Donna italiana fuori dall'Unipol Forum di Assago di notte dopo un concerto, mani sulle orecchie, luci colorate dello stadio sullo sfondo

Rosalía all'Unipol Forum: il concerto sold-out che nessuno ha detto potrebbe danneggiarti le orecchie

Anna Anna ContiOtorinolaringoiatria
4 min di lettura 25 marzo 2026

Rosalía all'Unipol Forum: il concerto sold-out che nessuno ha detto potrebbe danneggiarti le orecchie

Il 25 marzo 2026, l'Unipol Forum di Assago, alle porte di Milano, è stato teatro dell'evento musicale più atteso della stagione: il concerto di Rosalía nell'ambito del suo "LUX Tour 2026". Tutto esaurito da settimane, oltre 12.000 spettatori, un'orchestra, danzatori e l'energia travolgente di una delle artiste più innovative del panorama internazionale. Quel che molti di quelli che c'erano ieri sera non sanno, però, è che hanno probabilmente trascorso quasi due ore esposti a livelli sonori potenzialmente dannosi per l'udito. E quasi nessuno ci ha pensato.

Quanto erano forti le casse ieri sera?

I concerti nei grandi palasport come l'Unipol Forum raggiungono abitualmente livelli di pressione sonora compresi tra 100 e 110 decibel (dB) durante i picchi. Alcune misurazioni effettuate con app di rilevamento acustico in eventi analoghi hanno registrato punte fino a 115 dB nelle aree vicine alle casse frontali.

Per fare un paragone: il motore di un aereo al decollo produce circa 130 dB. Ma il danno uditivo non dipende solo dall'intensità, dipende anche dalla durata dell'esposizione. Secondo le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sul rumore in ambito ricreativo, aggiornate nel 2019 e ancora valide nel 2026, il limite sicuro per un adulto è di 80 dB per un massimo di 40 ore settimanali in ambienti di lavoro, ma in contesti ricreazionali il limite scende ulteriormente considerando l'esposizione cumulata.

A 100 dB, la soglia di danno potenziale si raggiunge dopo appena 15 minuti di esposizione continuata. Un concerto di quasi due ore, anche senza picchi estremi, può quindi superare ampiamente quella soglia.

I sintomi che dovreste riconoscere stamattina

Se ieri eravate all'Unipol Forum e questa mattina avvertite uno o più dei seguenti sintomi, prestate attenzione:

  • Tinnito temporaneo: un fischio, ronzio o sibilo nelle orecchie che persiste dopo il concerto
  • Ovattamento uditivo: la sensazione che i suoni siano attutiti o lontani
  • Iperacusia transitoria: fastidio insolito verso suoni normalmente tollerabili (traffico, conversazioni ad alta voce)
  • Difficoltà di comprensione: fatica a seguire una conversazione in un ambiente rumoroso

Questi sintomi, se si risolvono entro 24-48 ore, sono tipici del cosiddetto trauma acustico acuto transitorio. Se persistono oltre le 72 ore, diventa fondamentale consultare un otorinolaringoiatra.

Il danno uditivo da rumore: silenzioso e irreversibile

Il problema principale del danno acustico da rumore (NIHL, Noise-Induced Hearing Loss) è che avviene gradualmente e spesso in modo asintomatico. Le cellule ciliate della coclea — le strutture dell'orecchio interno responsabili della trasduzione del suono in segnale nervoso — non si rigenerano una volta danneggiate nei mammiferi, inclusi gli esseri umani.

Secondo il Ministero della Salute italiano, circa 1,3 milioni di italiani soffrono di ipoacusia acquisita legata all'esposizione a rumore, e una parte rilevante di questi casi è attribuibile a eventi ricreazionali come concerti, festival e discoteche.

Un'indagine pubblicata nel Lancet nel 2023 ha stimato che oltre 1 miliardo di giovani tra i 12 e i 35 anni nel mondo è a rischio di perdita uditiva permanente a causa di ascolto di musica ad alto volume, sia tramite cuffie sia in contesti dal vivo.

Cosa fanno i professionisti per proteggersi

Ironia della sorte, i musicisti professionisti — i più esposti in assoluto — sono spesso i più attenti alla protezione uditiva. Rosalía stessa, come molti artisti del suo calibro, utilizza probabilmente in-ear monitor personalizzati che forniscono un segnale bilanciato direttamente nell'orecchio, riducendo la necessità di casse potenti e l'esposizione agli spix. I tecnici del suono indossano regolarmente tappi filtranti.

I tappi auricolari filtranti musicali (diversi dai classici tappi in spugna) sono progettati per ridurre uniformemente i decibel su tutte le frequenze, mantenendo la fedeltà del suono. Modelli professionali come quelli di Alpine o Etymotic riducono mediamente di 15-25 dB il livello di esposizione senza compromettere significativamente la qualità dell'ascolto. Costano tra 20 e 80 euro e si trovano in farmacie e negozi di musica.

Quando andare dall'otorinolaringoiatra

Se il fischio nelle orecchie persiste dopo 48 ore, se l'ovattamento non si risolve o se notate una riduzione stabile della capacità uditiva, non aspettate. La finestra terapeutica per il trattamento del trauma acustico acuto grave è ristretta: entro le prime 72 ore dall'evento, la somministrazione di corticosteroidi o altri trattamenti può limitare il danno permanente.

L'otorinolaringoiatra eseguirà un audiogramma tonale, una valutazione dell'impedenzometria e, se necessario, ulteriori accertamenti per quantificare la perdita uditiva e impostare un trattamento.

In Italia, secondo il Ministero della Salute, il tempo medio di attesa per una visita ORL nel pubblico supera le 6 settimane. Per chi ha sintomi acuti, una visita privata o in regime di libera professione consente tempi molto più rapidi.

Concerti sì, ma con più consapevolezza

L'esperienza live è insostituibile — e quello di Rosalía all'Unipol Forum era, per chi c'era, un evento memorabile. Ma godersi la musica in sicurezza è possibile: tappi filtranti, posizionarsi lontano dalle casse principali, fare pause regolari in zone silenziose all'interno della venue.

L'udito, una volta perso, non si recupera. Investire in una visita preventiva da un otorinolaringoiatra se siete frequentatori abituali di concerti o festival è una delle scelte più sensate che possiate fare per la vostra salute a lungo termine.

Nota: Questo articolo ha finalità informative. In caso di sintomi acuti o persistenti, consultate un medico specialista.

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