Probabili formazioni e bonus presenze: i diritti dei calciatori esclusi dalla rosa in Serie A 2026

Trofei MVP della Serie A, simbolo dei premi contrattuali nel calcio professionistico italiano

Photo : ACFlo / Wikimedia

6 min di lettura 2 settembre 2026

Con la terza giornata di Serie A 2026/27 alle porte, milioni di tifosi italiani cercano ogni settimana le "probabili formazioni" per scoprire chi scenderà in campo, chi è in ballottaggio e chi rischia la panchina. Ma dietro ogni scheda tattica si celano implicazioni contrattuali che i calciatori esclusi — e i loro agenti — non possono permettersi di ignorare.

La stagione 2026/27 e la corsa ai bonus presenze

La Serie A Enilive 2026/27 ha aperto i battenti con rinnovata intensità. Le trattative estive hanno portato a contratti sempre più articolati, in cui la componente fissa dello stipendio è affiancata da una parte variabile significativa. Secondo l'analisi sul nuovo contratto collettivo del calcio professionistico italiano, i bonus legati alle presenze possono arrivare a superare la quota fissa dello stipendio per i calciatori nelle fasce d'età tra i 20 e i 27 anni — una generazione che compone buona parte delle rose di Serie A.

Il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro sportivo (CCNL calcio professionistico), siglato tra la Lega Serie A e l'Associazione Italiana Calciatori (AIC) il 31 luglio 2025 e valido fino al termine della stagione 2029/30, ha introdotto nuove tutele in materia di bonus e clausole di rendimento. Per la prima volta, l'accordo prevede meccanismi di garanzia in caso di esclusione sistematica dal gruppo squadra, rafforzando i diritti dei calciatori davanti agli organi arbitrali della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC).

Ogni settimana, quando i quotidiani sportivi pubblicano le probabili formazioni, la pressione economica sui giocatori non titolari si fa più concreta: ogni panchina non retribuita è potenzialmente un bonus perduto, e in alcune situazioni può configurarsi un vero e proprio inadempimento contrattuale da parte del club.

Il meccanismo dei bonus: come funzionano nei contratti Serie A

Un calciatore professionista in Serie A firma un contratto che di solito comprende più livelli di remunerazione:

  • Stipendio fisso mensile: la parte garantita, indipendente dalle presenze
  • Bonus da presenze come titolare: cifre aggiuntive per ogni partita disputata dall'inizio, tipicamente distinte tra 45, 60 e 90 minuti giocati
  • Bonus da presenza come subentrato: importo ridotto (spesso 30-50% del bonus da titolare) per ogni ingresso dalla panchina
  • Bonus da obiettivo stagionale: premi legati alla classifica finale, alla qualificazione in Europa o alla salvezza
  • Bonus individuali: gol, assist, clean sheet per i portieri, rigori parati

Il problema nasce quando un calciatore viene sistematicamente escluso dalle probabili formazioni — non per infortunio documentato, non per squalifica — ma per ragioni tattiche o di gestione di spogliatoio. In questi casi, il giocatore accumula settimane di inattività perdendo progressivamente l'accesso ai bonus presenze, con impatti economici che possono raggiungere centinaia di migliaia di euro nel corso di una stagione.

Secondo il diritto sportivo italiano, la condizione di "fuori rosa" — cioè l'esclusione prolungata dal gruppo che si allena con la prima squadra — è una delle situazioni più delicate da gestire legalmente. L'esclusione senza giustificazione valida può configurare un inadempimento contrattuale da parte del club, aprendo la strada a ricorsi arbitrali.

Caso concreto: il centrocampista con 25 presenze nel contratto

Prendiamo un caso tipico della terza giornata di questa stagione di Serie A. Un centrocampista di 24 anni firma nel luglio 2026 un contratto biennale con un club di media classifica. L'accordo prevede:

  • Stipendio fisso: 500.000 euro lordi a stagione
  • Bonus presenza come titolare: 20.000 euro per ogni partita da titolare, fino a un massimo di 25 partite (potenziale massimo: 500.000 euro)
  • Bonus presenza come subentrato: 8.000 euro per ogni ingresso in campo, fino a 10 partite (potenziale massimo: 80.000 euro)

Se il calciatore disputa 25 partite da titolare e 5 come subentrato, il suo guadagno stagionale raggiunge 1.040.000 euro lordi. Se invece viene sistematicamente escluso dalle probabili formazioni — convocato ma mai impiegato — e disputa solo 8 partite da titolare e 2 come subentrato, il suo guadagno si ferma a 660.000 euro lordi: una differenza di 380.000 euro rispetto al massimo contrattuale.

Ecco il ragionamento giuridico che si applica: SE il club non schiera il calciatore per 10 o più giornate consecutive senza documentare infortuni o squalifiche, E SE il giocatore non rientra nelle probabili formazioni nonostante sia pienamente disponibile fisicamente, ALLORA il suo agente può richiedere al club una motivazione per iscritto. Se la risposta è ritenuta insufficiente o assente, il caso può essere sottoposto al Collegio Arbitrale FIGC, l'organo competente per le controversie tra calciatori e club professionistici, con procedure più rapide rispetto alla giustizia ordinaria civile — spesso 60-90 giorni per un lodo provvisorio.

Le implicazioni legali che i tifosi non vedono nelle probabili formazioni

Navigare tra le clausole di un contratto sportivo professionistico richiede competenze specializzate. Le principali implicazioni legali dell'esclusione sistematica dalle probabili formazioni includono:

1. Panchina vs. "fuori rosa": una distinzione cruciale

Stare in panchina (convocati ma non impiegati) è molto diverso dall'essere esclusi dal gruppo squadra. Nel primo caso, il giocatore è tecnicamente disponibile e la sua posizione contrattuale è più difficile da contestare. Nel secondo, l'esclusione fisica dagli allenamenti con la prima squadra — senza motivazioni disciplinari formali — può essere impugnata.

2. Il diritto a continuare ad allenarsi

Un calciatore escluso ha diritto a continuare ad allenarsi con i compagni. Un'esclusione imposta dal club senza un procedimento disciplinare trasparente viola il principio di buona fede nell'esecuzione del contratto, sancito sia dal Codice Civile italiano (art. 1375) sia dalle norme federali FIGC.

3. I bonus già maturati prima dell'esclusione

Se il giocatore ha già raggiunto soglie di bonus (es. 10 presenze su 25 previste) prima di essere escluso, il club è tenuto a liquidarle nei termini previsti dal contratto. Eventuali ritardi richiedono una formale messa in mora tramite raccomandata o PEC.

4. La risoluzione consensuale come alternativa

In molti casi, la via più efficace è una negoziazione tra le parti: cessione in prestito, risoluzione contrattuale con buonuscita, o trasferimento anticipato a gennaio. Un avvocato esperto in diritto sportivo è essenziale per tutelare il calciatore in queste trattative, spesso intense e condotte in tempi brevissimi.

Secondo le statistiche FIGC, nella stagione 2025/26 sono stati registrati oltre 40 ricorsi arbitrali legati a dispute contrattuali tra calciatori e club di Serie A e Serie B, con un aumento del 22% rispetto alla stagione precedente. La maggior parte riguardava la mancata erogazione di bonus presenze o le condizioni di esclusione dalla rosa.

Serie B e Lega Pro: diritti diversi, tutele inferiori

Mentre i calciatori di Serie A beneficiano del CCNL siglato con la Lega di massima serie, i giocatori di Serie B e Lega Pro operano sotto accordi collettivi distinti, con tutele generalmente meno robuste. I contratti tendono ad avere clausole di bonus meno dettagliate, e i meccanismi arbitrali sono spesso meno accessibili per calciatori con risorse finanziarie limitate.

Questo crea un paradosso: i giocatori che più avrebbero bisogno di tutela legale — quelli nelle serie minori, con contratti inferiori — sono spesso quelli meno attrezzati per difendersi. L'assistenza di un avvocato specializzato diventa, in questi contesti, ancora più preziosa.

Cosa fare se sei escluso dalle probabili formazioni per settimane

Se un giocatore non compare nelle probabili formazioni per diverse giornate consecutive senza spiegazioni, i passi raccomandati dagli esperti in diritto sportivo sono chiari:

  1. Richiedere chiarimenti formali al club — per iscritto, tramite raccomandata o PEC, entro 15 giorni dall'esclusione prolungata
  2. Raccogliere documentazione medica aggiornata — per attestare la piena idoneità fisica e smontare giustificazioni basate su presunte condizioni fisiche
  3. Consultare immediatamente un avvocato specializzato in diritto sportivo — prima di qualsiasi dichiarazione pubblica o azione formale
  4. Rivolgersi al Collegio Arbitrale FIGC — l'organo preposto, con tempi processuali compresi tra 60 e 120 giorni per un primo pronunciamento
  5. Valutare le alternative negoziali — prestito, cessione, risoluzione consensuale — sempre con assistenza legale qualificata

La prossima volta che cercate le probabili formazioni per la vostra squadra del cuore, ricordate che dietro ogni nome escluso dalla lista c'è spesso una trattativa in corso, un bonus a rischio, e quasi sempre un avvocato al lavoro.

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Avviso legale: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza legale. Per situazioni contrattuali specifiche, è indispensabile rivolgersi a un avvocato qualificato in diritto sportivo.

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