Piano Transizione 5.0: piattaforma GSE aperta dal 12 giugno — credito d'imposta per le imprese

Imprenditore italiano accede alla piattaforma GSE per il Piano Transizione 5.0 dal suo ufficio a Milano
4 min di lettura 12 giugno 2026

Dal 12 giugno 2026 alle ore 12.00, le imprese italiane possono presentare le comunicazioni preventive sulla piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per accedere al credito d'imposta previsto dal Piano Transizione 5.0. Il governo ha stanziato risorse limitate e l'accesso segue l'ordine cronologico di presentazione. Chi non si muove subito rischia di restare escluso dai fondi.

Cos'è il Piano Transizione 5.0

Il Piano Transizione 5.0 è il programma governativo che incentiva gli investimenti aziendali in beni strumentali tecnologicamente avanzati e in sistemi di autoproduzione di energia rinnovabile. L'obiettivo è accelerare la transizione digitale ed energetica delle PMI italiane, in linea con il PNRR.

Come indicato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il credito d'imposta è riconosciuto a tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico e dalla dimensione aziendale. Anche le stabili organizzazioni di soggetti non residenti possono beneficiarne.

Come accedere alla piattaforma GSE dal 12 giugno 2026

Per inviare la comunicazione preventiva, le imprese devono accedere all'Area Clienti del portale GSE utilizzando obbligatoriamente le credenziali SPID. Una volta autenticati, il percorso è: Servizi > Transizione 4.0 e Nuovo Piano Transizione 5.0, poi accedere alla piattaforma NPTR5.

È fondamentale avere già pronta tutta la documentazione richiesta prima di iniziare la compilazione. Il sistema non consente il salvataggio parziale in tutte le fasi: è necessario completare la procedura in un'unica sessione.

Quali investimenti sono agevolati

Il Piano Transizione 5.0 copre una gamma ampia di investimenti produttivi. Rientrano nelle categorie ammissibili:

  • Beni strumentali materiali e immateriali inclusi negli allegati A e B della Legge n. 232/2016 (robot industriali, software, sistemi di intelligenza artificiale)
  • Sistemi di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinati all'autoconsumo aziendale
  • Beni strumentali che consentono un risparmio energetico certificato di almeno il 3% rispetto al processo produttivo preesistente

Il risparmio energetico è il requisito tecnico chiave: senza una certificazione che dimostri il raggiungimento della soglia minima, l'investimento non è ammissibile all'agevolazione.

Le aliquote del credito d'imposta

Le aliquote variano in base all'entità dell'investimento e al risparmio energetico certificato. Per la fascia fino a 2,5 milioni di euro con risparmio energetico del 3-6%, l'aliquota è del 35%. Per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro, scende al 15%. Per gli importi oltre 10 milioni di euro, si applica il 5%.

Le aliquote aumentano in modo significativo se il risparmio energetico supera il 6% o il 10%. Per le imprese con stabilimenti produttivi nelle regioni meridionali sono previsti ulteriori incrementi, in linea con il regime di aiuti di Stato approvato dalla Commissione Europea.

Perché serve un esperto informatico

Molte aziende sottovalutano la complessità tecnica della procedura. Accedere alla piattaforma GSE tramite SPID è solo il primo ostacolo: la verifica della conformità degli investimenti, la preparazione della perizia asseverata e l'integrazione dei nuovi sistemi con l'infrastruttura IT esistente richiedono competenze specifiche.

Un consulente informatico esperto può guidare l'impresa in tre aree critiche. Prima, valuta quali investimenti tecnologici sono ammissibili: non tutti i software o i macchinari rientrano nelle categorie agevolabili e un errore in questa fase porta al rigetto della domanda. Seconda, prepara la documentazione digitale richiesta dal portale GSE, inclusi i file tecnici in formato conforme. Terza, certifica il risparmio energetico tramite sistemi di monitoraggio e misurazione appropriati.

Trovare un esperto qualificato che conosca la normativa del Piano Transizione 5.0 può fare la differenza tra un'agevolazione ottenuta e una domanda respinta. Analogamente ad altri fondi europei per le imprese green nel 2026, la complessità procedurale rende indispensabile un supporto professionale.

La perizia tecnica asseverata: il documento chiave

La perizia tecnica asseverata è il documento che certifica la conformità dei beni acquistati ai requisiti tecnici del Piano Transizione 5.0. Deve essere redatta da un ingegnere iscritto all'albo, un perito industriale o un dottore agronomo, a seconda della tipologia di investimento.

Attenzione: la perizia non è un documento fiscale bensì tecnico. Non è di competenza del commercialista. Commettere l'errore di affidarsi solo al professionista fiscale può causare il diniego dell'agevolazione in fase di controllo.

La perizia deve indicare con precisione: il codice del bene strumentale acquistato, la descrizione tecnica delle caratteristiche innovative, il calcolo del risparmio energetico conseguito e la dichiarazione di conformità alle norme tecniche applicabili.

I controlli successivi: cosa conservare

Il credito d'imposta del Piano Transizione 5.0 è soggetto a verifiche da parte dell'Agenzia delle Entrate e del GSE anche dopo l'ottenimento. Le aziende devono conservare per almeno 10 anni:

  • Le fatture dei fornitori dei beni strumentali
  • La perizia tecnica asseverata o l'attestazione di conformità
  • I dati di monitoraggio del risparmio energetico
  • La documentazione relativa all'interconnessione dei beni al sistema gestionale aziendale

In caso di controllo, la mancanza di uno solo di questi documenti può comportare la revoca del credito e l'obbligo di restituzione con sanzioni.

Cosa fare adesso: i passi pratici

Il tempo conta. Le risorse sono limitate e vengono assegnate in base all'ordine di presentazione. Prima di accedere alla piattaforma GSE è necessario: verificare che l'investimento pianificato rientri nelle categorie agevolabili; incaricare un tecnico abilitato per la perizia asseverata; attivare o verificare le credenziali SPID aziendali; raccogliere i preventivi dei fornitori con specifiche tecniche dettagliate.

Le PMI che si avvalgono di un supporto professionale specializzato ottengono tassi di ammissione significativamente più elevati. Un consulente informatico aggiornato sulle circolari ministeriali del 12 giugno 2026 può fare la differenza.


Avviso: questo articolo ha scopo informativo generale. Per una valutazione personalizzata del Piano Transizione 5.0 applicata alla tua impresa, consulta un esperto qualificato.

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