Operazione 'ndrangheta ad Aprilia, già sciolta per mafia: cosa succede ai cittadini quando la criminalità organizzata infiltra il loro Comune
Il 18 maggio 2026, i Carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dalla DDA di Roma nell'ambito di un'operazione antimafia che ha portato a 19 arresti ad Aprilia (provincia di Latina): 13 persone in carcere, 6 ai domiciliari. L'indagine ha smantellato una rete internazionale di traffico di droga — cocaina, hashish e marijuana — rifornita dal Belgio e distribuita tra Latina, Roma, Massa Carrara, Novara e Perugia. Il gruppo faceva capo alla cosca Morabito di Africo, in provincia di Reggio Calabria, una delle famiglie più potenti della 'ndrangheta. Non è la prima volta che Aprilia è al centro di queste cronache: il Comune era già stato sciolto per infiltrazioni mafiose negli anni precedenti.
Lo scioglimento per mafia: cos'è e come funziona
Lo scioglimento di un consiglio comunale per infiltrazioni mafiose è uno strumento previsto dall'articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000). È una misura straordinaria con cui lo Stato interviene quando emergono collegamenti tra amministratori locali e la criminalità organizzata — anche non necessariamente di carattere penale, ma in grado di condizionare le scelte dell'ente in modo contrario all'interesse pubblico.
L'iter è il seguente:
Accertamento prefettizio: su disposizione del Ministero dell'Interno, una commissione d'ispezione verifica l'esistenza di collegamenti tra l'amministrazione locale e la mafia. Il controllo riguarda appalti, concessioni, assunzioni, contributi pubblici.
Decreto del Presidente della Repubblica: se emergono elementi concreti, il Consiglio dei Ministri propone e il Presidente della Repubblica emette il decreto di scioglimento.
Commissariamento: il Comune viene affidato per 12 mesi (prorogabili fino a 24 o 36 mesi) a una Commissione Straordinaria di tre prefetti che gestisce l'amministrazione ordinaria.
Nuove elezioni: al termine del commissariamento, si svolgono elezioni per ripristinare un'amministrazione democraticamente eletta.
In base all'articolo 143 del TUEL, lo scioglimento può avvenire anche quando emerge che l'infiltrazione riguarda non solo gli eletti ma anche i dipendenti e i funzionari dell'ente.
Cosa cambia per i cittadini del Comune sciolto
Per i cittadini che vivono in un Comune commissariato, la vita quotidiana subisce alcune modifiche concrete:
Servizi pubblici: la Commissione Straordinaria continua a garantire i servizi essenziali — raccolta rifiuti, trasporto scolastico, assistenza sociale — ma spesso con risorse ridotte e procedure più lente, dovendo fare ordine nei contratti e negli appalti pregressi spesso irregolari.
Appalti e imprese locali: tutte le concessioni e gli appalti in essere vengono riesaminati. Le imprese aggiudicatarie con sospetti legami con la criminalità organizzata possono vedere i propri contratti rescissi o sospesi. Questo può avere effetti anche su lavoratori dipendenti di imprese che, pur non essendo direttamente colluse, operavano in un sistema corrotto.
Elettori e partecipazione democratica: i cittadini perdono temporaneamente il diritto di eleggere i propri amministratori per tutta la durata del commissariamento. La Commissione Straordinaria non è eletta e non risponde politicamente agli elettori.
Investimenti e reputazione: lo scioglimento per mafia ha effetti negativi immediati sulla percezione esterna del territorio: rallentamento degli investimenti, difficoltà di accesso a finanziamenti europei, diminuzione del valore degli immobili nelle zone più colpite.
I diritti dei cittadini: cosa possono fare
I cittadini di un Comune che ha subito infiltrazioni mafiose non sono privi di strumenti legali:
Segnalazioni alla Commissione Straordinaria: durante il commissariamento, i cittadini possono presentare esposti e segnalazioni alla Commissione riguardanti presunte irregolarità pregresse — appalti sospetti, assunzioni clientelari, concessioni ottenute con mezzi illeciti.
Accesso agli atti: il diritto di accesso agli atti amministrativi (L. 241/1990 e il successivo D.Lgs. 33/2013) rimane in vigore anche durante il commissariamento. Un cittadino — o una lista civica, un'associazione — può richiedere visione di documenti, atti di gara, delibere.
Denuncia di concussione o corruzione: se un cittadino ha subito direttamente richieste illecite da parte di funzionari o politici locali — pagamenti per ottenere concessioni, permessi, aggiudicazioni — ha il diritto e il dovere di presentare denuncia alla Procura competente. In molti casi, chi denuncia può godere di tutele specifiche per i "whistleblower" secondo il D.Lgs. 24/2023.
Azioni civili per danni: chi ha subito un danno diretto dall'infiltrazione mafiosa nell'amministrazione pubblica — ad esempio un'impresa che ha perso un appalto assegnato illecitamente a concorrenti legati alla mafia — può intentare un'azione civile per risarcimento.
Come già evidenziato nel caso dell'arresto di esponenti della camorra e dei diritti delle vittime, la criminalità organizzata italiana lede non solo chi entra direttamente in contatto con essa, ma l'intera comunità civile che la subisce passivamente.
Il ruolo del diritto penale antimafia
L'operazione di Aprilia del 18 maggio 2026 è emblematica di come la 'ndrangheta abbia esteso le proprie radici ben oltre la Calabria, infiltrandosi nei tessuti economici e amministrativi di province del centro-nord Italia. La cosca Morabito, originaria di Africo, aveva già costruito connessioni internazionali in Belgio per garantirsi un flusso regolare di stupefacenti.
Per i professionisti legali che si occupano di diritto penale, in particolare di criminalità organizzata, le sfide poste da operazioni di questo tipo sono crescenti: la difesa degli imputati, la tutela dei testimoni, la rappresentanza delle parti civili nelle vittime del racket o delle imprese estorte, e la consulenza alle amministrazioni locali su come prevenire l'infiltrazione mafiosa nei propri appalti.
Se hai subito danni legati a infiltrazioni mafiose nella tua amministrazione locale, o sei un imprenditore che ha subito pratiche estorsive, un avvocato specializzato in diritto penale e antimafia può valutare la tua situazione e aiutarti a tutelare i tuoi diritti.
Nota: Questo articolo ha finalità informative e giornalistiche. Non costituisce consulenza legale. Per questioni specifiche di diritto penale, rivolgiti sempre a un avvocato qualificato.

Chiara Romano