Nadia Farès in coma dopo un malore in piscina: quando lo sport diventa rischio per il cuore

Bagnino che soccorre una nuotatrice in difficoltà al bordo di una piscina interna, con defibrillatore AED visibile

Crediti fotografici

4 min di lettura 18 aprile 2026

L'attrice franco-marocchina Nadia Farès, 57 anni, è stata trovata priva di sensi sul fondo di una piscina in un club sportivo di lusso a Parigi l'11 aprile 2026 ed è stata ricoverata in coma farmacologico all'ospedale Pitié-Salpêtrière. La notizia ha fatto il giro d'Europa, accendendo i riflettori su un tema cruciale: i rischi cardiovascolari durante l'attività fisica in acqua.

Cosa è successo a Nadia Farès

L'attrice, nota per ruoli nel cinema europeo e in produzioni televisive internazionali, è rimasta sommersa per un tempo stimato tra i 3 e i 4 minuti prima di essere recuperata dal personale del club. Secondo le prime ricostruzioni riportate da Sky TG24 e Il Messaggero, l'ipotesi diagnostica prevalente è un malore cardiaco improvviso, compatibile con la storia medica dell'attrice: in passato aveva già subito la rottura di un aneurisma arterioso e diversi interventi cardiochirurgici.

L'episodio ha riacceso un dibattito urgente tra cardiologi e medici dello sport: quanto sono sicure le piscine per chi ha precedenti cardiovascolari?

Annegamento da cause cardiache: più comune di quanto si pensi

Non tutti i casi di perdita di conoscenza in acqua sono dovuti all'annegamento tradizionale. Una percentuale significativa è causata da eventi cardiaci improvvisi che sopraggiungono durante il nuoto o l'immersione. Studi epidemiologici europei stimano che circa il 10-15% dei decessi in piscina in adulti sopra i 50 anni abbia una causa cardiaca primaria, non l'acqua ingerita.

I fattori scatenanti più frequenti includono:

  • Sbalzo termico brusco: l'immersione rapida in acqua fredda può indurre una risposta vagale (il cosiddetto "shock da immersione") che rallenta il battito cardiaco fino all'arresto in soggetti predisposti
  • Sforzo in apnea prolungata: il nuoto subacqueo o le apnee statiche aumentano il rischio di sincope ipossica — la perdita di coscienza per mancanza di ossigeno
  • Aritmie da sforzo: soggetti con cardiopatie pregresse, valvulopatie o aneurismi riparati possono sviluppare aritmie ventricolari durante l'esercizio fisico intenso
  • Ipertensione non controllata: lo sforzo fisico in acqua calda o fredda può causare picchi pressori pericolosi

Chi è a rischio e cosa fare prima di nuotare

Le linee guida del Ministero della Salute italiano raccomandano una valutazione cardiologica prima di iniziare o intensificare attività sportiva in acqua per chiunque abbia più di 45 anni o presenti uno dei seguenti fattori di rischio: storia di infarto, aritmie diagnosticate, familiarità con morti cardiache improvvise, ipertensione non trattata, diabete tipo 2, o precedenti interventi cardiochirurgici.

Questa raccomandazione vale anche per chi pratica nuoto amatoriale in modo irregolare. Il "weekend warrior" — chi fa attività fisica intensa solo nel fine settimana — è statisticamente più esposto agli eventi cardiaci rispetto a chi pratica sport con costanza moderata.

I segnali da non ignorare prima di entrare in acqua

Molti eventi cardiaci durante il nuoto sono preceduti da sintomi che vengono sottovalutati o attribuiti alla stanchezza:

  • Palpitazioni o sensazione di cuore "che salta dei colpi" nelle ore precedenti l'attività
  • Dolore o senso di oppressione al petto, anche lieve
  • Difficoltà respiratoria sproporzionata allo sforzo
  • Vertigini o sensazione di pre-sincope durante la doccia calda prima di entrare in vasca
  • Stanchezza insolita nelle 24 ore precedenti

Se compaiono questi segnali, la risposta corretta è non entrare in acqua e contattare il medico o un cardiologo. Non "sentirsi in colpa" per aver saltato l'allenamento.

Sicurezza in piscina: le responsabilità della struttura

Il caso di Nadia Farès solleva anche una questione di sicurezza strutturale. In Italia, le piscine pubbliche e i centri sportivi sono soggetti alle norme del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 26 maggio 1999 che regolamenta le caratteristiche igienico-sanitarie degli impianti natatori, e alle linee guida regionali che definiscono i requisiti minimi di sorveglianza.

Tra gli standard previsti: rapporto minimo bagnini/utenti nelle vasche, prescrizioni sul numero massimo di bagnanti contemporanei, disponibilità di defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) e personale formato al BLSD (Basic Life Support and Defibrillation).

In caso di sinistro in piscina, la responsabilità legale della struttura si valuta rispetto all'adeguatezza della sorveglianza, alla prontezza dell'intervento di soccorso e alla conformità alle normative vigenti. Per chi ha subito un danno o per i familiari di vittime, consultare un avvocato specializzato in responsabilità civile è il primo passo.

Il caso Farès ci ricorda che nessuno è "troppo sano" o "troppo giovane" per fare prevenzione cardiovascolare. Un check-up cardiologico completo prima di riprendere l'attività sportiva in acqua dovrebbe includere:

  • Elettrocardiogramma a riposo e sotto sforzo
  • Ecocardiogramma se la storia clinica lo richiede
  • Misurazione della pressione arteriosa nelle diverse condizioni

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Il nuoto fa bene, ma non a tutti allo stesso modo

È importante non trarre dal caso Farès una conclusione sbagliata: il nuoto resta una delle attività più raccomandate per adulti e anziani, grazie al basso impatto articolare e all'effetto positivo sulla pressione arteriosa. Il problema non è l'attività in sé, ma praticarla senza una valutazione medica previa quando si hanno fattori di rischio noti.

La prevenzione, in cardiologia, si traduce in una regola semplice: fare sport è un diritto di tutti, ma conoscere il proprio cuore prima di farlo è un dovere verso sé stessi. Un appuntamento con un cardiologo prima di riprendere l'allenamento in piscina potrebbe essere la decisione più importante dell'anno.

Avviso medico-legale: Questo articolo ha finalità informativa e giornalistica. Non sostituisce il parere di un medico o di un cardiologo. In caso di sintomi cardiaci, chiama immediatamente il 118.

Crediti fotografici : Questa immagine è stata generata dall'intelligenza artificiale.

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