Dalle 9 del mattino del 29 maggio 2026, Downdetector.it registra un'impennata simultanea di segnalazioni per TIM e Microsoft, con oltre 3.000 utenti che lamentano problemi di connessione e accesso ai servizi cloud. Secondo Libero Tecnologia e Everyeye, il disservizio colpisce in particolare il centro Italia e si manifesta come degrado della banda larga TIM, malfunzionamento del Wi-Fi, blocco dell'accesso agli account Microsoft e indisponibilità di Outlook.
Nessuna delle due aziende ha emesso al momento un comunicato ufficiale sulla causa. Per i consumatori il disagio è temporaneo. Per le piccole e medie imprese italiane, invece, ogni ora di fermo significa perdita di ordini, contratti firmati in ritardo e personale pagato per non lavorare. Un consulente informatico spiega cosa fare e come prevenire il prossimo down.
Le ore di fermo costano in media 850 euro per dipendente
Secondo lo studio annuale dell'Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano (edizione 2025), il costo medio di un'ora di indisponibilità IT in una PMI italiana è di circa 4.700 euro per i settori manifatturiero e commerciale, e supera i 12.000 euro nei servizi finanziari. Il calcolo include perdita di fatturato, costo del lavoro inattivo e tempo di ripristino post-incidente.
Il down congiunto di TIM e Microsoft del 29 maggio colpisce contemporaneamente due livelli critici. TIM gestisce la connettività in ingresso e in uscita di moltissime PMI italiane, mentre Microsoft 365 ospita posta elettronica, OneDrive, Teams e in molti casi anche le funzioni di firma elettronica con SharePoint. Quando entrambi cadono insieme, non basta passare in hotspot mobile: senza account Microsoft attivo i dipendenti non possono comunque accedere ai documenti.
Cosa prevede il contratto TIM Business
Le aziende con un'offerta TIM Business possono attivare il rimborso automatico previsto dalla Delibera 347/18/CONS dell'AGCOM, che impone agli operatori di telecomunicazioni di indennizzare i clienti per disservizi che durino più di 8 ore consecutive. L'indennizzo è di 5 euro per ogni giorno di disservizio per i contratti consumer e di 10 euro al giorno per i contratti business, calcolati dalla seconda giornata di disagio.
L'indennizzo va richiesto entro tre mesi dal disservizio tramite reclamo formale al servizio clienti. Se TIM non risponde entro 45 giorni, la PMI può presentare istanza di conciliazione al Co.Re.Com regionale, una procedura gratuita e obbligatoria prima del ricorso al giudice ordinario. Un consulente informatico aziendale aiuta a documentare il fermo con i log dei sistemi, che sono la prova decisiva nella conciliazione.
Microsoft 365: lo SLA contrattuale è del 99,9%
Per Microsoft 365 il livello di servizio garantito (SLA) è del 99,9% mensile, che equivale a un massimo di 43,2 minuti di indisponibilità al mese. Quando questo limite viene superato, Microsoft riconosce un credito sul canone mensile pari al 25% per uptime inferiore al 99,9% e al 50% per uptime inferiore al 99%, secondo le condizioni del Microsoft Services Agreement aggiornate a gennaio 2026.
Il credito non è automatico: va richiesto entro 30 giorni dal termine del mese in cui si è verificato l'incidente, allegando i ticket aperti al supporto Microsoft durante il down. Anche qui un consulente IT esperto del Microsoft 365 admin center può raccogliere le evidenze necessarie e presentare la richiesta al posto dell'amministratore aziendale.
I tre asset di business continuity che ogni PMI dovrebbe avere
Il down del 29 maggio è il quinto incidente significativo che colpisce contemporaneamente almeno due servizi cloud critici negli ultimi dodici mesi in Italia, secondo gli archivi pubblici di Downdetector. La cyber-resilienza non è più un lusso per le grandi imprese: il regolamento NIS2 recepito in Italia con il decreto legislativo 138/2024 estende l'obbligo di continuità operativa a oltre 8.000 PMI italiane appartenenti a settori essenziali e importanti, dalla logistica all'agroalimentare.
I tre asset minimi sono i seguenti. Una connettività di backup separata dal vettore primario, generalmente una SIM 4G o 5G con APN business di un operatore diverso da TIM. Un sistema di posta elettronica secondario con caselle attive (anche solo @gmail.com aziendale o Zoho) e un protocollo per inoltrare automaticamente i messaggi critici. Un repository documentale offline sincronizzato (OneDrive client locale o un NAS) che permetta di lavorare anche senza connessione.
Quando chiamare un consulente informatico
Se la tua PMI sta vivendo il down del 29 maggio in questo momento, due interventi sono prioritari. Apri immediatamente un ticket al supporto TIM Business e al supporto Microsoft, anche solo per generare i numeri di pratica che serviranno per il rimborso. Documenta con screenshot ora, data e errore visualizzato da ogni dipendente.
Nelle prossime settimane, una review di business continuity con un consulente informatico esperto in continuità operativa permette di identificare il fattore di rischio principale per la tua azienda e di dimensionare l'investimento. Per una PMI sotto i 50 dipendenti il setup base costa fra 3.000 e 8.000 euro una tantum e fra 80 e 200 euro al mese di canoni aggiuntivi, contro i 4.700 euro all'ora di fermo che il prossimo down costerà di sicuro.
Su Expert Zoom si trovano consulenti informatici specializzati in business continuity e disaster recovery per le PMI italiane, con esperienza diretta sui contratti TIM Business e sugli SLA Microsoft. La prima consulenza diagnostica è spesso gratuita o a costo simbolico.
Questo contenuto ha carattere informativo. Per richiedere rimborsi e indennizzi è necessario verificare le clausole specifiche del proprio contratto e i termini di legge in vigore al momento del disservizio.

Alessandro Ferrari