A settembre 2026, Maddalena Corvaglia ha rivelato al Corriere della Sera un segreto custodito per anni: durante un lancio con il paracadute, a 4.000 metri di quota, la sua spalla si è lussata in pieno volo. La causa? Una lassità legamentosa che non sapeva di avere. L'ex velina di Striscia la Notizia è riuscita a toccare terra grazie all'intervento del suo istruttore di volo, ma ha riportato la rottura del timpano e delle cartilagini. Una storia che ci invita a chiederci: quanti italiani praticano sport estremi senza sapere di avere questa condizione silenziosa?
Il racconto choc: spalla fuori sede a 4.000 metri
Era convinta di essere in perfetta forma fisica. Maddalena Corvaglia, oggi partecipante a Tale e Quale Show 2026, si è sempre distinta per uno stile di vita attivo. Ma durante quel lancio con il paracadute, il suo corpo l'ha tradita nel modo peggiore possibile: nel momento in cui ha dovuto gestire la posizione di atterraggio, il movimento della spalla ha causato una lussazione improvvisa.
Con la spalla fuori posto, in caduta libera, la pilota istruttore che era con lei ha dovuto intervenire per guidare la manovra di atterraggio. L'impatto al suolo ha rotto il timpano e le cartilagini di Corvaglia. La showgirl ha tenuto tutto segreto per anni, al punto da raccontare alla madre che era caduta da uno sgabello mentre cambiava gli armadi stagionali. «Non sapevo di avere la lassità legamentosa», ha dichiarato Corvaglia nell'intervista, «e quella condizione mi ha quasi uccisa».
L'episodio illustra perfettamente un rischio spesso sottovalutato: praticare sport estremi con una condizione muscoloscheletrica non diagnosticata. Un rischio che, secondo gli esperti ortopedici, riguarda una percentuale significativa della popolazione italiana.
La lassità legamentosa: una condizione silenziosa che colpisce milioni di italiani
La lassità legamentosa — nota anche come iperlassità articolare o ipermobilità generalizzata — è una condizione in cui i legamenti che stabilizzano le articolazioni sono più lassi del normale. Non è una malattia in senso stretto, ma una caratteristica anatomica che, se non diagnosticata, può portare a infortuni gravi durante attività fisiche intense.
Secondo le stime ortopediche citate dall'Istituto Superiore di Sanità, la condizione interessa tra il 10 e il 15% della popolazione, con una prevalenza tre volte superiore nelle donne rispetto agli uomini — il che spiega parzialmente perché Corvaglia non ne fosse a conoscenza. In molti casi, le persone con questa condizione non presentano sintomi in situazioni quotidiane: la lassità emerge soltanto sotto stress meccanico elevato, esattamente come accade durante un lancio con il paracadute.
I sintomi più comuni includono: articolazioni che scattano o si spostano facilmente, ipermobilità (gomiti o ginocchia che si iperestendono), episodi ricorrenti di distorsioni, e una tendenza agli infortuni muscoloscheletrici sproporzionata rispetto all'intensità dell'attività svolta. In molti casi, tuttavia, chi ne soffre non dà peso a questi segnali, considerandoli normale flessibilità.
La condizione è stata documentata in particolare tra sportivi che richiedono alta mobilità articolare — ginnaste, nuotatori, arrampicatori — ma colpisce anche chi pratica sport estremi come il paracadutismo, l'equitazione o il kitesurf, dove un cedimento articolare improvviso può avere conseguenze letali.
Come la lassità diventa una trappola negli sport estremi
Capire perché la lassità legamentosa sia particolarmente pericolosa negli sport estremi richiede un minuto di anatomia pratica. I legamenti fungono da "cavi di ancoraggio" delle articolazioni: quando sono troppo lenti, le articolazioni hanno una mobilità eccessiva che, in condizioni normali, sembra un vantaggio (le persone iperlasse spesso sono percepite come "flessibili" o "atletiche"). Ma sotto carico improvviso — come la trazione di un paracadute durante l'apertura o il momento dell'atterraggio — l'articolazione non è trattenuta abbastanza, e la lussazione avviene in millisecondi.
Nel caso di Corvaglia, la spalla è particolarmente vulnerabile: è la più mobile delle articolazioni del corpo umano, e anche in persone senza lassità legamentosa rappresenta la sede di lussazioni più frequente. Con una lassità non diagnosticata, bastano pochi chilogrammi di forza applicati nella direzione sbagliata per far uscire la testa dell'omero dalla sua sede.
Questo non significa che le persone con lassità legamentosa debbano smettere di praticare sport: significa che devono conoscere la propria condizione e adottare le precauzioni adeguate. Come ha confermato la stessa Corvaglia: «Se avessi saputo, avrei preparato il mio corpo in modo diverso».
Uno scenario concreto: il lancio con il paracadute programmato da 40 anni
Immagina di avere 42 anni, buona forma fisica generale, nessun dolore articolare cronico. Hai prenotato un lancio con il paracadute in tandem per il prossimo mese come regalo di compleanno. Non hai mai avuto infortuni seri, ma ricordi che da bambino le tue maestre di ginnastica dicevano sempre che eri "molto flessibile". Senza una visita ortopedica preventiva, non sai se quella flessibilità rientra nella norma o se nasconde una lassità legamentosa.
Se la lassità è presente: durante il lancio, la trazione del paracadute all'apertura (che genera forze di decelerazione fino a 3-4 G) o il momento dell'atterraggio possono causare lussazioni alla spalla, al ginocchio o alla caviglia. Una distorsione alla caviglia durante l'atterraggio, in presenza di lassità non trattata, può richiedere un intervento chirurgico e un recupero di 4-6 mesi. Una lussazione alla spalla, come nel caso di Corvaglia, può portare a danni al timpano, alle cartilagini o ai tessuti molli circostanti — con costi medi di trattamento tra i 3.000 e gli 8.000 euro e un'assenza dal lavoro di 6-12 settimane.
Se la lassità viene diagnosticata prima: il fisioterapista o il medico sportivo può progettare un programma di rinforzo muscolare specifico che "compensi" i legamenti troppo lassi, riducendo il rischio di lussazione di oltre il 60%, secondo studi di ortopedia clinica. Il costo di una valutazione ortopedica preventiva in Italia va dai 60 ai 150 euro privati, o è coperto dal Servizio Sanitario Nazionale con impegnativa dal medico di base.
La differenza tra i due scenari non è un colpo di fortuna: è una visita medica.
Come diagnosticarla e quando consultare uno specialista
La diagnosi della lassità legamentosa richiede una visita ortopedica o fisiatrica, durante la quale il medico esegue test standardizzati di ipermobilità — il più usato è il Punteggio di Beighton, che valuta in un minuto la mobilità di polsi, pollici, gomiti, ginocchia e colonna. Un punteggio superiore a 4/9 indica ipermobilità generalizzata.
I segnali che suggeriscono di prenotare una visita prima di praticare sport estremi includono:
- Articolazioni che si "lussano" facilmente o danno la sensazione di "uscire" dal posto;
- Storia di distorsioni frequenti, anche per movimenti banali;
- Capacità di piegare le dita all'indietro in modo marcato o di iperestendere gomiti e ginocchia;
- Familiari di primo grado con la stessa condizione (la lassità è in parte ereditaria).
Puoi consultare uno specialista ortopedico, un fisiatra o un fisioterapista sportivo: questi professionisti sono in grado non solo di diagnosticare la condizione, ma di costruire un percorso di preparazione che permette di praticare attività fisiche intense — compresi gli sport estremi — in condizioni di sicurezza.
Su Expert Zoom abbiamo già raccontato come lesioni ai legamenti possano cambiare anche la carriera degli atleti professionisti: non serve essere campioni olimpici per meritare una valutazione preventiva.
Cosa fare concretamente questa settimana
La storia di Maddalena Corvaglia non è un invito a smettere di vivere in modo avventuroso: è un invito a farlo in modo informato. Prima di qualsiasi sport estremo — paracadutismo, arrampicata sportiva, motocross, kitesurf, surf ad alte onde — una visita ortopedica preventiva rappresenta il miglior investimento che puoi fare per la tua incolumità.
Se hai mai notato nei tuoi movimenti una flessibilità superiore alla media, se hai avuto distorsioni frequenti, o se semplicemente non hai mai effettuato una valutazione muscoloscheletrica, il momento di farlo è prima del prossimo lancio. Non dopo.
Su Expert Zoom puoi trovare in pochi minuti uno specialista ortopedico o un medico sportivo nella tua città, confrontare disponibilità e prenotare una consulenza. La diagnosi precoce non cambia solo il risultato sportivo: a 4.000 metri di quota, può cambiare tutto.
Avviso: questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il consulto medico professionale. Per qualsiasi dubbio relativo alla propria salute, è sempre necessario rivolgersi a un medico qualificato.

Sofia Marino