Elezioni del rettore alla Sapienza: come funziona il voto universitario e quando si può ricorrere al TAR

Sede dell'Università La Sapienza di Roma, uno dei più grandi atenei d'Europa

Photo : Carlo Dani / Wikimedia

4 min di lettura 16 maggio 2026

Il conto alla rovescia è iniziato. Antonella Polimeni, prima donna alla guida della Sapienza di Roma, lascia il rettorato il 30 novembre 2026. Il decreto di indizione delle elezioni è stato firmato l'11 maggio, e il primo turno di voto è fissato per il 6-9 ottobre 2026, interamente online. Un evento che riguarda una delle università più grandi d'Europa — circa 110.000 studenti — e che apre scenari giuridici spesso sottovalutati: quando un'elezione rettorale può essere impugnata? Cosa succede se ci sono irregolarità? Un avvocato esperto in diritto amministrativo spiega come funziona.

Chi può votare e come funziona il processo elettorale

Le elezioni del rettore nelle università italiane sono regolate dallo Statuto di ogni ateneo, approvato in conformità alla Legge 240/2010 (la cosiddetta Riforma Gelmini). Alla Sapienza, il corpo elettorale include:

  • Professori ordinari e associati
  • Ricercatori universitari e a tempo determinato
  • Personale tecnico-amministrativo
  • Studenti (con un peso ponderato nel voto)

Il mandato rettorale dura sei anni e non è rinnovabile. Il voto, alla Sapienza, si svolgerà interamente in forma elettronica, una novità che porta con sé nuove questioni di sicurezza informatica, autenticazione e tracciabilità dei voti.

Le irregolarità più comuni nelle elezioni universitarie

La storia delle elezioni rettorati italiane è lastricata di ricorsi, sospensioni cautelari e sentenze del TAR. Le irregolarità più frequenti riguardano:

1. Il corpo elettorale. Chi ha diritto di voto e in quale misura? La ponderazione del voto tra le diverse categorie (docenti, personale TA, studenti) è oggetto di frequenti contestazioni. Uno statuto che attribuisce una percentuale troppo bassa agli studenti o esclude alcune categorie di ricercatori può essere impugnato davanti al TAR.

2. Le condizioni di candidatura. Ogni ateneo stabilisce i requisiti minimi per candidarsi al rettorato — in genere essere professore ordinario di ruolo nell'ateneo. Un candidato che ritiene di essere stato ingiustamente escluso può presentare ricorso entro 30 giorni dalla pubblicazione dell'esclusione.

3. Le irregolarità nel procedimento. Il mancato rispetto dei termini previsti dallo Statuto, la diffusione di materiale elettorale in violazione delle norme, o errori nell'identificazione degli aventi diritto al voto possono portare all'annullamento del risultato.

4. Il voto online. Con l'introduzione del voto elettronico alla Sapienza, si apre una nuova frontiera giuridica: cosa succede in caso di malfunzionamento del sistema? Chi garantisce la segretezza del voto digitale? La mancanza di precedenti consolidati rende questo terreno particolarmente scivoloso dal punto di vista legale.

Quando si può ricorrere al TAR

Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) è il giudice naturale delle controversie sull'elezione del rettore. Il ricorso può essere presentato:

  • Da un candidato che si ritiene danneggiato da irregolarità procedurali
  • Da un avente diritto al voto che lamenta la violazione del proprio diritto
  • Da componenti degli organi universitari coinvolti nel procedimento

Il termine ordinario per ricorrere al TAR è 60 giorni dalla pubblicazione dell'atto impugnato (dal risultato elettorale, dal decreto di esclusione, ecc.). In caso di urgenza, è possibile chiedere una misura cautelare che sospende gli effetti dell'atto fino alla decisione nel merito.

Negli ultimi anni diversi atenei italiani hanno vissuto paralisi istituzionali proprio a causa di ricorsi sull'elezione del rettore. Non è raro che le procedure elettorali vengano sospese in via cautelare per mesi, lasciando l'istituzione in una situazione di stallo con un rettore uscente prorogato nelle sue funzioni fino alla definizione del contenzioso.

Cosa cambia con il voto online

L'Università La Sapienza è tra i primi grandi atenei italiani ad adottare il voto completamente online per l'elezione del rettore. Questa scelta, pur facilitando la partecipazione, introduce nuove questioni giuridiche che l'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali e il Ministero dell'Università e della Ricerca monitorano attentamente.

Le problematiche principali:

  • Autenticazione sicura: come si garantisce che il votante sia effettivamente chi dice di essere, senza compromettere la segretezza del voto?
  • Integrità del sistema: in caso di attacco informatico o malfunzionamento, il risultato è invalidabile?
  • Audit trail: la possibilità di verificare il voto a posteriori è un requisito di trasparenza, ma entra in tensione con l'anonimato della preferenza elettorale

Sul punto, la giurisprudenza amministrativa italiana è ancora agli albori. Un avvocato esperto in diritto amministrativo universitario può fornire un orientamento fondamentale sia ai candidati che agli organi di governance.

Perché un avvocato specializzato è essenziale

I procedimenti universitari — nomine, elezioni, sanzioni disciplinari, concorsi accademici — sono soggetti al diritto amministrativo italiano e alle specificità dei singoli statuti di ateneo. Si tratta di un ambito giuridico ad alto tasso di specializzazione, dove errori anche formali possono compromettere irreversibilmente una carriera accademica o bloccare un'istituzione per mesi.

Un avvocato specializzato in diritto amministrativo universitario può:

  • Verificare la legittimità delle procedure elettorali prima del voto
  • Assistere un candidato escluso nella presentazione del ricorso al TAR
  • Consigliare gli organi universitari nella redazione di regolamenti a prova di impugnazione
  • Difendere l'ateneo in sede giudiziaria in caso di contestazione del risultato

Su Expert Zoom è possibile trovare avvocati esperti in diritto amministrativo disponibili per una consulenza mirata, anche per questioni legate alle carriere in ambito accademico e universitario.

La governance universitaria italiana tra riforme e futuro

L'elezione del rettore della Sapienza è molto più di un avvicendamento istituzionale. Rappresenta un test per il modello di governance universitaria italiano, che la Legge 240/2010 ha cercato di riformare in senso manageriale, riducendo il peso delle assemblee plenarie e introducendo il Consiglio di Amministrazione con membri esterni.

Dopo quindici anni, quel modello mostra crepe: il tasso di partecipazione alle elezioni rettorati è in calo, i conflitti tra organi di governo sono frequenti, e le impugnazioni giudiziarie si moltiplicano. Capire come funziona il sistema — e dove può essere contestato — è il primo passo per chi vuole navigare il mondo accademico italiano con consapevolezza.


Questo articolo ha finalità informative generali. Per situazioni specifiche, è indispensabile rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto amministrativo.

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