Sonia Bruganelli lancia l'appello per la donazione degli organi: come funziona il sistema italiano

Donna in corridoio ospedaliero in Italia con tessera donazione organi in mano
4 min di lettura 14 giugno 2026

Sonia Bruganelli ha trascorso due mesi in ospedale al fianco della figlia Silvia Bonolis, ricoverata il 10 maggio 2026. Dopo la dimissione di Silvia, la conduttrice e produttrice televisiva ha lanciato su Instagram un appello accorato sulla donazione degli organi: "Un atto di civiltà e rispetto per la vita", ha scritto, ricordando quanti bambini aspettano un trapianto negli ospedali italiani. Un messaggio che ha commosso i follower — e che apre uno spazio importante per capire come funziona davvero il sistema italiano della donazione.

Silvia Bonolis e il lungo periodo in ospedale

Silvia Bonolis, figlia di Sonia Bruganelli e del noto conduttore televisivo Paolo Bonolis, è nata con una malformazione cardiaca congenita che nel corso degli anni l'ha portata più volte a ricoveri ospedalieri. Il 10 maggio 2026, Silvia è stata nuovamente ricoverata: Sonia Bruganelli non si è mossa dal suo fianco per due mesi interi.

Dopo la dimissione della figlia, avvenuta a inizio giugno 2026, Bruganelli ha pubblicato un video sui social rompendo il silenzio mantenuto durante l'emergenza: ha ringraziato medici e infermieri, ha condiviso la sua esperienza emotiva e ha lanciato un appello alla donazione degli organi, definendola "un gesto che salva vite e cambia famiglie per sempre."

L'appello ha immediatamente suscitato migliaia di condivisioni e commenti, portando il tema della donazione degli organi in cima alle conversazioni online in Italia per diversi giorni.

Come funziona la donazione degli organi in Italia nel 2026

L'Italia ha un sistema di donazione degli organi basato sul principio del consenso presunto: dal 2017, con la Legge 91/1999 e successive modifiche, ogni cittadino italiano maggiorenne è considerato donatore potenziale, salvo abbia espresso in vita un'esplicita opposizione.

In pratica, questo significa che al momento del decesso, i medici consultano il Sistema Informativo Trapianti (SIT) del Ministero della Salute per verificare se il paziente aveva registrato la propria volontà — favorevole o contraria. Se nessuna volontà è stata espressa, i familiari possono essere interpellati.

Secondo i dati del Centro Nazionale Trapianti (CNT), nel 2025 in Italia sono stati eseguiti circa 4.200 trapianti, con oltre 9.000 pazienti ancora in lista d'attesa. Reni, fegato e cuore sono gli organi più richiesti; le donazioni da donatore vivente (soprattutto reni e fegato parziale) sono in costante aumento.

Come registrarsi come donatore in Italia

La registrazione della propria volontà è semplice e gratuita. Esistono quattro modi per farlo:

1. Carta d'identità elettronica (CIE) Al momento del rilascio o rinnovo della carta d'identità elettronica, il Comune chiede ai cittadini se vogliono esprimere la propria volontà sulla donazione degli organi. La risposta viene registrata nel SIT direttamente dallo sportello anagrafico.

2. ASL di riferimento Ci si può recare all'ufficio della propria ASL e compilare un modulo di consenso o opposizione. La scelta viene caricata nel registro nazionale.

3. Tessera AIDO L'Associazione Italiana per la Donazione di Organi (AIDO) distribuisce tessere di donatore che il cittadino conserva con sé. Pur non avendo valore legale diretto, testimoniano la volontà del titolare e aiutano le famiglie nel momento del lutto.

4. Dichiarazione autografa In mancanza di registrazione formale, una dichiarazione scritta e firmata custodita tra i documenti personali può orientare le decisioni familiari — anche se non ha lo stesso peso legale della registrazione nel SIT.

Nota: la volontà può essere modificata o revocata in qualsiasi momento, senza obbligo di motivare la scelta.

Chi può donare gli organi?

Contrariamente a quanto molti credono, non esistono limiti d'età assoluti per la donazione degli organi. La decisione viene presa caso per caso dai medici, sulla base delle condizioni cliniche del potenziale donatore e della compatibilità con il ricevente.

Possono donare:

  • persone decedute in condizioni di morte cerebrale (accertata con protocollo medico specifico) o per morte cardiaca (arresto cardiaco irreversibile)
  • persone decedute a qualsiasi età, dalla nascita fino agli over 80
  • persone con alcune patologie croniche, purché gli organi siano in condizioni adeguate

Sono invece esclusi dalla donazione i soggetti con alcune infezioni trasmissibili (come HIV attivo non trattato) o con tumori in fase attiva metastatica.

Perché l'appello di Sonia Bruganelli è importante

In Italia, nonostante il principio del consenso presunto, molte famiglie si oppongono alla donazione degli organi nel momento della perdita del proprio caro — spesso per disinformazione o per mancanza di una conversazione esplicita avvenuta in vita.

Secondo il Centro Nazionale Trapianti, circa il 30% dei potenziali donatori viene perso ogni anno per opposizione dei familiari. Il dato migliora quando il donatore aveva espresso chiaramente la propria volontà in vita: in quel caso, il tasso di opposizione familiare scende significativamente.

L'appello di Sonia Bruganelli — che ha vissuto in prima persona quanta vita dipenda da un trapianto e dall'attesa di un organo compatibile — contribuisce a sensibilizzare su un tema che in Italia ancora non raggiunge i livelli di consapevolezza di altri paesi europei come Spagna e Portogallo.

Quando rivolgersi a un medico specialista

Se stai affrontando una situazione di malattia grave che potrebbe richiedere un trapianto, o se vuoi capire meglio le opzioni disponibili per te o un familiare, parlare con uno specialista è fondamentale.

Attenzione: questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce in nessun caso una consulenza medica. In caso di sintomi, patologie o necessità di valutazione per trapianto, rivolgiti sempre al tuo medico di riferimento o a uno specialista.

Un medico specialista in trapiantologia o un cardiologo può:

  • valutare l'idoneità al trapianto in base alle condizioni cliniche specifiche
  • spiegare i tempi di attesa e la procedura di inserimento in lista
  • supportare il paziente e la famiglia nel percorso psicologico ed emotivo
  • rispondere a domande su compatibilità, rischi e decorso post-trapianto

L'esperienza di Sonia Bruganelli ci ricorda che la donazione degli organi non è un tema lontano: è una scelta concreta che ognuno di noi può compiere oggi, con un semplice atto di registrazione, per aiutare qualcuno che aspetta domani.

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