Nancy Brilli ha raccontato oggi a Storie al bivio di sera (Rai 2) la diagnosi di tumore all'ovaio che ha sconvolto la sua vita a trent'anni: otto interventi chirurgici, la perdita di un ovaio e di una tuba, e la forza di diventare la voce ufficiale della campagna del Ministero della Salute "Uno screening può salvarti la vita". La sua storia riporta al centro del dibattito un tema che riguarda milioni di italiane: i diritti allo screening oncologico gratuito garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale.
Cosa ha raccontato Nancy Brilli
L'attrice romana, 61 anni, ha rivelato per la prima volta in televisione i dettagli della sua battaglia contro il tumore ovarico. La malattia era arrivata dopo anni di endometriosi non trattata, una patologia che colpisce circa il 10% delle donne in età fertile in Italia — oltre 3 milioni di persone — e che troppo spesso viene diagnosticata con ritardi di 7-10 anni rispetto all'insorgenza dei sintomi.
Brilli ha raccontato di aver affrontato il percorso di cura quasi in solitudine, confidando che Ivano Fossati, definito "la grande passione della mia vita", non entrò mai in clinica a trovarla durante la degenza. Nonostante tutto, è diventata madre di Francesco e, dal 2026, è testimonial ufficiale della campagna ministeriale presentata a Casa Sanremo: un padel match interrotto per rispondere all'invito del SSN a fare lo screening.
Screening oncologici gratuiti: cosa prevede la legge italiana
Il Piano Nazionale della Prevenzione e i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) garantiscono a tutte le donne residenti in Italia — indipendentemente dalla regione — l'accesso gratuito a tre programmi di screening:
- Pap test e HPV test (tumore della cervice uterina): donne tra 25 e 64 anni, invito ogni tre o cinque anni secondo protocollo regionale
- Mammografia (tumore della mammella): donne tra 50 e 69 anni, invito ogni due anni
- Ricerca del sangue occulto nelle feci (tumore del colon-retto): donne e uomini tra 50 e 69 anni, ogni due anni
Il tumore ovarico, purtroppo, non dispone ancora di un programma di screening di massa validato scientificamente: l'ecografia transvaginale e il marcatore CA-125 non hanno dimostrato di ridurre la mortalità nei trial randomizzati su popolazioni asintomatiche. La diagnosi precoce dipende quindi dalla sensibilità dei medici di base e dalla conoscenza dei sintomi da parte delle pazienti.
I sintomi da non sottovalutare: quando consultare uno specialista
Il tumore dell'ovaio è spesso definito il "killer silenzioso" proprio perché i sintomi nelle fasi iniziali sono vaghi e facilmente confondibili con disturbi intestinali o ginecologici comuni. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, i segnali che richiedono una valutazione medica includono:
- Gonfiore addominale persistente o sensazione di pienezza precoce durante i pasti
- Dolore pelvico o addominale ricorrente senza causa apparente
- Necessità frequente di urinare
- Stanchezza insolita e non spiegata da altre cause
La storia di Nancy Brilli insegna che una diagnosi di endometriosi non deve essere accettata passivamente: un medico competente può e deve valutare la progressione della malattia e il rischio di sviluppi oncologici. Un ginecologo esperto può fare la differenza tra una diagnosi in stadio I, con sopravvivenza a cinque anni superiore al 90%, e una in stadio III-IV, dove la percentuale scende sotto il 30%.
Endometriosi e rischio oncologico: cosa dice la scienza nel 2026
La correlazione tra endometriosi e tumore ovarico è oggetto di ricerca attiva. Studi recenti pubblicati su The Lancet hanno confermato che le donne con endometriosi hanno un rischio 1,4-1,8 volte superiore rispetto alla popolazione generale di sviluppare carcinoma ovarico di tipo endometrioide e a cellule chiare.
Nel marzo 2026, il Ministero della Salute ha aggiornato le linee guida sui percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) per l'endometriosi, raccomandando un follow-up ginecologico semestrale con ecografia transvaginale per le pazienti con forme severe (III-IV stadio secondo la classificazione ASRM). Questo dato non è noto a molte pazienti, che spesso vengono perse al follow-up dopo la prima diagnosi.
Secondo i dati dell'Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (O.N.Da), il 58% delle donne italiane con endometriosi ha aspettato oltre cinque anni per ottenere una diagnosi corretta. L'Italia si sta muovendo nella direzione giusta con la Legge 169/2022 che ha riconosciuto l'endometriosi come malattia cronica invalidante, aprendo la strada al riconoscimento dell'esenzione dal ticket sanitario (codice 043) — ma l'applicazione varia ancora significativamente tra le regioni.
I diritti delle donne con diagnosi oncologica
Chi riceve una diagnosi di tumore ha diritti precisi che spesso non vengono adeguatamente comunicati:
- Diritto al secondo parere: il SSN garantisce il diritto di richiedere una seconda opinione specialistica in centri di alta specializzazione (IRCCS e ospedali di riferimento) senza perdere la presa in carico
- Esenzione ticket: il codice di esenzione 048 copre le prestazioni oncologiche diagnostiche e terapeutiche
- Congedo per malattia oncologica: la Legge di Bilancio 2025 ha esteso le tutele per i lavoratori con patologie oncologiche, includendo la possibilità di trasformare il contratto a tempo pieno in part-time reversibile durante le terapie
- Invalidità civile: per le forme invalidanti, è possibile richiedere il riconoscimento dell'invalidità civile con percentuali variabili in base all'impatto funzionale della malattia
Per orientarsi in questo percorso — spesso intricato — l'aiuto di un medico specialista non basta: serve anche chi possa guidare la paziente attraverso le procedure amministrative, i ricorsi in caso di diniego di esenzione, e le implicazioni lavorative e previdenziali di una diagnosi così impattante. Come ha dimostrato anche il percorso di Paola Perego, che a 60 anni ha affrontato menopausa e attacchi di panico, il supporto medico specializzato è fondamentale nelle fasi critiche della vita di una donna.
Come rispondere all'invito dello screening
Se hai ricevuto la lettera di invito per la mammografia, il Pap test o il test per il colon-retto e non hai ancora prenotato, farlo è semplice: puoi rivolgerti al Cup della tua ASL, chiamare il numero gratuito indicato nella lettera o prenotare online attraverso il portale della tua regione. Lo screening è gratuito, non richiede prescrizione medica e non occupa la tua quota di visita specialistica.
L'esempio di Nancy Brilli — che ha scelto di rendere pubblica la propria storia proprio per incoraggiare le altre donne — è un promemoria potente: i tumori diagnosticati precocemente si curano meglio e con meno effetti collaterali. Come ricorda anche la ricerca sui controlli medici preventivi negli adulti, non aspettare che i sintomi diventino urgenti. Consulta le linee guida ufficiali del Ministero della Salute sugli screening oncologici.
Se hai ricevuto una diagnosi di endometriosi, sei in follow-up oncologico o hai bisogno di orientarti tra esenzioni, invalidità e diritti del paziente, una consulenza con un medico specialista su Expert Zoom può aiutarti a costruire un piano personalizzato — ginecologi e oncologi sono disponibili a rispondere alle tue domande in modo chiaro e accessibile.
Nota: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere medico professionale. In caso di sintomi o dubbi sulla propria salute, è fondamentale consultare un medico.

Anna Conti