Il 18 maggio 2026, il personale universitario italiano è sceso in sciopero generale: USB Università ha denunciato che miliardi di euro destinati alle spese militari sottraggono risorse all'istruzione pubblica, con salari erosi dall'inflazione e contratti precari diffusi. A meno di due settimane di distanza, il 7 maggio, erano già state 50 le città italiane coinvolte in proteste studentesche contro la riforma degli istituti tecnici e le politiche del governo. L'università italiana è al centro di un conflitto politico che riguarda direttamente le famiglie: borse di studio, tasse universitarie, accesso agli alloggi.
Scioperi e proteste: cosa sta succedendo nelle università italiane
Il 18 maggio 2026 ha visto ricercatori, docenti a contratto e personale tecnico-amministrativo incrociare le braccia in risposta a politiche percepite come penalizzanti per il sistema universitario pubblico. USB Università ha sottolineato che il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) per gli atenei statali, già tagliato di oltre 500 milioni di euro nel 2024, ha avuto solo un recupero parziale negli anni successivi: +340 milioni nel 2025 e +50 milioni nel 2026, lontano dal ripristino integrale.
Le proteste del 7 maggio avevano avuto carattere più marcatamente studentesco: cortei davanti al Ministero dell'Istruzione a Roma, presidi a Milano, Torino, Bologna, Genova, Siena e Prato. Al centro delle rivendicazioni, la riforma Valditara degli istituti tecnici e professionali, che secondo i contestatori riduce l'autonomia didattica e orienta eccessivamente la scuola superiore verso le esigenze aziendali.
Le borse di studio nel 2026: chi ha diritto e quanto vale il beneficio
Nel mezzo delle polemiche politiche, ci sono buone notizie concrete per molti studenti. La Legge di Bilancio 2026 ha stanziato 250 milioni di euro annui in più per il fondo nazionale borse di studio, oltre a 599 milioni di fondi PNRR per la costruzione di nuovi alloggi studenteschi, con canoni previsti al 15% al di sotto dei prezzi di mercato.
Sul fronte delle tasse universitarie, diversi atenei hanno ampliato la cosiddetta no-tax area:
- Università di Pavia: soglia ISEE per esonero totale portata a 32.000 euro, che consente a circa il 45% degli studenti iscritti di non pagare nulla
- Università di Padova: riduzioni fino a 150 euro per famiglie con ISEE tra 30.000 e 50.000 euro, misura che coinvolge oltre 10.400 studenti
Per ottenere la borsa di studio regionale, invece, bisogna fare domanda all'ente per il diritto allo studio della propria regione (DSU in Toscana, ERDISU in Friuli, ESU in Veneto, ecc.) entro le scadenze fissate — generalmente tra settembre e ottobre. La borsa copre tasse universitarie, vitto e alloggio per chi soddisfa i requisiti di reddito e merito.
Cosa fare se pensi di avere diritto a una borsa ma non l'hai ricevuta
Ogni anno migliaia di studenti "idonei non beneficiari" soddisfano i requisiti per la borsa ma non la ricevono perché i fondi disponibili si esauriscono. Questa è una delle forme più diffuse di ingiustizia nel sistema universitario italiano, ed è possibile contestarla legalmente.
Il ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) è lo strumento principale: può essere presentato da studenti che hanno ottenuto l'idoneità ma non l'erogazione. In molti casi, i tribunali amministrativi hanno condannato gli enti regionali al pagamento della borsa arretrata, con tanto di interessi.
Se sei in questa situazione, le fasi da seguire sono:
- Richiedi per iscritto all'ente DSU il provvedimento di idoneità e la motivazione del mancato pagamento
- Verifica se hai ricevuto un provvedimento formale di non erogazione: senza un atto scritto, è più difficile ricorrere
- Contatta un avvocato amministrativo che conosca la giurisprudenza sulle borse di studio regionali
- Rispetta i termini: il ricorso al TAR va presentato entro 60 giorni dal provvedimento lesivo
Un tutor legale o consulente specializzato può valutare gratuitamente se hai i presupposti per impugnare il diniego.
Il problema degli alloggi studenteschi: diritti e soluzioni
Oltre alle borse di studio, i 599 milioni PNRR per gli alloggi studenteschi puntano a risolvere un'emergenza abitativa che colpisce duramente gli studenti fuori sede. Secondo i dati del Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR), il rapporto tra posti letto disponibili e studenti iscritti è in Italia tra i più bassi d'Europa: meno del 4% degli studenti fuori sede può accedere a una sistemazione convenzionata.
Il Codice del Consumo italiano tutela gli studenti che affittano alloggi privati: le clausole abusive nei contratti di locazione a uso abitativo (canone indicizzato oltre la norma, depositi cauzionali sproporzionati, penali di recesso eccessivi) sono nulle e possono essere contestate. Per i contratti di locazione agevolata "per studenti universitari" (art. 5 comma 2 della Legge 431/1998), il canone è concordato tra le organizzazioni di categoria e non può essere arbitrariamente elevato.
Se hai firmato un contratto di affitto con clausole che ti sembrano illegittime, un avvocato specializzato in locazioni può aiutarti a contestarle senza necessariamente arrivare a un'aula di tribunale.
Ripetizioni private e supporto allo studio: un mercato in crescita
Le difficoltà del sistema universitario pubblico alimentano una domanda crescente di supporto privato. Secondo le stime del settore, nel 2026 oltre il 35% degli studenti universitari italiani ricorre a tutoraggio privato o ripetizioni per almeno una materia durante il percorso di laurea triennale.
Le materie più richieste sono matematica, fisica, statistica, economia e programmazione, tutte aree in cui il rapporto tra docenti e studenti negli atenei pubblici è spesso insufficiente per un apprendimento efficace. Se stai cercando supporto per esami fondamentali — quelli che condizionano l'accesso ai corsi successivi o l'ammissione a lauree magistrali competitive — una consulenza con un tutor universitario specializzato può fare la differenza tra un anno perso e una carriera accelerata.
Cosa fare adesso: una checklist per studenti e famiglie
Se sei uno studente:
- Verifica la soglia ISEE del tuo ateneo per l'esonero totale o parziale dalle tasse
- Presenta domanda di borsa di studio all'ente regionale DSU entro le scadenze (solitamente entro ottobre)
- Se sei idoneo non beneficiario, considera un ricorso al TAR (entro 60 giorni dal provvedimento)
- Controlla i nuovi bandi per alloggi convenzionati PNRR nel tuo ateneo
Se sei un genitore:
- L'ISEE si calcola sulla base dei redditi e patrimoni familiari del 2024 (dichiarazione presentata nel 2025): assicurati di averlo aggiornato correttamente
- Una consulenza fiscale può individuare detrazioni IRPEF per spese universitarie (tasse, affitto, mensa) che molte famiglie non conoscono
Secondo i dati del Ministero dell'Università e della Ricerca, nel 2025-2026 sono stati messi a concorso oltre 230.000 borse di studio a livello nazionale, con un aumento del 12% rispetto all'anno accademico precedente. Un incremento reale, anche se ancora lontano dalla copertura totale della domanda.
ExpertZoom mette in contatto studenti e famiglie con professionisti esperti in diritto universitario, consulenza fiscale e tutoraggio specializzato.
Questo articolo ha finalità informative. Per situazioni specifiche, consulta un professionista.

Matteo Ricci