Mondiali 2026 e lavoro: il datore può negarti le ferie per seguire le partite?

Pub inglese decorato per i Mondiali FIFA 2026 a Wetherby

Photo : Mtaylor848 / Wikimedia

4 min di lettura 12 giugno 2026

Con i Mondiali FIFA 2026 già partiti l'11 giugno all'Azteca di Città del Messico, milioni di italiani si chiedono se possono prendersi qualche giorno di ferie per seguire le partite. Ma cosa succede se il datore di lavoro dice no?

Il diritto alle ferie: cosa dice la legge italiana

Secondo il D.Lgs. 66/2003, che ha recepito la direttiva europea sull'orario di lavoro, ogni lavoratore dipendente ha diritto a un minimo di quattro settimane di ferie retribuite all'anno. Di queste, almeno due settimane consecutive devono essere godute nell'anno di maturazione. L'art. 2109 del Codice Civile garantisce inoltre il diritto al riposo settimanale e al periodo annuale di ferie come diritto irrinunciabile.

Ma c'è una differenza cruciale: il diritto alle ferie è tutelato dalla legge, ma la scelta del periodo spetta al datore di lavoro, che deve bilanciare le esigenze del dipendente con quelle organizzative dell'impresa. In parole semplici: puoi chiedere la settimana di ferie per i Mondiali, ma il tuo datore può legittimamente rifiutarla se ha ragioni documentate.

Quando il datore può rifiutare la richiesta

Il rifiuto di una richiesta di ferie è legittimo in diverse situazioni:

  • Esigenze produttive o organizzative: carenza di personale, un progetto urgente o un picco di lavoro stagionale giustificano il rifiuto.
  • Piano ferie già stabilito: se il calendario aziendale per giugno-luglio era già definito, le richieste tardive possono essere respinte.
  • CCNL specifico: alcuni contratti collettivi nazionali vietano o limitano le ferie in certi periodi (ad es. nel commercio durante i saldi estivi).

Il rifiuto deve però essere motivato e comunicato tempestivamente. Un diniego generico e immotivato, soprattutto su ferie già maturate, può essere contestato davanti all'Ispettorato del Lavoro o in sede giudiziale.

Gli orari dei Mondiali 2026 e il problema del fuso orario

La collocazione del torneo tra USA, Canada e Messico crea difficoltà significative per i lavoratori italiani. Le partite si giocano:

  • alle 15:00 ora italiana (09:00 ET): in pieno orario di lavoro
  • alle 21:00 ora italiana (15:00 ET): a fine giornata o in uscita
  • alle 00:00-03:00 ora italiana (18:00-21:00 ET): di notte, con effetti sulla produttività del giorno seguente

Secondo le analisi delle risorse umane pubblicate dal portale Personnel Today, molti datori di lavoro europei stanno definendo politiche ad hoc per gestire le richieste legate al torneo. In Italia, in assenza di una normativa straordinaria, si applicano le regole ordinarie: ferie e permessi rientrano nel potere organizzativo del datore.

Permessi ROL e banca ore: la risorsa spesso dimenticata

Prima di richiedere ferie formali, vale la pena verificare se il tuo contratto collettivo prevede ore ROL (Riduzione Orario di Lavoro) o una banca ore. Questi istituti, nati dalla contrattazione degli anni '80, permettono di assentarsi anche per mezza giornata senza intaccare le ferie annuali. Sono ideali per seguire una partita pomeridiana senza compromettere il monte ferie estivo.

Controlla la tua busta paga o il cedolino digitale: potresti avere già ore ROL maturate e non ancora godute.

Smartworking e accordi flessibili

Se il tuo contratto prevede lo smartworking, potresti negoziare orari flessibili per seguire le partite pomeridiane senza richiedere ferie. Gli accordi individuali — ad esempio iniziare un'ora prima e finire un'ora prima — sono leciti ma devono essere formalizzati per iscritto per essere validi e tutelanti per entrambe le parti.

Attenzione: assentarsi senza permesso per seguire una partita costituisce assenza ingiustificata, passibile di sanzione disciplinare. Nei casi reiterati o gravi, può arrivare fino al licenziamento per giusta causa.

I Mondiali 2026 come test per le politiche aziendali

Grandi tornei come la Coppa del Mondo sono anche un banco di prova per la cultura aziendale. Le aziende che gestiscono con flessibilità le richieste dei dipendenti durante eventi di grande impatto culturale registrano in genere maggiore soddisfazione e minore assenteismo. Alcune realtà italiane, in particolare nel settore IT e nei servizi professionali, hanno già introdotto politiche di flessibilità oraria o giornate di permesso straordinario legato agli eventi.

Per i contratti dei calciatori professionisti coinvolti nel torneo, i club si trovano a gestire situazioni complesse di cessione temporanea: ne abbiamo parlato in dettaglio nell'articolo su cosa succede ai contratti dei calciatori italiani con i Mondiali 2026.

Anche i tifosi che seguono le partite in streaming hanno diritti da conoscere: l'articolo sui diritti dei consumatori con DAZN per i Mondiali 2026 approfondisce le tutele contrattuali disponibili.

Cosa fare se il datore rifiuta la tua richiesta

Se ritieni che il rifiuto sia ingiustificato, segui questi passi:

  1. Chiedi la motivazione per iscritto: hai diritto a conoscere le ragioni del rifiuto.
  2. Verifica il CCNL applicato: il contratto di categoria potrebbe prevedere regole più favorevoli.
  3. Consulta il sindacato di riferimento, se sei iscritto.
  4. Rivolgiti a un avvocato del lavoro: se il rifiuto appare illegittimo o discriminatorio, un consulente specializzato può valutare il caso e, se necessario, avviare un ricorso.

Un avvocato esperto in diritto del lavoro è in grado di analizzare la tua situazione specifica, verificare la conformità del comportamento aziendale al CCNL applicato e aiutarti a tutelare i tuoi diritti in modo efficace.

Conclusione

Con i Mondiali 2026 nel vivo nelle prossime settimane, è il momento giusto per conoscere le proprie tutele come lavoratore. La legge garantisce il diritto alle ferie, ma il potere di scelta del periodo rimane al datore. Comunicare in anticipo, verificare il CCNL e utilizzare i permessi ROL disponibili sono le mosse più efficaci per conciliare lavoro e grandi eventi sportivi.

Se hai dubbi sulla legittimità di un rifiuto o vuoi capire come comportarti, un avvocato specializzato in diritto del lavoro può offrirti una consulenza personalizzata sulla tua situazione.

Nota informativa: questo articolo ha scopo puramente divulgativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, rivolgiti sempre a un professionista abilitato.

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