Il sipario si alza il 1° settembre 2026 su RAI 1: La Legge di Lidia Poët apre la stagione in prima serata, seguita a cascata da UnoMattina, Ballando con le Stelle e la quinta stagione di Doc – Nelle Tue Mani. Mentre milioni di italiani tornano davanti allo schermo, migliaia di lavoratori dello spettacolo — attori, doppiatori, tecnici, truccatori, coreografi — firmano in queste settimane nuovi contratti a progetto, scritture o rinnovi stagionali. Il problema: molti non sanno quali diritti li tutelano davvero, e quanti ne perdono per mancanza di informazione.
RAI 1 rilancia con il palinsesto autunnale più ricco degli ultimi anni
La stagione 2026 di RAI 1 si apre con un calendario fitto. Secondo i palinsesti ufficiali, la rete ammiraglia della televisione pubblica italiana ha pianificato oltre trenta nuove produzioni o ritorni tra settembre e dicembre, coinvolgendo centinaia di professionisti del settore in tutta Italia.
Il 7 settembre riprende UnoMattina con Massimiliano Ossini e Daniela Ferolla, il giorno dopo è il turno di Porta a Porta di Bruno Vespa. Il 27 settembre torna Domenica In con Mara Venier, e il 3 ottobre debutta Ballando con le Stelle — lo show di Milly Carlucci che ogni anno mobilita decine di ballerini professionisti, coreografi e figure tecniche con contratti stagionali rinnovati di volta in volta. In ottobre è poi attesa la quinta stagione di Doc – Nelle Tue Mani con Luca Argentero, una fiction che ha costruito un indotto significativo tra attori co-protagonisti, comparse, doppiatori e tecnici di produzione. Un caso simile, quello di Luca Barbareschi tra RAI e teatro, mostra come persino i professionisti affermati debbano fare attenzione ai termini contrattuali delle produzioni televisive.
Nel solo 2026, RAI ha aperto una selezione per 34 impiegati con diploma tra i 18 e i 29 anni, con scadenza domande al 10 settembre, a conferma che il fabbisogno di personale strutturato è in crescita costante. Ma la fascia più esposta resta quella dei lavoratori parasubordinati e freelance, che operano per singola produzione senza alcuna certezza di rinnovo.
Il nodo contrattuale che non appare nei comunicati stampa
Il settore televisivo italiano funziona su un doppio binario netto. Da un lato ci sono i circa 9.600 dipendenti non giornalistici di RAI coperti dal CCNL 2023-2026, rinnovato nel 2024 con aumenti graduali: 130 euro mensili in più per i lavoratori assunti dopo il 1995 (di cui 40 euro a luglio 2026), e 100 euro per quelli assunti prima del 1995. Questi lavoratori hanno busta paga, ferie, malattia e tutele sindacali certe.
Dall'altro lato operano migliaia di professionisti con contratti atipici: scritture teatrali, contratti a progetto, rapporti di collaborazione occasionale. Per loro la situazione è radicalmente diversa. La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto modifiche rilevanti all'indennità di discontinuità, la misura pensata per proteggere i lavoratori dello spettacolo nelle fasi tra un ingaggio e l'altro. L'accesso è stato ampliato: per gli attori cinematografici e audiovisivi sono ora sufficienti 15 giornate di contribuzione nell'anno precedente, oppure 30 giornate nei due anni precedenti la domanda, per avere diritto all'indennità. Il limite di reddito IRPEF per accedere è stato innalzato a 35.000 euro annui.
Questi aggiornamenti normativi sono entrati in vigore silenziosamente. Come abbiamo già illustrato nel caso di Pierluigi Diaco che ha rinnovato il contratto con RAI 2 per due anni, anche le trattative contrattuali con la televisione pubblica presentano insidie che un consulente legale può aiutare a riconoscere e gestire in anticipo.
Caso concreto: Sofia, doppiatrice freelance su tre produzioni RAI
Consideriamo il caso di Sofia, 34 anni, doppiatrice freelance residente a Roma. Nel 2025 ha lavorato su due produzioni RAI minori accumulando 22 giornate contributive totali, più 8 giornate nel 2024 su un cortometraggio indipendente. Nel 2026 è stata ingaggiata per il doppiaggio di una serie distribuita su RaiPlay, ma l'accordo si è interrotto dopo la prima tranche di lavoro a causa di un cambio del produttore esecutivo.
Prima delle modifiche normative del 2026, Sofia non avrebbe avuto diritto all'indennità di discontinuità: le mancavano le giornate richieste nel solo anno 2025. Con la nuova soglia a 30 giornate nei due anni precedenti, invece, il cumulo 2024-2025 porta a 22 + 8 = 30 giornate esatte, rendendola ammissibile all'indennità.
Il problema concreto: Sofia non sapeva di questo aggiornamento normativo. Aveva già rinunciato a presentare domanda all'INPS, convinta di non avere i requisiti. Solo dopo una consulenza con un avvocato specializzato in diritto del lavoro e spettacolo ha scoperto due cose. Prima: il diritto all'indennità, pari a circa 2.400 euro netti che avrebbe perso definitivamente se non avesse presentato domanda entro i termini. Seconda: il contratto per la produzione RaiPlay conteneva una clausola risolutiva unilaterale non valida secondo la legge italiana — una clausola che avrebbe potuto darle diritto a un'indennità aggiuntiva per interruzione anticipata, stimabile in 850-1.200 euro lordi a seconda del numero di giornate previste nel contratto originale.
Se la situazione di Sofia fosse stata quella di un dipendente regolare: il CCNL dello spettacolo avrebbe previsto un preavviso minimo di 15 giorni e un'indennità di fine rapporto calcolata sui mesi lavorati. Senza quella consulenza preventiva, Sofia avrebbe incassato zero e perso entrambi i diritti.
Le tutele previste dalla legge: tre livelli da conoscere nel 2026
Per i lavoratori dello spettacolo che operano nell'orbita delle produzioni RAI, la normativa prevede tre livelli di protezione distinti. Conoscerli può fare la differenza tra recuperare migliaia di euro o perderli per sempre.
Livello 1 — Il contratto va letto prima di firmare. Le scritture teatrali e i contratti a progetto possono contenere clausole penalizzanti: rinuncia a compensi in caso di cancellazione, cessione integrale dei diritti d'immagine per utilizzi futuri, divieto di lavorare per produttori concorrenti per 12-24 mesi. Alcune di queste clausole sono nulle per legge, ma solo chi lo sa può difendersi. Un avvocato del lavoro può verificare la liceità di ogni clausola prima della firma.
Livello 2 — I contributi devono essere versati correttamente. I lavoratori dello spettacolo versano i contributi tramite l'ENPALS, ora confluito nell'INPS. È frequente che i datori di lavoro versino le giornate in modo errato o parziale, specialmente nei contratti a chiamata e nelle produzioni brevi. Un avvocato può richiedere la verifica della posizione previdenziale e, se necessario, avviare un'azione di recupero contributi con interessi legali.
Livello 3 — L'indennità di discontinuità non è automatica. Va richiesta entro scadenze precise, con documentazione adeguata. L'INPS non la eroga d'ufficio: chi non presenta domanda nei termini perde il diritto, indipendentemente da quante giornate ha lavorato. Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, i lavoratori dello spettacolo rientrano in una categoria speciale con normativa dedicata, separata dal normale diritto del lavoro subordinato — una distinzione che molti professionisti sottovalutano.
Cosa fare adesso: tre azioni concrete entro ottobre 2026
La stagione autunnale RAI porta con sé decine di nuovi contratti e rinnovi. Se sei un professionista dello spettacolo coinvolto in produzioni televisive, ci sono tre azioni da mettere in agenda prima che la stagione entri nel vivo.
Prima di firmare qualsiasi contratto: fai verificare le clausole da un avvocato specializzato in diritto del lavoro dello spettacolo. I contratti tipo RAI e produzione televisiva hanno specificità tecniche — specialmente in materia di diritti connessi e utilizzo dei contenuti su piattaforme streaming — che richiedono competenze precise. Un'ora di consulenza preventiva può evitare anni di contenzioso.
Se hai già firmato e hai dubbi: richiedi una copia del tuo fascicolo contributivo INPS/ENPALS tramite il portale MyINPS e verificalo con un professionista. La verifica della posizione previdenziale è un diritto garantito e non comporta costi aggiuntivi. È il primo passo per capire se sei nelle condizioni per richiedere le prestazioni a cui hai diritto.
Se sei in fase di discontinuità (tra un ingaggio e l'altro): verifica subito se hai maturato il diritto all'indennità con i nuovi requisiti 2026 — 15 giornate nell'anno precedente o 30 nei due anni precedenti. Non aspettare la prossima produzione: le domande vanno presentate entro termini precisi dalla fine dell'ultimo rapporto di lavoro, e il tempo scorre anche mentre cerchi il prossimo ingaggio.
Su ExpertZoom trovi avvocati specializzati in diritto del lavoro e spettacolo disponibili per consulenza online, con la possibilità di caricare i tuoi contratti e ricevere un parere in tempi rapidi. In un settore in cui ogni produzione è un universo contrattuale a sé, avere un riferimento legale dedicato fa la differenza tra perdere diritti acquisiti e tutelarli nel momento giusto.
Nota: Questo articolo ha carattere informativo e non sostituisce una consulenza legale professionale. Per situazioni specifiche, rivolgiti a un avvocato abilitato.

Chiara Romano