Il nome di Vasilije Kostov rimbalza sui siti di calciomercato di tutta Europa da settimane: trequartista serbo classe 2008, prodotto dell'accademia della Stella Rossa di Belgrado, è diventato a 18 anni uno dei profili più ricercati del panorama calcistico continentale. Inter, Juventus, Arsenal e Barcellona lo hanno monitorato a lungo. Secondo le indiscrezioni di agosto 2026, il club londinese sarebbe in vantaggio nella trattativa per un'operazione da circa 12 milioni di euro fissi, con bonus che potrebbero far lievitare la cifra totale fino a 20 milioni. Mentre le tifoserie dibattono e i siti sportivi contano gol e assist, pochi si fermano a chiedersi: che fine fanno davvero quei milioni una volta firmato il contratto? E soprattutto: quanto spetta, per legge FIFA, ai club che hanno cresciuto il ragazzo prima che diventasse una star?
La stagione da record che ha acceso i riflettori su Belgrado
Vasilije Kostov, nato l'11 maggio 2008 a Belgrado, ha vissuto nella stagione 2025-26 una prima annata da titolare fisso nella Super Liga serba che definire straordinaria sarebbe riduttivo. Ventinove presenze, 11 gol e 7 assist: numeri da giocatore affermato, non da diciassettenne alla prima vera stagione da professionista. Ha segnato nel derby eterno contro il Partizan, ha inciso in Europa League e ha già collezionato presenze con la nazionale serba maggiore. Con il contratto con la Stella Rossa in scadenza il 30 giugno 2028, il club belgradese ha fissato il prezzo minimo a 20 milioni, mentre Arsenal avrebbe trovato un accordo su una base fissa di 12 milioni con opzioni variabili legate alle prestazioni.
Cifre importanti per un diciottenne. Ma la storia economica di un grande trasferimento internazionale non riguarda soltanto i due club protagonisti, quello che cede e quello che acquista. Entra in gioco, in modo automatico e giuridicamente vincolante, un meccanismo stabilito dalla FIFA che redistribuisce una quota dei proventi a tutti i soggetti che hanno contribuito alla formazione sportiva del calciatore negli anni decisivi. Si chiama contributo di solidarietà.
Il meccanismo FIFA: chi paga cosa e a chi
Il Regolamento sullo Status e sul Trasferimento dei Calciatori (RSTP) della FIFA stabilisce che, in caso di trasferimento internazionale di un calciatore professionista, il 5% della somma pattuita tra club cedente e club acquirente venga automaticamente trattenuto e distribuito pro quota tra tutti i club che hanno tesserato quel giocatore tra i 12 e i 23 anni di età.
La percentuale varia in base all'età del giocatore durante il periodo trascorso con ciascun club formatore:
- Stagioni dai 12 ai 15 anni: ogni stagione vale lo 0,25% dell'importo del trasferimento
- Stagioni dai 16 ai 23 anni: ogni stagione vale lo 0,50% dell'importo
Il contributo massimo possibile è del 5%, raggiungibile solo se un calciatore è rimasto con club formatori per tutte le stagioni tra i 12 e i 23 anni. Per un giocatore ceduto a 18 anni come Kostov, la somma è inferiore, ma tutt'altro che irrilevante — specialmente per i club che lo hanno formato nelle prime fasi della carriera giovanile.
Il meccanismo opera attraverso il Transfer Matching System (TMS) della FIFA, la piattaforma digitale che gestisce tutte le operazioni internazionali. Il club acquirente è tenuto a trattenere il 5% pattuito e versarlo ai club formatori aventi diritto in base ai dati registrati nel sistema. Non è discrezionale: è un obbligo contrattuale sancito dal regolamento internazionale.
I numeri reali: quanto vale il caso Kostov per i club che lo hanno cresciuto
Ecco dove la normativa si trasforma in cifre concrete. Immaginate di essere il direttore sportivo di un'accademia giovanile belgradese — o magari di un piccolo club italiano che ha avuto un talento in rosa tra i 12 e i 14 anni prima di cederlo alla Stella Rossa. Kostov viene venduto in estate 2026 per 12 milioni di euro fissi. Quanto vi spetta legalmente?
Calcolo preciso, basato sul RSTP:
| Periodo formativo | Club | Stagioni rivendicabili | % per stagione | Contributo su €12M |
|---|---|---|---|---|
| Età 12-14 (accademia esterna) | Club X | 2 stagioni | 0,25% | € 60.000 |
| Età 14-15 (Stella Rossa academy) | Stella Rossa | 2 stagioni | 0,25% | € 60.000 |
| Età 16-18 (Stella Rossa senior) | Stella Rossa | 2 stagioni | 0,50% | € 120.000 |
| Totale solidarietà | 6 stagioni | € 240.000 |
La logica è immediata: se il Club X ha regolarmente tesserato Kostov tra i 12 e i 14 anni e ha comunicato quel tesseramento alla federazione serba (FSS), ha diritto a 60.000 euro in automatico — senza negoziare, senza trattare, semplicemente per legge.
Se invece il trasferimento si chiude ai 20 milioni totali previsti dai bonus? Le cifre salgono proporzionalmente: il Club X arriverebbe a 100.000 euro per soli due anni di formazione giovanile. La Stella Rossa, dal canto suo, incasserebbe circa 360.000 euro complessivi sulla parte variabile massima.
L'if/then che ogni club formatore deve conoscere: se il tesseramento giovanile è stato regolarmente registrato nel TMS tramite la federazione nazionale, il pagamento avviene automaticamente a carico del club acquirente; se invece quell'iscrizione è mancata o incompleta, la quota viene di fatto perduta — a meno di non intervenire tempestivamente con il supporto legale adeguato.
Perché i club formatori rischiano di non vedere un euro
Il contributo di solidarietà è vincolante per legge. Eppure nella pratica, le accademie minori — quelle che operano lontano dai riflettori dei grandi club — spesso non incassano la loro quota. I motivi principali sono tre.
Primo: tesseramenti non documentati nel TMS. Le stagioni giovanili devono essere registrate attraverso la federazione di appartenenza del club. Se un club ha tesserato un giocatore in modo informale, o non ha comunicato il tesseramento alla propria federazione entro i termini, quella stagione non compare nella carriera ufficiale del calciatore e il diritto alla solidarietà decade automaticamente.
Secondo: termini di reclamo non rispettati. La FIFA prevede scadenze precise per avanzare la richiesta di contributo dopo il trasferimento. Superato quel limite temporale, anche una quota legittima può diventare irrecuperabile, indipendentemente dalla bontà della posizione giuridica.
Terzo: mancanza di consulenza specializzata. Molti dirigenti di accademie giovanili non sanno che questi meccanismi esistono, o credono erroneamente che il pagamento avvenga in automatico senza alcuna verifica. In realtà, errori tecnici nel TMS, contestazioni del club cedente o discrepanze nei dati possono bloccare l'intero processo.
Cosa può fare un avvocato sportivo per recuperare quanto spetta
Un legale specializzato in diritto sportivo internazionale può intervenire in tre momenti distinti, ciascuno con effetti significativamente diversi sul risultato finale.
Prima del trasferimento: verifica preventiva che tutti i periodi di tesseramento siano correttamente registrati nel TMS, controllando i dati con la federazione nazionale. Questa fase è la più economica e la più efficace — prevenire un errore costa sempre meno che correggere un danno già avvenuto.
Durante la transazione: supervisione della documentazione contrattuale e dei flussi di pagamento, verificando che il club acquirente trattenga e versi correttamente la quota di solidarietà ai beneficiari aventi diritto.
Dopo il trasferimento: presentazione di reclamo alla Camera di Risoluzione delle Controversie FIFA (DRC) se il pagamento non è stato erogato, o se i dati nel TMS risultano incompleti o contestati. Il procedimento presso la DRC richiede documentazione precisa e rispetto di termini stringenti — uno dei contesti in cui la competenza tecnica di un avvocato fa davvero la differenza.
Per un'accademia che gestisce un budget annuale di poche centinaia di migliaia di euro, recuperare 60.000-120.000 euro grazie a una corretta gestione legale significa spesso finanziare un'intera stagione di attività giovanile.
Nota legale: il contributo di solidarietà FIFA è regolato dal Regolamento sullo Status e sul Trasferimento dei Calciatori (RSTP), soggetto ad aggiornamenti periodici da parte della FIFA e recepito dalle federazioni nazionali. Prima di intraprendere qualsiasi azione legale o reclamo, è fondamentale rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto sportivo internazionale.
I passi concreti per un club che rivendica la propria quota
Se gestisci o rappresenti un'accademia che ha tesserato un calciatore tra i 12 e i 23 anni e quel giocatore è stato ceduto all'estero, questi sono i passi da seguire senza perdere tempo:
- Controlla i tuoi registri interni: cerca contratti di tesseramento firmati, documenti di iscrizione alla federazione e qualsiasi prova del periodo di formazione
- Contatta la tua federazione nazionale: in Italia è la FIGC a gestire le pratiche relative al TMS per i giocatori formati nel territorio italiano; verifica che i periodi di tesseramento siano correttamente inseriti nel sistema internazionale
- Calcola la tua quota stimata: moltiplica le stagioni rivendicabili per la percentuale FIFA applicabile (0,25% o 0,50%) e per il valore di cessione comunicato pubblicamente
- Agisci entro i termini: la FIFA prevede scadenze rigide; non aspettare mesi prima di verificare se hai diritto a una quota di solidarietà
- Affidati a un avvocato sportivo: specialmente se i dati nel TMS sono incompleti, se il trasferimento è già avvenuto senza pagamento o se prevedi contestazioni dal club cedente
Il calcio di vertice muove cifre enormi. Capire chi ha diritto a una parte di quei trasferimenti internazionali — e come ottenerla concretamente — è una questione legale prima ancora che sportiva. Per le accademie che hanno investito anni nella formazione di giovani talenti, un avvocato esperto in diritto sportivo può trasformare una norma tecnica in un diritto effettivamente esercitato.

Chiara Romano