Donna italiana pensierosa seduta in un caffè milanese, riflette sulle relazioni amorose guardando il telefono

One Day su Netflix: perché ci innamoriamo di relazioni impossibili e cosa dice la psicologia

Anna Anna ContiPsicologia Clinica
4 min di lettura 28 marzo 2026

One Day, la serie Netflix ambientata tra Londra e l'Europa, è tornata in cima alle classifiche italiane di streaming nel marzo 2026, riportando milioni di spettatori a chiedersi la stessa domanda: perché ci leghiamo così profondamente a storie d'amore impossibili? La risposta, secondo gli psicologi, dice molto più su di noi di quanto pensiamo.

Il fascino dei legami "quasi": cosa succede nel nostro cervello

One Day racconta la storia di Emma e Dexter, due persone che si incontrano ogni anno lo stesso giorno ma non riescono mai a stare insieme nel momento giusto. Lo spettatore segue decenni di "quasi": quasi si dicono quello che provano, quasi scelgono l'uno l'altro, quasi ci riescono.

Questo schema narrativo non è casuale. Gli psicologi clinici lo definiscono attaccamento ansioso — uno stile relazionale in cui il desiderio è amplificato dall'incertezza. Quando non sappiamo se otterremo ciò che vogliamo, il cervello rilascia dopamina in modo intermittente, lo stesso meccanismo che rende il gioco d'azzardo così coinvolgente. La ricompensa discontinua crea dipendenza emotiva.

Secondo il professor Luigi Bernardi dell'Università degli Studi di Milano, "le relazioni caratterizzate da alti e bassi continui attivano i circuiti cerebrali della ricompensa in modo molto più potente di quelle stabili. Il problema è che questa intensità viene spesso confusa con profondità sentimentale."

Le relazioni impossibili nella vita reale: quando il cinema diventa specchio

Molti spettatori vedono nelle storie come One Day un riflesso delle proprie esperienze. La ricerca dell'Istituto di Psicologia Applicata di Roma, pubblicata nel 2025, mostra che il 38% degli adulti italiani tra i 25 e i 45 anni ha vissuto o sta vivendo una relazione sentimentale caratterizzata da ambiguità prolungata — ovvero rapporti in cui né l'uno né l'altro partner definisce chiaramente l'impegno.

Queste relazioni "a metà" hanno effetti documentati sul benessere psicologico:

  • Aumentano l'ansia: la continua incertezza su come l'altro si senta mantiene il sistema nervoso in uno stato di allerta cronico
  • Abbassano l'autostima: la ripetuta sensazione di "non essere abbastanza scelti" erode la fiducia in sé stessi nel tempo
  • Creano distorsioni cognitive: lo spettatore — come il personaggio — inizia a interpretare ogni piccolo segnale come una conferma del legame, anche in assenza di reali prove

La psicologa clinica Dott.ssa Francesca Longo di Torino spiega: "Il problema non è innamorarsi di qualcuno di difficile. Il problema è quando quella difficoltà diventa l'unico modo in cui la persona riesce a sperimentare emozioni intense."

Stile di attaccamento: la chiave per capire perché scegliamo così

La teoria dell'attaccamento — sviluppata da John Bowlby negli anni '60 e aggiornata da decenni di ricerca successiva — distingue quattro stili principali con cui gli adulti si relazionano romanticamente:

Sicuro: comfort con l'intimità e l'indipendenza, capacità di fidarsi senza eccessiva paura dell'abbandono.

Ansioso-preoccupato: bisogno intenso di vicinanza e conferma, timore costante di essere rifiutati o abbandonati. Chi ha questo stile tende ad amplificare i segnali positivi e a interpretare ogni distanza come minaccia.

Evitante-distaccato: disagio con l'intimità, tendenza a reprimere i bisogni emotivi, preferenza per l'indipendenza anche a costo di solitudine.

Disorganizzato: combinazione di desiderio di vicinanza e paura di essa, spesso derivante da esperienze traumatiche nell'infanzia.

Emma e Dexter in One Day incarnano rispettivamente uno stile ansioso e uno evitante — la combinazione più comune nelle relazioni difficili e più studiata in letteratura psicologica. L'attrazione è reale, ma i meccanismi di difesa rendono impossibile la stabilità senza un percorso di consapevolezza.

Quando la serie diventa un momento di riflessione personale

Il successo di storie come One Day non è solo intrattenimento. Secondo la Dott.ssa Marina Greco, psicologa e autrice del saggio Amare è una scelta (Feltrinelli, 2025), "serie e film con dinamiche relazionali complesse aprono finestre di riflessione che molte persone non si concedono nella vita quotidiana. Quando un personaggio fa qualcosa che riconosciamo, sentiamo di non essere soli — ed è un primo passo."

Questo riconoscimento può essere un punto di partenza. Alcune domande che i professionisti suggeriscono di porsi dopo aver visto One Day:

  • Riconosco questo schema nelle mie relazioni passate o presenti?
  • Mi sento più vivo/a quando la relazione è incerta che quando è stabile?
  • Ho mai scelto qualcuno che sapevo già, in fondo, non essere disponibile?
  • Il mio desiderio aumenta quando l'altra persona si allontana?

Se la risposta a queste domande è sì, non è un giudizio — è un'informazione preziosa.

Il ruolo dello psicologo: quando chiedere aiuto

Un percorso psicologico non serve solo in situazioni di crisi. Molte persone iniziano una consulenza proprio partendo da una "rivelazione narrativa" — un film, una serie, un libro che ha fatto riaffiorare qualcosa.

Lo psicologo può aiutare a:

  • Identificare il proprio stile di attaccamento e le sue origini
  • Riconoscere i pattern relazionali che si ripetono
  • Sviluppare strategie concrete per costruire legami più equilibrati
  • Elaborare dolori relazionali del passato che influenzano il presente

Il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi ricorda che la psicoterapia è un percorso accessibile — esistono professionisti con tariffe su scala mobile, e in molti casi il Servizio Sanitario Nazionale offre accesso gratuito o a basso costo.

Conclusione: *One Day* come occasione

Guardare One Day con gli occhi della psicologia trasforma una storia romantica in uno specchio. Il dolore di Emma e Dexter è familiare perché molti di noi hanno vissuto — o stanno vivendo — qualcosa di simile. La differenza tra uno spettatore passivo e uno che usa questa storia come occasione di crescita sta in una sola domanda: questo schema lo riconosco nella mia vita, e voglio cambiarlo?

Se la risposta è sì, un professionista può aiutarvi a trovare la strada — non verso una storia perfetta, ma verso legami in cui non sia necessario aspettare per anni lo stesso giorno.

Nota: Questo articolo ha scopo informativo generale. Per qualsiasi difficoltà psicologica specifica, si consiglia di rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta qualificato.

I nostri esperti

Vantaggi

Risposte rapide e precise per tutte le tue domande e richieste di assistenza in più di 200 categorie.

Migliaia di utenti hanno ottenuto una soddisfazione di 4,9 su 5 per i consigli e le raccomandazioni fornite dai nostri assistenti.