Franco Mastantuono lascia il Real Madrid. Il centrocampista argentino, 18 anni, acquistato dal River Plate nella stagione 2025-26 per una delle cifre più alte mai pagate per un calciatore sudamericano under 18, andrà in prestito per l'intera stagione 2026-27: secondo quanto riportato da Infobae il 4 agosto 2026, la Fiorentina è in pole position, seguita da Fulham e Villarreal. L'operazione è un prestito secco senza diritto di riscatto, attualmente nelle fasi finali di trattativa mentre le parti definiscono i dettagli sulla copertura salariale.
La notizia ha fatto il giro del calciomercato europeo in poche ore. Ma oltre ai titoli sportivi, questa operazione pone una domanda che tocca ogni calciatore — anche quelli lontani dalla Serie A e dal Real Madrid: cosa prevede davvero un prestito senza opzione di acquisto? E dove si nascondono i rischi contrattuali che quasi nessuno calcola prima di firmare?
Il Real Madrid punta sull'"effetto Endrick": minutaggio senza cessione
La strategia del club blanco è stata resa pubblica nelle ultime settimane. José Mourinho gestisce un centrocampo già affollato per la prossima Champions League e non garantirebbe a Mastantuono il minutaggio necessario per il suo sviluppo. La soluzione adottata è quella già sperimentata con Endrick, l'attaccante brasiliano mandato in prestito prima di essere integrato definitivamente nella prima squadra: lasciare che il giovane cresca in un campionato europeo competitivo, senza però cederne la proprietà.
Significativo è stato il rifiuto del Real Madrid alla proposta del River Plate: i Millonarios avevano offerto un prestito per riportare Mastantuono a Buenos Aires, ma la risposta spagnola è stata netta. Il giocatore deve restare in Europa. La Fiorentina, dove troverebbe probabilmente una maglia da titolare in Serie A, appare il terreno ideale per questo piano di sviluppo.
Ma il vero nodo non è dove Mastantuono giocherà. È cosa firma prima di salire sull'aereo per Firenze.
Cosa prevede davvero un prestito "secco" in Serie A
In base al Regolamento sullo Status e il Trasferimento dei Calciatori della FIFA (RSTP), che la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) recepisce nella propria normativa sportiva, durante un prestito il calciatore è sotto la piena responsabilità contrattuale ed economica del club cessionario — in questo caso, la Fiorentina.
In pratica, questo significa quattro cose distinte:
- Stipendio garantito: La Fiorentina è obbligata a corrispondere l'ingaggio pattuito per tutta la durata del prestito, anche in caso di infortunio, squalifica o calo di rendimento. Il Real Madrid può contribuire a coprire una quota dello stipendio — pratica comune nelle operazioni di alto profilo — ma questa copertura deve essere contrattualizzata in modo esplicito, non accordata verbalmente.
- Nessun diritto di acquisto per la Fiorentina: A fine stagione il giocatore torna a Madrid indipendentemente da quanto avrà reso in campo. Il club viola non matura alcun diritto preferenziale su eventuali trattative future.
- Clausola di recall: Se il Real Madrid volesse richiamare Mastantuono anticipatamente, potrebbe farlo solo se questa facoltà è prevista nel contratto di prestito. In assenza della clausola, il giocatore rimane vincolato alla Fiorentina fino alla scadenza dell'accordo.
- Rescissione per scarso utilizzo: Se la Fiorentina non impiegasse il calciatore con continuità, quest'ultimo potrebbe invocare una clausola di uscita anticipata — ma solo se era stata negoziata e inserita nel testo dell'accordo fin dall'inizio.
Ogni punto mancante è una lacuna contrattuale. E le lacune, nei contratti sportivi, prima o poi si pagano.
Come già accaduto nel caso Dumfries al Real Madrid nel 2026, la mancata definizione di clausole di uscita può trasformare un trasferimento di routine in un contenzioso prolungato tra club e calciatore.
Questo articolo ha finalità informative e divulgative. Le informazioni contenute non costituiscono consulenza legale. Per questioni specifiche relative a contratti sportivi o diritto del lavoro, rivolgiti a un avvocato specializzato.
I diritti d'immagine: chi decide cosa durante il prestito?
Un capitolo che i contratti di prestito trascurano spesso riguarda i diritti d'immagine. La domanda è semplice: chi può usare il nome, il volto e il numero di maglia di Mastantuono durante la sua permanenza a Firenze?
I diritti d'immagine sportivi — quelli legati alla promozione del club, alle partite, al merchandising locale e alle campagne sui social media — transitano temporaneamente alla Fiorentina per la durata del prestito. Il club viola potrà usare l'immagine del giocatore nelle proprie iniziative commerciali, nei profili ufficiali e nelle attività di sponsorizzazione.
I diritti d'immagine personali, invece — quelli relativi ad accordi pubblicitari individuali del calciatore — restano in capo al giocatore e al suo management. Se Mastantuono avesse un contratto con uno sponsor di abbigliamento sportivo, quell'accordo rimarrebbe valido, purché non entri in conflitto con i contratti degli sponsor tecnici ufficiali della Fiorentina.
Senza una definizione precisa di questi confini all'interno del contratto di prestito, ci si ritrova in territorio grigio. E il territorio grigio nel diritto sportivo italiano, come documenta la casistica degli organi di giustizia FIGC, si risolve quasi sempre in arbitrati lunghi e costosi che nessuna delle parti vorrebbe affrontare.
Per un calciatore di 18 anni che inizia a costruire la propria identità commerciale, questa chiarezza contrattuale può valere quanto il contratto stesso.
Sei mesi fuori per infortunio: chi paga i 720.000 euro?
Consideriamo un caso realistico. Mastantuono firma per la Fiorentina ad agosto 2026, con un ingaggio mensile lordo stimato intorno ai 200.000 euro: il Real Madrid copre il 40% della quota (80.000 euro/mese), la Fiorentina il restante 60% (120.000 euro/mese).
Scenario: a novembre 2026, dopo tre mesi dall'inizio del prestito, il calciatore subisce una lesione muscolare grave che lo tiene fuori per sei mesi. Cosa accade?
In base all'Articolo 17 RSTP e alle norme FIGC sul rapporto di lavoro sportivo, la Fiorentina è comunque obbligata a corrispondere la propria quota salariale (120.000 euro/mese) per l'intera durata dello stop. Costo complessivo per il club: 720.000 euro in sei mesi, senza una singola presenza in campo. Il Real Madrid, dal canto suo, deve onorare la propria copertura salariale solo se tale obbligo è stato previsto in forma scritta nel contratto; in assenza di clausola esplicita, potrebbe contestare il pagamento durante l'inabilità, innescando una disputa arbitrale.
Aggiungiamo un ulteriore passaggio: se a febbraio 2027 il Real Madrid attivasse la clausola di recall per gestire un'emergenza in rosa, la Fiorentina avrebbe diritto a un indennizzo per le mensilità di prestito non godute — ma solo se questa tutela è stata prevista e quantificata nel contratto originario. In un accordo con quota club di 120.000 euro/mese, l'indennizzo per i tre mesi residui ammonterebbe a circa 360.000 euro. Se la clausola non esiste: zero indennizzo, zero tutela.
Un avvocato specializzato in diritto sportivo, coinvolto prima della firma, avrebbe identificato questa lacuna in poche ore di revisione contrattuale. Dopo la firma, le opzioni si restringono drasticamente, come dimostra anche il caso Nico Paz e la clausola da 9 milioni con il Real Madrid: le clausole non negoziate in anticipo quasi mai vengono riconosciute in sede arbitrale.
Le quattro clausole che mancano quasi sempre
La storia di Mastantuono non è eccezionale. Ogni estate, centinaia di calciatori in Serie A, B, C e nei campionati professionistici europei minori firmano contratti di prestito senza una revisione legale autonoma. I procuratori sportivi — fondamentali nella gestione della carriera e nella negoziazione economica — proteggono principalmente gli interessi della trattativa, non necessariamente le tutele legali del calciatore a lungo termine.
Un avvocato specializzato in diritto sportivo analizza il contratto da un'angolazione diversa. Verifica la completezza delle clausole critiche, negozia le tutele mancanti e si assicura che il testo dell'accordo rifletta realmente quanto concordato verbalmente. Sono quattro le clausole che in un contratto di prestito non dovrebbero mai mancare:
- Copertura salariale in caso di infortunio: responsabilità del club cessionario, quota del club cedente, durata massima della copertura e procedura in caso di contestazione.
- Utilizzo minimo garantito: soglia di presenze in un determinato arco temporale; in assenza del requisito, diritto del calciatore a richiedere la rescissione anticipata.
- Diritti d'immagine: separazione esplicita tra diritti sportivi (ceduti temporaneamente al club ospitante) e diritti personali (restano al calciatore); elenco degli sponsor del club con cui si possono verificare conflitti.
- Indennizzo in caso di recall anticipato: importo o formula di calcolo definita nel contratto, non lasciata alla negoziazione post-rescissione.
A 18 anni, le scelte contrattuali di questa stagione possono condizionare le opzioni di mercato dei prossimi cinque anni. Mastantuono ha quasi certamente uno staff legale di primo livello. Non tutti i calciatori che firmano in questo mercato estivo possono dire lo stesso.
Prima della firma, non dopo
Il Real Madrid ha già deciso dove andrà Mastantuono: Fiorentina, con ogni probabilità, per una stagione di crescita in Serie A. La Fiorentina lo accoglierà con le aspettative di un talento generazionale. Ma l'unico futuro che conta davvero — quello del calciatore — si costruisce sui documenti firmati prima del fischio d'inizio, non sulle promesse verbali durante la trattativa.
Su Expert Zoom trovi avvocati specializzati in diritto sportivo e del lavoro, disponibili per una consulenza — anche da remoto — per esaminare un contratto di prestito prima che diventi un problema. Clausole di infortunio, diritti d'immagine, recall, utilizzo minimo: sono dettagli tecnici, ma è su questi che si vince o si perde la partita più importante, quella fuori dal campo.

Sofia Gallo