Mercalli: 'Estate 2026 più calda del normale' — diritti dei lavoratori all'aperto e obblighi del datore

Lavoratore edile all'aperto durante un'ondata di caldo estivo in Italia
5 min di lettura 10 giugno 2026

Mercalli: "Estate 2026 più calda del normale" — cosa rischiano i lavoratori all'aperto e cosa dice la legge

Il climatologo Luca Mercalli lo ha ribadito il 10 giugno 2026: l'estate in arrivo sarà "più calda del normale" per l'Italia, con temperature che nelle prossime settimane toccheranno i 37°C in quattro regioni del Nord già in stato di allerta. Un'Italia che, secondo Mercalli, si sta riscaldando "quasi a velocità doppia" rispetto alla media globale — 2,5°C nell'ultimo secolo contro 1,5°C nel resto del mondo. Per milioni di lavoratori edili, agricoli, addetti alle strade e a qualsiasi mansione svolta all'esterno, queste previsioni non sono solo notizia meteorologica: sono un problema di salute e di diritti.

Il quadro normativo: cosa prevede il decreto 81/2008

In Italia, la tutela dei lavoratori esposti al caldo è disciplinata principalmente dal Decreto Legislativo 81/2008, il Testo Unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. L'articolo 28 obbliga il datore di lavoro a valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza, inclusi quelli derivanti dall'esposizione a temperature elevate. L'INAIL — l'istituto assicurativo pubblico contro gli infortuni — dedica una sezione specifica ai rischi da microclima e caldo negli ambienti di lavoro, con linee guida operative per datori e lavoratori.

L'INAIL — l'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro — classifica il colpo di calore come infortunio sul lavoro quando avviene in orario lavorativo. Questo significa che il datore di lavoro risponde legalmente delle condizioni in cui il lavoratore opera durante le ondate di caldo, e che il lavoratore ha diritto all'indennizzo INAIL in caso di malore riconducibile al lavoro.

Secondo i dati INAIL, negli ultimi tre anni i casi di infortunio da calore nei cantieri edili e in agricoltura sono aumentati del 22%, un dato che le previsioni di Mercalli per il 2026 rischiano di peggiorare ulteriormente.

Gli obblighi del datore di lavoro durante le ondate di calore

Quando le temperature superano determinate soglie — generalmente indicate a partire dai 35°C percepiti — il datore di lavoro è tenuto per legge ad adottare misure concrete:

  • Riorganizzare i turni di lavoro: spostare le attività più pesanti nelle ore più fresche (prima delle 10 e dopo le 16)
  • Fornire acqua fresca potabile in quantità sufficiente e gratuitamente
  • Garantire zone d'ombra o spazi freschi per le pause
  • Ridurre o sospendere temporaneamente le attività quando le condizioni climatiche rappresentano un pericolo oggettivo
  • Informare i lavoratori sui rischi del caldo e sui sintomi del colpo di calore

Il mancato rispetto di questi obblighi espone il datore di lavoro a sanzioni amministrative che vanno da 2.000 a 4.000 euro per singola violazione, oltre alla responsabilità civile e penale in caso di infortuni.

Come già accaduto in primavera con le allerte meteo di maggio 2026, i lavoratori all'aperto hanno diritti precisi quando scattano le allerte caldo — diritti che molti ancora non conoscono.

Il diritto del lavoratore a rifiutare il lavoro pericoloso

Pochi lavoratori conoscono l'articolo 44 del D.Lgs. 81/2008: prevede il diritto di allontanarsi dalla postazione in caso di pericolo grave e immediato per la salute. Il lavoratore che abbandona il posto a causa del caldo estremo, quando esiste un rischio concreto per la propria incolumità, non può essere licenziato né sanzionato per questa scelta, a condizione che il pericolo fosse reale e oggettivamente rilevabile.

Questo diritto è però raramente esercitato, sia per scarsa conoscenza sia per timore di conseguenze. Un avvocato del lavoro può aiutare il lavoratore a documentare le condizioni di rischio e a tutelarsi legalmente se il datore di lavoro dovesse reagire in modo illegittimo.

La cassa integrazione per temperature elevate: lo strumento della deroga estiva

Esiste uno strumento specifico per gestire le fermate produttive legate al caldo: la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) per eventi meteo. In presenza di temperature eccezionali che impediscono lo svolgimento sicuro delle attività, le aziende del settore edile e affini possono richiedere la CIG meteo, che integra il reddito dei lavoratori per le ore non lavorate a causa delle condizioni climatiche.

Con le previsioni di Mercalli per l'estate 2026, è prevedibile un aumento significativo delle domande di CIG meteo. I lavoratori interessati devono però conoscere i propri diritti per non perdere l'integrazione salariale a cui hanno diritto.

Colpo di calore: come riconoscerlo e cosa fare sul lavoro

I sintomi del colpo di calore — cefalea intensa, confusione mentale, nausea, assenza di sudorazione nonostante il caldo, temperatura corporea superiore a 39°C — possono insorgere rapidamente nei lavoratori esposti al sole diretto. Il primo soccorso corretto prevede:

  1. Portare immediatamente il lavoratore in un luogo fresco o all'ombra
  2. Bagnare il corpo con acqua fresca (non ghiacciata) e favorire il raffreddamento
  3. Chiamare il 118 se il lavoratore perde conoscenza o i sintomi sono gravi
  4. Non lasciare il lavoratore solo fino all'arrivo dei soccorsi

Il datore di lavoro è tenuto per legge ad avere personale formato al primo soccorso in cantiere. In assenza di questa formazione, risponde direttamente in caso di aggravamento della situazione.

Quando rivolgersi a un avvocato del lavoro

Le situazioni in cui la consulenza legale è indispensabile per i lavoratori esposti al caldo:

  • Il datore di lavoro rifiuta di adottare misure di protezione nonostante le temperature estreme
  • Il lavoratore ha subito un malore o infortunio da calore e vuole verificare l'indennizzo INAIL
  • Il datore di lavoro ha minacciato o applicato sanzioni per il rifiuto di lavorare in condizioni di pericolo
  • L'azienda non ha presentato domanda di CIG meteo pur avendone i requisiti

Piattaforme come ExpertZoom permettono di trovare avvocati specializzati in diritto del lavoro disponibili in tutta Italia, anche per consulenze online rapide in caso di urgenza durante l'estate.

L'estate 2026 è una questione anche di diritti

Le previsioni di Luca Mercalli per l'estate 2026 non sono solo dati meteorologici: sono un avviso che riguarda direttamente chi lavora sotto il sole. La legge italiana tutela i lavoratori esposti al caldo, ma la tutela è efficace solo se si conoscono i propri diritti. Quando il termometro sale, sapere cosa può pretendere il lavoratore e cosa è obbligato a fare il datore fa la differenza tra un'estate sicura e un infortunio evitabile.

Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche di diritto del lavoro, rivolgiti a un avvocato specializzato.

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