociali consolidati — la perdita di un amico storico avviene spesso in modo silenzioso, e il dolore che ne deriva è altrettanto silenzioso.
Eppure le conseguenze sono concrete. Secondo il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi, le persone che affrontano la perdita di un legame amicale profondo mostrano una serie di sintomi sovrapponibili a quelli del lutto da separazione affettiva: disturbi del sonno, pensieri ricorrenti sull'accaduto, calo della motivazione relazionale, e in alcuni casi sintomi depressivi che persistono oltre sei mesi.
Il meccanismo che amplifica il disagio è spesso la mancanza di legittimità che ci autoconfermiamo. Ci diciamo «sono sciocco a stare così male per un'amicizia», e questo impedisce di elaborare correttamente la perdita. Il risultato è un blocco emotivo che si trasferisce silenziosamente nelle relazioni successive, rendendo più difficile costruire nuovi legami con fiducia.
I segnali che indicano quando è utile parlare con uno specialista
Non tutte le rotture amicali richiedono un intervento professionale. In molti casi il dolore si elabora naturalmente nell'arco di alcune settimane o pochi mesi. Ma esistono segnali precisi che indicano quando un supporto professionale può fare la differenza tra un'elaborazione sana e un blocco emotivo cronico:
- Durata: il dolore o il senso di vuoto relazionale persistono oltre tre-sei mesi senza ridursi
- Rimuginio ossessivo: si rivive continuamente la relazione cercando il "momento esatto" in cui tutto è cambiato
- Generalizzazione della sfiducia: si inizia a evitare nuovi contesti sociali per paura di rivivere la stessa esperienza
- Impatto funzionale: il sonno è compromesso, la concentrazione al lavoro cala, l'umore è stabilmente basso per settimane
- Isolamento secondario: la perdita dell'amico porta a distaccarsi anche da altri legami significativi
In presenza di tre o più di questi segnali per oltre due mesi, un ciclo di 8-12 sedute con uno psicologo può fornire strumenti concreti per elaborare il lutto senza che si trasformi in un'ansia relazionale generalizzata.
Quando quindici anni di amicizia si sgretolano: cosa succede davvero
Consideriamo il caso di Giulia, 38 anni, libera professionista di Milano. Con Sara si sono conosciute all'università nel 2009 e per quindici anni sono state inseparabili: vacanze insieme, confidenze quotidiane, testimoni ai rispettivi matrimoni. Tra il 2024 e il 2025, le chiamate si sono diradate. A febbraio 2026, dopo sei mesi di silenzio, Sara non ha risposto all'invito al compleanno di Giulia.
Da quel momento Giulia fatica ad addormentarsi. Rilegge vecchi messaggi cercando il punto di svolta. Ad aprile 2026 ha rinunciato a una serata con nuove colleghe per paura di creare legami destinati a rompersi allo stesso modo.
Se Giulia si rivolgesse a uno psicologo nell'autunno 2026, con un ciclo di 10 sedute (costo medio tra 600 e 1.000 euro a Milano, oppure gratuito o fortemente scontato tramite il Bonus Psicologico 2026 per ISEE fino a 50.000 euro), potrebbe ottenere risultati concreti su tre livelli:
- Identificazione del pattern: riconoscere se la paura dell'abbandono è un tema ricorrente nelle sue relazioni, nato magari molto prima di Sara
- Elaborazione specifica: processare la perdita di questa amicizia senza trasferire automaticamente la sfiducia nei nuovi legami
- Reintegrazione relazionale: tornare a costruire nuove amicizie con strumenti più consapevoli e con una soglia di allerta calibrata, non iperattiva
Se invece Giulia aspettasse altri 12 mesi senza alcun supporto, il rischio è che l'ansia sociale si consolidi in un pattern evitante strutturato. I cicli terapeutici per trattare un'ansia relazionale consolidata si estendono in media da 18 a 36 mesi, con un costo complessivo significativamente più elevato rispetto a un intervento precoce. Agire entro sei mesi dal momento in cui si riconoscono i segnali è, in questo senso, sia una scelta per il benessere che una scelta economicamente razionale.
Il ruolo di Verissimo nella salute mentale collettiva
Programmi come Verissimo svolgono, spesso senza rendersene pienamente conto, una funzione di salute pubblica. Quando una persona nota racconta una vulnerabilità in modo autentico — la fine di un'amicizia, una malattia, una crisi — abbassa la soglia di vergogna collettiva intorno a quei temi. I dati confermano l'effetto: secondo l'Istituto Superiore di Sanità, il 34% degli italiani che ha cercato supporto psicologico negli ultimi cinque anni ha dichiarato che una testimonianza pubblica — un personaggio famoso, un programma TV o un podcast — lo ha spinto a fare il primo passo verso un professionista.
L'effetto Canalis-Corvaglia potrebbe avere lo stesso impatto: migliaia di persone che, guardando quella puntata del 26 settembre, si sono riconosciute nella storia e si sono chieste per la prima volta «forse anche io ho bisogno di parlarne con qualcuno».
Come accedere al supporto psicologico in Italia nel 2026
Le opzioni per accedere a un percorso psicologico in Italia sono più accessibili di quanto molti pensino, anche economicamente.
Bonus Psicologico 2026: rinnovato e rafforzato anche per quest'anno, copre fino a 1.500 euro di spese per psicoterapia per nuclei familiari con ISEE fino a 50.000 euro. La domanda si presenta tramite il portale dell'INPS, solitamente con apertura del bando tra aprile e giugno.
Servizi universitari: la maggior parte degli atenei italiani offre sportelli psicologici gratuiti o a tariffa agevolata — tra 15 e 30 euro a seduta — non solo agli studenti, ma anche ai cittadini della comunità locale. È una risorsa poco conosciuta e spesso sottoutilizzata.
Tariffario professionale: la tariffa media di uno psicologo libero professionista in Italia varia tra 60 e 120 euro a seduta, con differenze significative tra le grandi città e le zone periferiche. Molti professionisti offrono un primo colloquio conoscitivo a tariffa ridotta o gratuita.
Consulenze online: la psicologia a distanza, consolidata negli ultimi anni, permette di accedere a un professionista anche da casa, abbattendo le barriere geografiche e di tempo — una soluzione particolarmente efficace per chi si trova in aree con scarsa offerta di specialisti o con orari difficili da conciliare.
Se riconosci in te stesso i segnali descritti in questo articolo, fare il primo passo è spesso la parte più difficile. Su Expert Zoom puoi trovare psicologi e professionisti della salute mentale per una prima consulenza, anche in modalità online, disponibili in tempi brevi.
Nota informativa: questo articolo ha scopo informativo e divulgativo. Non sostituisce in nessun caso la valutazione clinica di un professionista qualificato della salute mentale.

Anna Conti