L'estrazione del SuperEnalotto di giovedì 28 maggio 2026 si è chiusa senza un vincitore del "6". Il jackpot per la prossima estrazione del 29 maggio sale così a 171,5 milioni di euro, secondo i dati pubblicati da SisalLotterie e ADM, continuando una serie senza punti pieni che dura ormai da oltre un anno.
Ogni volta che il montepremi supera i 100 milioni si moltiplicano i sogni a occhi aperti, ma poche persone si fermano a riflettere su un dettaglio che potrebbe trasformare la vincita in una causa civile: chi è sposato in comunione dei beni dovrebbe sapere che, secondo la Corte di Cassazione, anche il "6" milionario non è interamente suo.
Cosa dice la legge sulle vincite al gioco fra coniugi
L'articolo 177 del Codice Civile italiano regola la comunione legale dei beni nel matrimonio. La Cassazione, in una serie di sentenze ormai consolidate, ha più volte ribadito che le vincite ottenute attraverso giochi nazionali — SuperEnalotto, Lotto, Win for Life, gratta e vinci di Stato — rientrano nella comunione legale.
Significa che, in concreto, il coniuge fortunato è tenuto a dividere al 50% l'importo con il partner. Il principio si applica anche quando il biglietto è stato acquistato con denaro personale del giocatore o con i risparmi accumulati prima del matrimonio: secondo la giurisprudenza, conta il momento della vincita, non la provenienza del biglietto.
Diverso il caso di chi è sposato in regime di separazione dei beni: in quel caso la vincita resta integralmente al titolare del biglietto, senza obbligo di condivisione con il coniuge.
La sentenza che ha cambiato la prospettiva
Il caso più discusso degli ultimi anni resta quello del vincitore di 88 milioni al SuperEnalotto che, in fase di divorzio, si è ritrovato a contendere metà della vincita all'ex moglie. Il giudice ha applicato il principio della comunione legale e disposto la divisione paritaria, generando un precedente importante.
Per i 171,5 milioni del jackpot attuale, in regime di comunione legale, il calcolo sarebbe brutale: oltre 85 milioni di euro al coniuge anche se questi non ha mai giocato. Una cifra che, secondo gli avvocati matrimonialisti, basta da sola a giustificare un controllo preventivo del proprio regime patrimoniale prima di acquistare il biglietto.
Cosa succede in caso di separazione o divorzio
Una distinzione fondamentale riguarda il momento esatto della vincita rispetto al matrimonio:
- Se la vincita avviene prima del matrimonio, resta personale del vincitore e non rientra in comunione successiva, salvo che venga reinvestita in beni comuni.
- Se avviene durante il matrimonio in comunione legale, è divisibile al 50% indipendentemente da chi ha acquistato il biglietto.
- Se avviene dopo la separazione personale dei coniugi, ma prima del divorzio definitivo, la giurisprudenza è oscillante: alcune sentenze considerano comunque la comunione cessata di fatto, altre la mantengono fino alla pronuncia formale.
- Se avviene dopo il divorzio definitivo, la vincita è personale del vincitore. Tuttavia, può essere considerata "modifica delle condizioni patrimoniali" e quindi influire sull'assegno di mantenimento o divorzile in caso di revisione giudiziale.
Le donazioni "creative" non sempre funzionano
Una pratica diffusa è quella di intestare il biglietto a un terzo amico o familiare prima di riscuotere, oppure di sostenere che il biglietto sia stato comprato con denaro di proprietà esclusiva. Gli avvocati matrimonialisti avvertono: questi tentativi vengono regolarmente smontati dai giudici se emergono prove documentali come SMS, ricevute o testimonianze. Inoltre, la simulazione fiscale può configurare un reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di obblighi familiari.
Esistono però strumenti legittimi: il fondo patrimoniale e il trust familiare possono essere usati per proteggere la vincita destinandola, ad esempio, ai figli, ma vanno costituiti con anticipo e seguendo procedure precise davanti a un notaio.
Cosa fare nelle prime 48 ore dopo una vincita
Gli avvocati specializzati in diritto di famiglia indicano alcuni passaggi prudenziali da seguire in caso di vincita milionaria:
1. Non riscuotere immediatamente. Sisal Lotterie concede 90 giorni per la riscossione di un "6". Usare il primo periodo per consulenze legali.
2. Verificare il proprio regime patrimoniale. Un certificato presso il Comune di residenza può confermare in 24 ore se si è in comunione o separazione dei beni.
3. Consultare un avvocato matrimonialista. Una sola consulenza chiarisce i diritti del coniuge, dei figli e degli eredi. Il costo medio è inferiore ai 300 euro.
4. Valutare un trust o fondo patrimoniale. Strumenti utili per proteggere una parte della vincita a fini successori o per i figli.
5. Coordinare con un commercialista. In Italia le vincite del SuperEnalotto sono soggette a un'imposta del 20% sull'eccedenza oltre i 500 euro, che viene già trattenuta alla fonte.
L'anonimato del vincitore non protegge dal coniuge
Una credenza diffusa è che restare anonimi protegga dalla "richiesta" del partner. In realtà, l'anonimato vale solo per la stampa e per il pubblico generico. Davanti a un giudice civile, il vincitore ha l'obbligo di dichiarare la vincita se rilevante per il regime patrimoniale, e il rifiuto di farlo può configurare frode fra coniugi.
Anche la successiva ricostruzione bancaria — Sisal accredita la vincita su conto corrente identificato — rende impossibile occultare l'evento a un avvocato che chieda accertamenti finanziari.
Una telefonata in più, oggi, evita una causa civile fra cinque anni
Il jackpot a 171,5 milioni è un'occasione storica per il SuperEnalotto. Ma è anche un promemoria che il matrimonio non si separa solo emotivamente: separa anche economicamente, e nei tempi italiani questo significa anni di tribunale per chiarire chi ha diritto a cosa.
Chi gioca con cifre simili, e in particolare chi si è sposato senza un contratto di separazione dei beni, dovrebbe fare almeno una telefonata a un avvocato matrimonialista prima di compilare la schedina. Una consulenza preventiva da 200-300 euro può evitare cinque anni di tribunale e parcelle a sei zeri.

Sofia Gallo