Giacomo Raspadori è tornato a giocare 90 minuti interi il 18 aprile 2026, nella partita Roma-Atalanta, dopo cinque settimane di stop per uno strappo muscolare subito a metà febbraio. Il centravanti dell'Atalanta ha commentato: "Sto molto bene sia fisicamente che mentalmente, sono tornato bene dall'infortunio, soprattutto ora che è il momento più importante della stagione." Un recupero da manuale, che solleva domande importanti per tutti gli sportivi: quanto dura davvero il recupero da un infortunio muscolare e quando è il momento di rivolgersi a uno specialista?
Lo strappo muscolare di Raspadori: cinque settimane fuori
L'attaccante si era fermato a metà febbraio 2026 con una lesione muscolare. Dal 25 gennaio — ultima partita completa contro il Parma — al 18 aprile, sono passati quasi tre mesi, ma il vero stop attivo (con rientro progressivo) è stato di circa cinque settimane. Il calciatore ha lavorato con lo staff medico dell'Atalanta prima di tornare titolare a 90 minuti contro la Roma in Coppa Italia.
La rapidità del recupero ha colpito osservatori e tifosi. Ma i tempi dipendono da molti fattori: il tipo di lesione, il grado di gravità, l'età dell'atleta, la qualità del programma riabilitativo e il supporto medico disponibile.
Tipi di infortuni muscolari: non tutti uguali
In medicina sportiva, gli infortuni muscolari si classificano in gradi:
- Grado 1 (stiramento): poche fibre danneggiate, dolore lieve, recupero in 1-2 settimane
- Grado 2 (strappo parziale): danno a una parte significativa del muscolo, dolore moderato-intenso, recupero tra 3 e 8 settimane
- Grado 3 (rottura completa): rottura totale del muscolo, richiede spesso intervento chirurgico, recupero da 3 a 6 mesi
Sulla base dei tempi di recupero di Raspadori (circa 5 settimane), è probabile si trattasse di uno strappo di grado 2. Questo tipo di lesione è comune negli sport di squadra ad alta intensità come il calcio, dove scatti, cambi di direzione e accelerazioni improvvise sottopongono i muscoli a stress estremi.
Le fasi del recupero muscolare
Un recupero corretto segue fasi precise che non possono essere saltate senza aumentare il rischio di recidiva:
Fase acuta (primi 3-5 giorni): riposo, ghiaccio, compressione e elevazione dell'arto (protocollo PRICE). Obiettivo: ridurre l'infiammazione e il gonfiore. È fondamentale evitare calore e massaggi nelle prime 48 ore.
Fase di rigenerazione (settimana 1-3): fisioterapia graduale, esercizi di mobilità, stretching leggero. Il tessuto muscolare inizia a riparare le fibre danneggiate.
Fase di rinforzo (settimana 3-6): rinforzo muscolare progressivo, lavoro eccentrico (fondamentale per prevenire recidive), esercizi funzionali specifici per il gesto atletico.
Fase di ritorno all'attività (settimana 6+): reintegrazione progressiva all'allenamento completo, test funzionali, valutazione medica finale.
Saltare una fase, o tornare troppo presto, è la causa principale delle recidive: secondo i dati della UEFA nel calcio professionistico, chi torna prima del completamento del protocollo riabilitativo ha un rischio di re-infortunio 2-4 volte maggiore.
I segnali che richiedono una visita specialistica
Per chi pratica sport amatoriale o agonistico, distinguere tra un semplice affaticamento muscolare e una lesione che richiede attenzione medica è cruciale. Rivolgetevi a un medico sportivo o ortopedico se:
- Il dolore è immediato, acuto e localizzato durante o dopo l'attività fisica
- Sentite o avete sentito un "crack" o una sensazione di strappo
- Compare un gonfiore visibile o un ematoma nelle ore successive
- Il dolore non migliora dopo 48-72 ore di riposo
- Non riuscite a caricare peso sull'arto o a camminare normalmente
- Avete già avuto infortuni alla stessa zona muscolare
Automedicarsi — o peggio, continuare ad allenarsi attraverso il dolore — può trasformare una lesione minore in una patologia cronica. Un medico specialista in medicina sportiva può prescrivere un'ecografia muscolare per classificare correttamente la lesione e impostare un programma riabilitativo personalizzato.
La medicina sportiva: non solo per i professionisti
C'è un falso mito che la medicina sportiva sia riservata agli atleti professionisti. In realtà, chi pratica sport amatoriale — dal weekend warrior al runner occasionale, dal calciatore di quinta divisione all'appassionato di padel — ha diritto alle stesse cure specialistiche.
Un medico dello sport valuta l'infortunio in modo integrato: considera il livello atletico, gli obiettivi, l'età, la struttura muscolare e la storia clinica. Può prescrivere terapie fisiche (ultrasuoni, laserterapia, onde d'urto), indicare il percorso riabilitativo corretto e soprattutto stabilire quando è sicuro tornare all'attività senza rischi.
Secondo le linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità, gli infortuni muscolari rappresentano tra il 20 e il 30% di tutti gli infortuni sportivi nei paesi occidentali. La prevenzione — riscaldamento adeguato, rinforzo muscolare specifico, recupero sufficiente — è altrettanto importante quanto la cura.
Cosa possiamo imparare dai calciatori di Serie A
Raspadori, come tutti i calciatori di alto livello, ha avuto accesso immediato a un team multidisciplinare: medici sportivi, fisioterapisti, preparatori atletici e nutrizionisti. Il recupero in cinque settimane da uno strappo muscolare non è "magia" — è il risultato di un protocollo preciso, monitorato quotidianamente con esami strumentali.
Per chi non dispone di questo supporto, il messaggio è lo stesso: la qualità della riabilitazione conta più della velocità. Un recupero corretto di sei settimane vale molto di più di un ritorno frettoloso in quattro con recidiva quasi certa.
Consultare uno specialista in medicina sportiva — disponibile sia nel sistema sanitario pubblico tramite i Centri di Medicina dello Sport, sia nel privato — è il primo passo per tornare in campo in sicurezza e ridurre il rischio di infortuni futuri.
Nota informativa: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente educativo. In caso di infortunio, consultate sempre un medico qualificato prima di intraprendere qualsiasi programma riabilitativo.
