Il 3 ottobre 2026, Noemi Bocchi è entrata per la prima volta in uno studio televisivo non come ospite silenziosa, ma come protagonista: concorrente della nuova edizione di Ballando con le Stelle su Rai 1. "Tutti hanno parlato di me tranne me", ha dichiarato alla conduttrice Milly Carlucci, rompendo anni di riserbo. Una scelta personale, certamente. Ma anche una scelta professionale e contrattuale che porta con sé una serie di implicazioni legali che pochi VIP — soprattutto quelli senza esperienza televisiva — comprendono appieno prima di apporre la firma.
Noemi Bocchi a Ballando 2026: il contesto
Noemi Bocchi, flower designer e compagna del campione Francesco Totti, era già una delle figure più discusse della cronaca rosa italiana ancor prima di pronunciare una sola parola in televisione. La sua storia con Totti, emersa durante il processo di separazione dall'ex moglie Ilary Blasi, l'aveva trasformata in un personaggio mediatico suo malgrado. Ora, con la partecipazione a Ballando con le Stelle — format in onda dal 2005 che raccoglie ogni anno tra 8 e 12 milioni di spettatori — la situazione cambia radicalmente sul piano legale e contrattuale.
L'ex giurato del programma Fabio Canino, intervistato a La Vita in Diretta pochi giorni dopo la première, ha sollevato la questione più ovvia: "Che lavoro fa? È la sua prima esperienza televisiva?" Una domanda che, al di là del gossip, tocca un nervo giuridico preciso: quando un personaggio pubblico non professionista dell'entertainment firma un contratto con una grande produzione televisiva, cosa sta sottoscrivendo esattamente?
I tre pilastri del contratto RAI per i concorrenti VIP
I contratti di partecipazione a format televisivi di produzione RAI — o realizzati da società esterne su licenza RAI — si strutturano tipicamente su tre aree che, se non negoziate correttamente, possono avere conseguenze significative per anni.
Diritti d'immagine e cessione del ritratto. Secondo gli articoli 96-98 della Legge sul diritto d'autore (Legge 633/1941), il ritratto di una persona non può essere esposto né diffuso senza il suo consenso. Ma il contratto di partecipazione a un format televisivo include quasi sempre una clausola di cessione del diritto all'immagine per tutte le riprese effettuate durante il programma. La domanda cruciale è: per quanto tempo? Per quali utilizzi? In quali paesi? Una cessione "illimitata per qualsiasi uso commerciale" può significare che la produzione utilizzi le immagini del concorrente in spot pubblicitari, merchandise o repliche internazionali del format anche dieci anni dopo la fine dello show.
Esclusività e limitazioni all'attività professionale. I contratti televisivi includono frequentemente clausole di esclusività che impediscono al concorrente di apparire in altri programmi televisivi, di siglare accordi pubblicitari autonomi o di rilasciare interviste non autorizzate durante la messa in onda — che per Ballando si estende da ottobre a dicembre. Per un imprenditore, un libero professionista o chiunque costruisca il proprio brand personale, questa limitazione ha un costo economico diretto e misurabile.
Compenso garantito versus partecipazione al montepremi. Diversamente da quanto molti immaginano, non tutti i concorrenti di format televisivi ricevono un compenso fisso. In molti casi il contratto prevede un rimborso spese — dall'affitto del guardaroba alle spese di trasporto — senza una vera fee garantita. La remunerazione effettiva dipende dalla durata della permanenza nel programma e, in alcuni format, dalla performance nella competizione stessa.
Il valore economico della visibilità televisiva
Partecipare a Ballando con le Stelle garantisce una visibilità difficilmente replicabile. Secondo i dati Auditel 2025, il programma ha registrato una media di 3,8 milioni di spettatori a puntata, con picchi del 22% di share nelle serate finali. Per un profilo come quello di Noemi Bocchi — già conosciuto dal grande pubblico ma mai protagonista attiva di contenuti mediatici — la partecipazione può tradursi in contratti pubblicitari, collaborazioni con brand e un aumento esponenziale del seguito sui social media.
Ma questa visibilità ha anche un rovescio della medaglia. Ogni comportamento durante il programma è registrato, editato e trasmesso a milioni di spettatori. Le dichiarazioni rese in studio — comprese quelle su argomenti personali come la separazione di Totti da Ilary Blasi, come avvenuto nella prima puntata — possono avere implicazioni in cause civili ancora aperte. Un avvocato che esamini il contratto prima della firma dovrebbe sempre valutare se le clausole di "piena collaborazione con la produzione" possano esporre il concorrente a rischi in procedimenti legali paralleli.
Per chi si trova a gestire un patrimonio rilevante legato al mondo dello spettacolo, la gestione dei diritti d'immagine diventa parte integrante della pianificazione complessiva. Sullo stesso tema dell'ottimizzazione patrimoniale nel settore entertainment, è utile approfondire come i Måneskin hanno gestito il proprio patrimonio durante la reunion del 2026: un caso emblematico di come figure dello spettacolo affrontino la pianificazione finanziaria in momenti di forte esposizione mediatica.
Il caso di Chiara: quando si firma senza leggere
Prendiamo il caso di Chiara, 34 anni, influencer lifestyle di Milano con 180.000 follower su Instagram. Nel 2025, riceve un'offerta per partecipare come concorrente non professionista a un format di danza prodotto da una casa di produzione indipendente per una piattaforma streaming nazionale. Il contratto prevede tre elementi: cessione dei diritti d'immagine "a tempo indeterminato per qualsiasi utilizzo commerciale"; esclusività televisiva e sui social media per 8 mesi dall'inizio delle riprese; rimborso spese di €2.000 al mese senza fee garantita.
Chiara firma senza consultare un avvocato. Dopo tre settimane, viene eliminata. Ma l'esclusività di 8 mesi rimane in vigore: non può apparire in nessun altro programma né lanciare campagne paid con brand per tutti quei mesi. Per un'influencer con un giro d'affari medio di €4.500 mensili da collaborazioni sponsorizzate, questo si traduce in una perdita stimata tra €27.000 e €36.000 in mancati ricavi — a fronte di zero fee garantita dal contratto e zero possibilità di recupero.
Se invece Chiara avesse fatto revisionare il contratto da un avvocato specializzato in diritto dei media prima della firma — con un costo tra €800 e €1.500 per una revisione contrattuale completa — avrebbe potuto negoziare: la cessione dei diritti d'immagine limitata a 24 mesi e a utilizzi strettamente correlati al programma; il periodo di esclusività ridotto da 8 a 3 mesi; una clausola di decadenza dell'esclusività social in caso di eliminazione prima della quinta puntata. Il principio è semplice: se [condizione contrattuale non negoziata] non viene modificata prima della firma, allora [perdita economica] diventa inevitabile anche in caso di uscita anticipata.
Questo schema non riguarda solo le influencer. Chiunque riceva un'offerta televisiva — dal cuoco appassionato al personal trainer, dall'artigiano al flower designer come Noemi Bocchi — si trova nella stessa identica posizione contrattuale.
Quattro domande da fare a un avvocato prima di firmare
Se stai valutando di partecipare a un format televisivo o di sottoscrivere un contratto che preveda una cessione dei tuoi diritti d'immagine, queste sono le domande minime da porre a un avvocato specializzato in diritto dei media:
Quale estensione territoriale ha la cessione dei diritti d'immagine? Un programma distribuito anche all'estero o su piattaforme internazionali moltiplica esponenzialmente il valore economico di questa cessione. Un contratto che preveda distribuzione in 10 paesi vale ben più di uno limitato all'Italia.
Quanto dura l'esclusività dopo l'eventuale eliminazione? La durata dell'esclusività post-eliminazione è spesso la clausola più penalizzante nei contratti di format competitivi. Negoziare una riduzione da 8 a 3 mesi può valere decine di migliaia di euro per chi lavora nel settore della comunicazione o dell'entertainment.
Esiste un compenso garantito indipendentemente dalla performance? La distinzione tra "rimborso spese" e "compenso contrattuale" ha implicazioni fiscali e previdenziali dirette. Un avvocato può aiutarti a strutturare la remunerazione in modo da ottimizzare il trattamento fiscale.
Ci sono clausole di "piena collaborazione" che ti obbligano a rispondere a domande su procedimenti legali in corso? Queste clausole, apparentemente innocue, possono creare conflitti con obblighi di riservatezza in cause civili o penali ancora aperte.
La Legge 633/1941 sul diritto d'autore, all'articolo 96, stabilisce che il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il suo consenso: ma quel consenso, una volta ceduto contrattualmente in modo ampio, è estremamente difficile da revocare. Il testo completo del quadro normativo è consultabile sul portale ufficiale Normattiva.
Prima di firmare qualsiasi contratto televisivo, una consulenza con un avvocato specializzato in diritto dei media su Expert Zoom può fare la differenza tra una partecipazione che vale davvero — economicamente e legalmente — e una firma di cui pentirsi per anni.
Nota: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo informativo generale e non costituiscono consulenza legale. Per valutare le clausole del tuo contratto specifico, rivolgiti a un avvocato iscritto all'albo.

Sofia Gallo