Televisione: 14,5 milioni di TV rischiano di spegnersi nel 2026 — cosa fare secondo gli esperti

Tecnico elettronico che esamina un televisore in un laboratorio di riparazione a Milano
Emma Emma MarinoElettronica di Consumo
4 min di lettura 7 aprile 2026

Il passaggio al nuovo digitale terrestre DVB-T2 sta diventando realtà in Italia nel 2026, e con esso una domanda urgente per milioni di famiglie: il mio televisore continuerà a funzionare? Secondo i dati più recenti, circa 14,5 milioni di TV attualmente in circolazione rischiano di perdere il segnale una volta completata la migrazione — e molti italiani non lo sanno ancora.

Cos'è il DVB-T2 e perché cambia tutto

Il DVB-T2 (Digital Video Broadcasting — Second Generation Terrestrial) è il nuovo standard per la trasmissione del segnale televisivo digitale terrestre. Rispetto al vecchio DVB-T, offre una capacità trasmissiva superiore e consente la trasmissione in alta definizione (HD) e ultra-alta definizione (4K).

La Rai ha acceso il primo multiplex in DVB-T2 il 28 agosto 2024, segnando l'inizio ufficiale della transizione. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha confermato che il completamento della migrazione nazionale avverrà progressivamente durante il 2026, con una roadmap regione per regione.

Il problema è semplice: i televisori acquistati prima del 22 dicembre 2018 non sono compatibili con il nuovo standard DVB-T2 con codifica HEVC. Senza un decoder esterno, questi apparecchi diventeranno inutilizzabili per la ricezione del segnale terrestre.

Quanti televisori sono a rischio in Italia?

I numeri sono significativi. Secondo i dati Auditel 2023, in Italia circolano circa 27,9 milioni di televisori. Di questi, almeno 14,5 milioni — ovvero più della metà — non sono compatibili con il nuovo standard e diventeranno inutilizzabili senza un aggiornamento.

Le regioni più esposte sono quelle con una più alta percentuale di anziani e famiglie a basso reddito, che tendono ad avere apparecchi più datati. In queste zone, il passaggio al DVB-T2 rischia di diventare un problema di accesso all'informazione, non solo un inconveniente tecnico.

La transizione tocca anche chi possiede una TV "smart": molti modelli prodotti tra il 2016 e il 2018 hanno un tuner DVB-T integrato ma non supportano la codifica HEVC H.265, necessaria per il nuovo segnale.

Come capire se il vostro televisore è compatibile

Verificare la compatibilità non è difficile, ma richiede alcune conoscenze tecniche. Ecco i tre passi fondamentali:

Passo 1 — Controllare la data di acquisto e le specifiche: I televisori acquistati dopo il 22 dicembre 2018 sono generalmente compatibili. Sul libretto istruzioni o sull'etichetta posteriore cercate le diciture "DVB-T2" e "HEVC H.265".

Passo 2 — Utilizzare i canali di test: Rai e Mediaset hanno attivato canali di verifica (come il canale 200 di Rai) che trasmettono in DVB-T2. Se il segnale viene ricevuto correttamente, il televisore è compatibile.

Passo 3 — Consultare un tecnico specializzato: Se non siete sicuri, un tecnico in elettronica di consumo può verificare fisicamente il tuner integrato del vostro apparecchio e valutare la soluzione più conveniente.

Decoder esterno o nuovo televisore: cosa conviene?

Se il vostro televisore non è compatibile, avete due opzioni principali:

Acquisto di un decoder DVB-T2 esterno: La soluzione più economica, con prezzi che partono da 30-40 euro per modelli base. Un decoder si collega tramite HDMI o SCART all'apparecchio esistente e aggiunge la compatibilità con il nuovo standard. Attenzione: non tutti i decoder sul mercato sono equivalenti. Un tecnico dell'elettronica può consigliare il modello più adatto al vostro impianto di antenna e al tipo di televisore.

Acquisto di un nuovo televisore: I modelli attualmente in vendita sono tutti compatibili DVB-T2. Se il vostro televisore è già datato su altri fronti, può valere la pena considerare un aggiornamento completo. In questo caso, un tecnico può valutare anche l'impianto d'antenna e verificare che supporti adeguatamente il nuovo segnale, evitando problemi di ricezione anche con un TV nuovo.

Il ruolo del tecnico in elettronica: quando chiamarlo

Molti italiani cercano di risolvere autonomamente i problemi di ricezione, spesso con risultati deludenti. Un tecnico specializzato in elettronica di consumo interviene in situazioni specifiche che richiedono competenza tecnica:

  • Impianti condominiali: Molti condomini hanno impianti d'antenna centralizzati che richiedono un aggiornamento dell'amplificatore o del centralino per supportare il DVB-T2. Questo non è un intervento fai-da-te.
  • Problemi di ricezione dopo il cambio: Anche con un televisore compatibile, in alcune zone la ricezione del segnale DVB-T2 può essere problematica per ragioni di frequenza o orientamento dell'antenna.
  • Installazione di decoder in apparecchi datati: Alcuni televisori degli anni 2010-2015 richiedono configurazioni specifiche per funzionare correttamente con un decoder esterno.

Secondo la normativa italiana, gli interventi sugli impianti d'antenna condominiali devono rispettare le disposizioni del Codice del Consumo e gli standard tecnici stabiliti dal MIMIT. Un tecnico certificato garantisce l'installazione conforme alle norme vigenti.

Non aspettate l'ultimo momento

La transizione al DVB-T2 non avviene in un giorno solo, ma regione per regione, con preavvisi ufficiali. Tuttavia, chi aspetta l'ultimo momento rischia di trovarsi con un televisore inutilizzabile nel bel mezzo di un periodo di alta domanda per decoder e tecnici, con conseguenti tempi di attesa e prezzi più elevati.

Il consiglio pratico: verificate oggi la compatibilità del vostro televisore con i metodi descritti sopra. Se avete dubbi, consultate un tecnico in elettronica di consumo su Expert Zoom per una valutazione rapida e professionale.

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