Il Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 ha chiuso i battenti il 18 maggio con oltre 2.700 eventi e 1.250 marchi editoriali presenti al Lingotto Fiere. Tra Bernie Sanders, Paola Cortellesi e László Krasznahorkai (Premio Nobel), il tema più discusso nei corridoi tra editori e scrittori è stato uno solo: l'intelligenza artificiale e i diritti d'autore. Un dibattito che non riguarda solo i grandi nomi dell'editoria — ma chiunque scriva, crei o pubblichi contenuti in Italia nel 2026.
Il Salone del Libro 2026: AI al centro del dibattito
La 38ª edizione del Salone del Libro di Torino ha avuto come tema ispirator "Il mondo salvato dai ragazzini" — un titolo tratto da Elsa Morante che celebra le nuove generazioni. Ma è stata l'intelligenza artificiale a catalizzare l'attenzione professionale.
Il 13 maggio, in anticipo sull'apertura ufficiale, si è tenuto all'OGR di Torino un convegno professionale: "Tecnologie e Intelligenza Artificiale per l'editoria", organizzato dall'AIE (Associazione Italiana Editori). Al centro, la tavola rotonda dal titolo evocativo: "L'editoria incontra l'IA. Diritto d'autore: quo vadis?"
La domanda non è retorica. Con la proliferazione di strumenti come ChatGPT, Midjourney e modelli di language AI addestrati su miliardi di testi, la questione si è fatta urgente: chi detiene i diritti su un testo scritto con il supporto dell'AI? Un editore può pubblicare contenuti generati da AI senza citare la fonte? E soprattutto: quando un'AI viene addestrata su un libro di un autore senza consenso, quella è una violazione del diritto d'autore?
Cosa dice la legge italiana sui diritti d'autore e l'AI
La legislazione italiana sul diritto d'autore è regolata principalmente dalla Legge n. 633 del 22 aprile 1941 e successive modifiche — una normativa storica che oggi deve confrontarsi con sfide impensabili alla sua stesura.
Secondo la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori), i diritti d'autore proteggono le opere originali dell'ingegno dal momento della loro creazione, senza necessità di registrazione formale. Ma l'AI introduce nuovi interrogativi:
1. L'AI può detenere diritti d'autore? No, secondo la legge italiana vigente. Solo una persona fisica può essere autore di un'opera. Un testo generato integralmente da un'AI non ha un autore umano e, in teoria, non è protetto da copyright.
2. Chi possiede i diritti su un testo scritto con l'AI? Dipende dal grado di intervento umano. Se un autore usa l'AI come strumento (come potrebbe usare un correttore ortografico) e il risultato finale è frutto della sua creatività, i diritti restano all'autore. Se il testo è generato in toto dall'AI con minimo intervento umano, la situazione legale è ancora incerta.
3. L'addestramento dell'AI su testi protetti è legale? Qui si apre il campo di battaglia più caldo. Il Regolamento UE sull'AI Act (in vigore dal 2024) introduce obblighi di trasparenza per i modelli AI addestrati su dati protetti. Tuttavia, la direttiva europea sul copyright (Direttiva 2019/790) prevede un'eccezione per il "text and data mining" a scopo di ricerca — che molte aziende tech invocano. Autori e editori contestano questa interpretazione.
Il Rights Centre del Salone: dove si comprano e vendono i diritti
Al Salone di Torino, il Rights Centre (13-15 maggio 2026) ha riunito oltre 500 professionisti internazionali dell'editoria per la compravendita di diritti letterari e audiovisivi. Il tema dell'AI ha dominato anche qui: come si proteggono i diritti di traduzione, adattamento e riproduzione nell'era dell'intelligenza artificiale?
Come ha dimostrato il caso di Niccolò Ammaniti e la tutela dei diritti degli scrittori italiani, anche gli autori più affermati si trovano spesso a dover difendere attivamente i propri diritti contrattuali con gli editori.
Per chi partecipa a fiere come il Salone del Libro in cerca di accordi editoriali, la firma di un contratto senza consulenza legale può rivelarsi costosa. I principali rischi riguardano:
- Cessione totale vs. parziale dei diritti: cedere tutti i diritti all'editore (diritti mondiali, per qualsiasi forma) invece di diritti limitati per territorio e durata
- Clausola di AI: contratti editoriali recenti iniziano a includere clausole che autorizzano l'editore a usare il testo per addestrare modelli AI — spesso in forma oscura nel testo
- Diritti di traduzione e adattamento: chi può tradurre il tuo libro in altre lingue e a quali condizioni?
- Diritto di risoluzione del contratto: se l'editore non pubblica entro i termini, l'autore può riprendere i diritti?
Quando consultare un avvocato specializzato in diritto d'autore
Non è necessario essere Umberto Eco o Elena Ferrante per aver bisogno di tutela legale. Qualsiasi creatore di contenuti — scrittori, fotografi, illustratori, content creator, programmatori — può trovarsi in situazioni che richiedono assistenza legale:
- Prima di firmare un contratto editoriale o di licenza — fatti chiarire cosa stai cedendo e per quanto tempo
- Se noti che una piattaforma AI sta usando i tuoi testi senza autorizzazione o riconoscimento
- Se un altro autore o una società ha plagiato o riprodotto la tua opera senza permesso
- Se un editore non rispetta i termini contrattuali (mancato pagamento dei diritti, mancata pubblicazione, uso non autorizzato)
- Se vuoi recuperare i diritti su un'opera pubblicata anni fa con un contratto vecchio
L'AI ha reso il diritto d'autore un campo in rapida evoluzione. La normativa europea e italiana si aggiorna — e spesso ciò che era accettabile due anni fa non lo è più oggi.
Nota: questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale. Per una valutazione della tua situazione specifica, rivolgiti a un professionista qualificato.
Il Salone del Libro 2026 ha dimostrato che la domanda "chi possiede cosa nell'era dell'AI?" non ha ancora una risposta definitiva. Su Expert Zoom trovi avvocati specializzati in diritto d'autore e proprietà intellettuale per una consulenza online.
