Un dipendente del gruppo Intesa Sanpaolo è risultato positivo alla meningite meningococcica nella sede di Torre Gioia 22, in via Melchiorre Gioia a Milano, nella settimana del 24 marzo 2026. L'edificio è stato chiuso per tre giorni per sanificazione, i dipendenti sono stati messi in smart working e l'ATS Milano (Agenzia di Tutela della Salute) ha attivato immediatamente le procedure epidemiologiche previste. Il paziente è stabile e non in pericolo di vita.
Cosa è successo esattamente a Torre Gioia 22
La sede milanese del gruppo bancario Intesa Sanpaolo ospita centinaia di dipendenti distribuiti su diversi piani. Dopo la conferma del caso, l'ATS Milano ha:
- Identificato i contatti stretti del dipendente infetto
- Somministrato la terapia antibiotica preventiva ai contatti a rischio
- Disposto la chiusura temporanea dell'edificio per tre giorni (fino a domenica inclusa)
- Coordinato una sanificazione completa degli spazi interni
Gli esperti dell'ATS hanno precisato che non vi è motivo di allarme generalizzato: la meningite meningococcica non è altamente contagiosa come un virus influenzale. Il contagio richiede un contatto prolungato e ravvicinato con le secrezioni respiratorie del soggetto infetto.
Questo caso avviene in un contesto europeo già segnato da un episodio grave: tra il 5 e il 7 marzo 2026, un focolaio di meningite B in una discoteca di Canterbury (Inghilterra) ha provocato 29 casi confermati e 2 decessi. Leggi anche: Meningite B in Inghilterra: i sintomi da non ignorare
Che cos'è la meningite meningococcica?
La meningite meningococcica è un'infezione batterica causata da Neisseria meningitidis, un batterio che colpisce le membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale (le meningi). Esistono diversi sierogruppi: A, B, C, W135 e Y sono i più diffusi in Europa.
La caratteristica che rende questa malattia pericolosa è la rapidità di progressione: in alcune forme, i sintomi gravi possono comparire nel giro di poche ore dall'esordio. Per questo, il fattore tempo è cruciale.
Sintomi: quando andare subito al pronto soccorso?
Il medico di base e il medico di emergenza distinguono tra sintomi iniziali e segnali di emergenza assoluta.
Sintomi precoci (comparsa nelle prime ore):
- Febbre alta (oltre 38,5°C) con brividi
- Cefalea intensa e improvvisa
- Rigidità del collo (difficoltà a piegare la testa verso il petto)
- Nausea e vomito non legati all'alimentazione
- Fotofobia (fastidio alla luce) e fonofobia (fastidio ai rumori)
- Confusione mentale o alterazioni della coscienza
Segnale di emergenza assoluta — chiamare il 118:
- Comparsa di macchie rossastre o violacee sulla pelle che non scompaiono alla pressione del dito (petecchie o porpora): questo segno indica una possibile meningococcemia (sepsi meningococcica) e costituisce un'emergenza medica immediata
Se siete stati a contatto stretto con una persona risultata positiva alla meningite, non aspettate i sintomi: contattate il vostro medico di medicina generale per una valutazione preventiva. Potrebbe essere indicata la profilassi antibiotica, che deve essere iniziata idealmente entro 24 ore dal contatto.
Avviso YMYL: Le informazioni riportate in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere medico. In caso di dubbi o sintomi, consultare immediatamente un medico.
La vaccinazione è l'arma principale
L'unica protezione definitiva contro la meningite meningococcica è la vaccinazione. Il Ministero della Salute italiano prevede nel calendario vaccinale nazionale:
- Vaccino meningococcico C (coniugato): offerto nel primo anno di vita e agli adolescenti
- Vaccino meningococcico ACWY (quadrivalente): consigliato per adolescenti, studenti universitari e viaggiatori verso zone endemiche
- Vaccino meningococcico B: non ancora incluso nei programmi obbligatori in tutte le Regioni, ma raccomandato
Il Servizio Sanitario Nazionale italiano garantisce la vaccinazione meningococcica C e ACWY gratuitamente nelle fasce d'età previste, secondo il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (salute.gov.it).
Gli adulti non vaccinati che vivono o lavorano in contesti ad alta frequentazione (uffici affollati, scuole, campus universitari) possono ricevere il vaccino a pagamento su richiesta. Un medico di base o uno specialista in malattie infettive può valutare l'opportunità della vaccinazione caso per caso.
Cosa fare se lavori in un edificio affollato
Il caso Torre Gioia 22 solleva una domanda legittima per molti lavoratori in grandi sedi aziendali: come comportarsi se un collega risulta positivo a una malattia infettiva?
Alcuni punti pratici:
- Seguire le indicazioni dell'ATS locale: le autorità sanitarie comunicano direttamente con le aziende interessate. Non agire autonomamente.
- Segnalare sintomi al medico di base senza ritardo: il racconto completo della storia di esposizione è fondamentale per una diagnosi rapida.
- Non assumere antibiotici senza prescrizione: la profilassi deve essere prescritta da un medico, che valuterà il tipo di contatto, la durata e la distanza.
Su Expert Zoom è possibile consultare un medico di medicina generale online per una prima valutazione della propria situazione o per ottenere un'indicazione sulle strutture vaccinali più vicine.
Il ruolo del medico nella prevenzione aziendale
Episodi come quello di Torre Gioia 22 mettono in luce un tema spesso trascurato: la medicina preventiva nei luoghi di lavoro. In Italia, il medico competente aziendale è obbligatorio per le aziende con lavoratori esposti a rischi specifici, ma la sorveglianza sanitaria volontaria — inclusa la vaccinazione dei dipendenti — è una scelta ancora poco diffusa tra le aziende di medie dimensioni.
Un consulente medico esperto in medicina del lavoro può aiutare le imprese a definire un piano di prevenzione vaccinale per i dipendenti, riducendo il rischio di interruzioni dell'attività come quella che ha interessato la sede milanese di Intesa Sanpaolo. La prevenzione ha un costo; l'assenza forzata di centinaia di dipendenti per tre giorni ne ha uno ben più elevato.
