Sara Soldati e Del Vecchio: la pace in tribunale e i 3 diritti chiave sull'affidamento dei figli

Coppia che esce dal Palazzo di Giustizia di Milano dopo aver raggiunto un accordo sull'affidamento della figlia
Sofia Sofia GalloAvvocati
7 min di lettura 17 settembre 2026

Il 16 settembre 2026, Sara Soldati e Leonardo Maria Del Vecchio sono entrati insieme al Palazzo di Giustizia di Milano per un'udienza davanti alla sezione civile del tribunale della famiglia. Dopo mesi di conflitto estivo sull'affidamento della loro figlia — nata da poco più di un anno — i due sono usciti dopo circa due ore tenendosi per mano, scambiando un bacio davanti alle telecamere. Il procedimento è stato chiuso per mutuo consenso: i genitori vivono di nuovo insieme e hanno annunciato il prossimo matrimonio. Una storia a lieto fine, ma che pone domande concrete per chiunque si trovi — o tema di trovarsi — in una situazione simile.

La fine della battaglia: cosa è successo davvero in aula

La vicenda di Sara Soldati e Leonardo Maria Del Vecchio ha tenuto banco per mesi sulla stampa italiana. Da una parte, uno degli eredi più noti d'Italia — Del Vecchio è figlio dell'imprenditore Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica, con un patrimonio stimato in decine di miliardi di euro. Dall'altra, una giovane madre e modella che rivendicava il proprio ruolo nella vita della figlia. La tensione si era intensificata durante l'estate 2026, con accuse reciproche e battaglie legali sull'affidamento e sul mantenimento.

Poi, la svolta: a metà settembre, entrambi i genitori hanno comunicato ai rispettivi avvocati di aver ripreso la convivenza e di volersi sposare. I legali hanno quindi presentato al giudice un'istanza di rinuncia al procedimento, rilevando che la causa del contendere — l'affidamento e il contributo al mantenimento della minore — era stata risolta consensualmente dai genitori stessi.

"Saremo sempre una famiglia", ha dichiarato Del Vecchio ai giornalisti fuori dal tribunale. Per chi ha seguito la vicenda, è una bella notizia. Per i professionisti del diritto di famiglia, è soprattutto un caso didattico su come funziona — e su cosa si rischia di trascurare — quando si chiude un contenzioso in modo informale.

Cosa dice la legge italiana sull'affidamento condiviso

In Italia, dal 2006 — con la Legge 54/2006 sull'affidamento condiviso — il principio guida della giustizia minorile è che entrambi i genitori, anche se separati o non coniugati, hanno il diritto e il dovere di partecipare alla vita del figlio. L'affidamento condiviso è la regola; l'affidamento esclusivo è l'eccezione, prevista solo quando uno dei genitori risulta inadeguato o pericoloso per il minore.

Secondo i dati del Ministero della Giustizia, oltre il 90% dei procedimenti di separazione in Italia si conclude con l'affidamento condiviso dei figli. Eppure, il numero di contenziosi aperti davanti ai tribunali della famiglia è in costante crescita: nel 2024 sono stati registrati oltre 132.000 procedimenti in materia di affidamento, il 14% in più rispetto al 2022. Questo significa che molte coppie, pur avendo teoricamente diritto a un accordo tranquillo, finiscono in tribunale. E che ogni passo ha un costo — emotivo, economico e di tempo.

Il caso concreto: cosa succede quando i genitori si ricongiungono a procedimento aperto

Prendiamo una situazione precisa: due genitori non coniugati, con una figlia di 14 mesi, che hanno avviato nel luglio 2026 un procedimento per affidamento e mantenimento davanti alla sezione famiglia del Tribunale ordinario di Milano. Il procedimento è in corso da due mesi, con un'udienza presidenziale già svolta e una seconda fissata per novembre. A settembre, i due genitori si riconciliano e decidono di riprendere la convivenza.

Cosa succede giuridicamente?

Se i genitori presentano un'istanza congiunta di rinuncia agli atti e il giudice la accetta, il procedimento si chiude senza sentenza. Fin qui tutto bene. Il problema nasce se la coppia si risepara in futuro: senza un provvedimento formale che regola l'affidamento, il contributo al mantenimento e le modalità di visita, bisognerà ripartire da zero con un nuovo procedimento.

Se invece, prima di chiedere l'archiviazione, i genitori depositano un accordo scritto — anche solo come verbale d'udienza firmato da entrambi e vidimato dal giudice — questo diventa un atto omologato, cioè vincolante e immediatamente eseguibile anche in futuro.

Il costo della mancata formalizzazione: senza un accordo omologato, in caso di nuova separazione il genitore che vuole far valere le proprie ragioni dovrà avviare un nuovo procedimento. Le spese legali medie in un contenzioso familiare semplice vanno da 2.000 a 8.000 euro per parte. In caso di procedimenti complessi — con consulenza tecnica d'ufficio (CTU) per valutare le capacità genitoriali, o con accuse di comportamenti pregiudizievoli — si arriva facilmente a 20.000-30.000 euro per parte, con tempi medi di 18-36 mesi.

La lezione del caso Del Vecchio-Soldati è questa: anche quando tutto si risolve felicemente, formalizzare per iscritto l'accordo sull'affidamento e il mantenimento è un investimento di protezione, non un segnale di sfiducia.

Perché l'accordo informale non basta: il rischio che molti sottovalutano

Molti genitori, nel momento della riconciliazione, pensano: "Siamo d'accordo, non ci serve un avvocato." Ma la realtà giuridica è più complessa. Un accordo informale tra genitori — anche scritto e firmato da entrambi — non è opponibile in giudizio se non è stato omologato da un giudice o depositato davanti a un ufficiale dello stato civile nel caso degli accordi di separazione consensuale.

Questo significa che se un genitore decide di non rispettare i termini concordati — ad esempio trattenendo il figlio oltre i giorni stabiliti, o non versando il contributo mensile al mantenimento — l'altro genitore non può agire immediatamente in modo coattivo. Dovrà prima ricorrere al tribunale, dimostrare l'accordo e richiederne l'attuazione: un processo che può richiedere mesi, aggiungere stress e ulteriori spese legali.

Diverso è il caso in cui l'accordo sia stato omologato: in quel caso, il genitore inadempiente può essere soggetto a sanzioni, inclusa la reclusione fino a un anno ai sensi dell'articolo 388 del Codice Penale per violazione degli obblighi di assistenza familiare. Uno strumento che, naturalmente, si spera di non dover mai usare — ma che è utile avere.

Coppie di fatto e figli: la situazione più vulnerabile

Il caso Del Vecchio-Soldati riguarda due genitori non coniugati. Questa condizione, sempre più comune in Italia — nel 2025 oltre il 35% dei nati era da genitori non sposati, secondo i dati Istat — espone entrambi i genitori a rischi specifici che le coppie sposate non affrontano.

I coniugi che si separano o divorziano sono tutelati da un sistema giuridico consolidato, con procedure chiare e tempistiche definite. Le coppie di fatto, invece, devono fare i conti con un quadro più lacunoso: non esiste un automatismo che regola affidamento, residenza del minore e mantenimento in caso di rottura. Ogni elemento deve essere negoziato e, idealmente, formalizzato preventivamente.

Un piano genitoriale scritto — anche in assenza di conflitto — è lo strumento più efficace per prevenire futuri contenziosi. Molti avvocati di diritto di famiglia lo propongono come parte di una consulenza preventiva, con costi che partono da 300-500 euro per una sessione di redazione e revisione.

Quando rivolgersi a un esperto di diritto di famiglia

Non è necessario aspettare una crisi per consultare un avvocato specializzato. Ci sono situazioni in cui una consulenza preventiva può fare la differenza concreta:

  • Coppia non coniugata con figli: formalizzare il piano genitoriale prima di qualunque conflitto.
  • Riconciliazione dopo un contenzioso aperto: il momento ideale per depositare un accordo scritto e chiudere il procedimento con un atto vincolante.
  • Trasferimento di residenza di uno dei genitori: la legge italiana richiede il consenso dell'altro genitore o l'autorizzazione del tribunale per spostare la residenza di un minore.
  • Variazione significativa del reddito: se il reddito di uno dei genitori cambia, il contributo al mantenimento può e spesso deve essere rinegoziato formalmente.
  • Accuse di comportamento pregiudizievole: in caso di contestazioni sulla capacità genitoriale, è fondamentale agire tempestivamente con un legale esperto.

Su Expert Zoom puoi trovare avvocati specializzati in diritto di famiglia, disponibili per consulenze online o in studio. Molti professionisti offrono un primo colloquio a tariffa fissa — tra 80 e 150 euro — utile per valutare la propria situazione prima di impegnarsi in un percorso legale completo.

Il takeaway del caso Soldati-Del Vecchio

La storia di Sara Soldati e Leonardo Maria Del Vecchio è, in fondo, una storia comune: un figlio, due genitori giovani, l'amore che si complica e poi si ricompone. Ma dietro ogni storia simile ci sono diritti da tutelare — quelli del minore prima di tutto, poi quelli di entrambi i genitori.

La legge italiana offre strumenti efficaci per gestire queste situazioni, dall'affidamento condiviso agli accordi omologati, dalle misure cautelari al piano genitoriale preventivo. La chiave è non affidarsi all'improvvisazione, soprattutto quando sono in gioco il futuro e il benessere di un bambino.

Se stai vivendo una situazione simile — separazione, riconciliazione, o semplicemente la necessità di capire i tuoi diritti come genitore non coniugato — una consulenza con un avvocato specializzato può aiutarti a trovare la soluzione più adeguata per te e per tuo figlio, senza aspettare che il conflitto si aggravi.

Nota: questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non costituisce consulenza legale. Per una valutazione personalizzata della tua situazione, rivolgiti a un avvocato abilitato.

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