Martina Miliddi ad Affari Tuoi: lo stress da palcoscenico nei giovani artisti, cosa dicono i medici
Da gennaio 2026, Martina Miliddi è sul palco di Affari Tuoi su Rai Uno, accanto a Stefano De Martino. La ballerina sarda, nota per la sua partecipazione ad Amici di Maria De Filippi nel 2021, è tornata sotto i riflettori nazionali — e con lei il dibattito su un fenomeno poco discusso nel mondo dello spettacolo: l'ansia da prestazione nei giovani artisti. Un episodio recente — la rottura di una scarpa durante una puntata in diretta — ha fatto il giro dei social, scatenando commenti su come i performer gestiscano l'imprevisto davanti a milioni di spettatori.
Cos'è l'ansia da prestazione e perché colpisce i giovani artisti
L'ansia da prestazione è una risposta psicofisiologica al timore di fallire in pubblico. Non è un semplice caso di "nervi": si tratta di una condizione riconosciuta dalla medicina sportiva e dalla psicologia clinica, che può manifestarsi con sintomi fisici — tachicardia, sudorazione eccessiva, tensione muscolare — e cognitivi, come il blocco della memoria o la difficoltà di concentrazione proprio nei momenti cruciali.
Secondo il Ministero della Salute italiano, i disturbi d'ansia rappresentano le patologie mentali più diffuse in Italia, con una prevalenza particolarmente alta nella fascia 15-35 anni. I giovani performer — ballerini, cantanti, musicisti, attori — sono esposti a fattori di rischio specifici: giudizi pubblici e sui social media, pressione dei coach o dei produttori, competizione intensa e mancanza di confini tra vita privata e professionale.
I segnali da non ignorare
La differenza tra un'emozione normale prima di uno spettacolo e un disturbo d'ansia clinico sta nell'intensità e nella persistenza. Qualche "farfalla nello stomaco" è fisiologica e, anzi, migliora le performance. Ma quando i sintomi durano da settimane o compromettono la qualità della vita anche fuori dal palcoscenico, è il momento di chiedere aiuto.
Segnali di allarme:
- Insonnia persistente nei giorni precedenti un'esibizione
- Pensieri catastrofici ricorrenti ("farò una figuraccia", "non sono abbastanza bravo")
- Evitamento delle situazioni performative (saltare prove, inventare scuse)
- Sintomi fisici ricorrenti senza causa organica: mal di pancia, palpitazioni, nausea
- Abuso di sostanze (alcol, farmaci ansiolitici) per gestire il pre-spettacolo
L'impatto del contesto televisivo e dei social media
Programmi come Affari Tuoi o Amici amplificano enormemente la pressione su giovani performer. Una caduta, un passo sbagliato, una parola fuori posto: tutto viene filmato, ritagliato, messo in loop su TikTok e Instagram. I commenti degli utenti — spesso spietati — raggiungono i diretti interessati in tempo reale.
Uno studio pubblicato nel 2025 dal Journal of Affective Disorders ha evidenziato che gli artisti esposti a critiche sui social dopo esibizioni televisive mostrano livelli di cortisolo (l'ormone dello stress) significativamente più alti rispetto a chi si esibisce in contesti non mediatizzati. La pressione non finisce con lo spettacolo: continua online per ore, a volte giorni.
Cosa può fare un medico o uno psicologo specializzato
Non bisogna aspettare una crisi per chiedere aiuto. Un medico di base o uno psicologo possono:
- Valutare la gravità con strumenti clinici validati (come la GAD-7, scala d'ansia generalizzata)
- Proporre un percorso di terapia cognitivo-comportamentale (CBT), la più efficace per l'ansia da prestazione secondo le linee guida internazionali
- Insegnare tecniche di regolazione emotiva: respirazione diaframmatica, mindfulness, visualizzazione positiva
- Valutare, nei casi più severi, un supporto farmacologico temporaneo: beta-bloccanti (usati anche in campo medico per ridurre la frequenza cardiaca in situazioni di stress acuto) o ansiolitici a bassa dipendenza, sempre sotto controllo medico
Una distinzione importante: un medico dello sport o un medico delle arti performative è la figura più indicata per i performer professionisti. Questa specializzazione, ancora poco conosciuta in Italia, combina competenze in psicologia, fisiatria e medicina dello sport, ed è pensata esattamente per chi vive di corpo e di palcoscenico.
Prevenzione: cosa si può fare prima
La prevenzione dell'ansia da prestazione passa da abitudini quotidiane più che da interventi d'emergenza:
- Routine pre-spettacolo: avere un rituale fisso (stretching, musica, respirazione) aiuta il sistema nervoso a "riconoscere" la situazione come sicura
- Distacco dai social: evitare di leggere commenti nelle ore successive a un'esibizione
- Supporto di rete: amici, famiglia, colleghi che offrono feedback costruttivo e non solo critico
- Sonno regolare: la privazione del sonno amplifica l'ansia in modo fisiologico
- Supervisione psicologica periodica: non solo in crisi, ma come forma di manutenzione del benessere mentale
Martina Miliddi, come tanti suoi colleghi, affronta ogni puntata con la consapevolezza che l'imprevisto fa parte del gioco. Ma per molti giovani artisti, la pressione della diretta televisiva diventa un peso difficile da sostenere da soli. Riconoscere il problema e cercare aiuto professionale non è un segno di debolezza: è la scelta più intelligente e più coraggiosa.
Se sei un giovane artista o un genitore di un performer in difficoltà, potresti trovare utile anche questo approfondimento: lo stress psicologico nei ballerini e artisti televisivi in Italia.
Nota: questo articolo ha finalità informative generali. In caso di sintomi persistenti, rivolgiti al tuo medico di base o a uno specialista in salute mentale. Non sostituisce la consulenza medica professionale.
