Al fischio finale di Italia-Belgio 0-2, all'Olimpico di Roma il 25 settembre 2026, il momento più commentato non è stato un gol né un rigore: è stata la rissa sfiorata tra Romelu Lukaku e Gianluigi Donnarumma. Il belga, dopo aver segnato e guidato la rimonta della sua nazionale, si è avvicinato al portiere italiano portando il dito alle labbra — un gesto di silenziamento che ha fatto scattare Donnarumma come una molla. Compagni di squadra e arbitro sono intervenuti in extremis; entrambi i giocatori hanno ricevuto un cartellino giallo. Ma la storia disciplinare potrebbe non essere finita qui.
Cosa è successo e perché conta sul piano legale
La dinamica dell'episodio è chiara: provocazione deliberata di Lukaku, reazione fisica (o quasi) di Donnarumma, intervento arbitrale con doppia ammonizione. Dal punto di vista del Regolamento di Gioco IFAB, l'arbitro ha fatto esattamente quanto previsto: ha sanzionato entrambi i comportamenti antisportivi con il cartellino giallo.
Il problema — o l'opportunità, a seconda di quale parte rappresenti un avvocato — è che il sistema disciplinare UEFA non si esaurisce con la decisione dell'arbitro in campo. Lo segnala chiaramente il Regolamento Disciplinare UEFA - Edizione 2026: il Corpo Ispettivo UEFA può aprire procedimenti aggiuntivi anche dopo che l'arbitro ha già sanzionato un comportamento, sulla base dei rapporti del match delegate e della revisione delle immagini televisive.
Questo meccanismo è più comune di quanto si pensi, e non riguarda solo le superstar del calcio internazionale.
Come funziona il procedimento disciplinare UEFA
Entro 24 ore dalla fine della partita, l'arbitro invia alla UEFA un rapporto dettagliato che include tutti i cartellini comminati e una descrizione narrativa degli incidenti di rilievo. Il match delegate UEFA redige a sua volta un rapporto indipendente. Se uno dei due documenti segnala comportamenti potenzialmente soggetti a sanzioni aggiuntive, il dossier viene trasmesso al Corpo Ispettivo UEFA.
L'ispettore ha 72 ore per decidere se aprire un procedimento formale. Se lo fa, notifica il club o la federazione nazionale interessata, che ha solitamente 5 giorni lavorativi per presentare memorie difensive. La decisione del giudice disciplinare può essere impugnata davanti al Comitato d'Appello UEFA e, in ultima istanza, al Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS) di Losanna.
Per incidenti come quello tra Lukaku e Donnarumma, le sanzioni più probabili — in assenza di contatto fisico effettivo — ricadono sotto l'articolo 11 (comportamento scorretto) e l'articolo 15.1.c (comportamento provocatorio verso un avversario) del Regolamento Disciplinare UEFA 2026. Le penalità tipo prevedono squalifiche da 1 a 3 partite più ammende fino a 20.000 euro. Nei casi con tentativo di contatto fisico, si può salire a 3-6 gare.
Il caso concreto: cosa succede se Donnarumma riceve una squalifica aggiuntiva
Immagina questa situazione specifica: Donnarumma ha già un cartellino giallo accumulato in UEFA Nations League 2026/27 prima di Italia-Belgio — quello di ieri sera è il suo secondo. Secondo l'articolo 59 del Regolamento Nations League, che rimanda al Regolamento Disciplinare UEFA, il raggiungimento della terza ammonizione nella fase a gironi comporta una squalifica automatica di una gara. Donnarumma è quindi in diffida: un'altra ammonizione e salterà la prossima partita.
Se in aggiunta a questo la UEFA aprisse un procedimento per "comportamento scorretto" e comminasse una squalifica di una gara supplementare, l'Italia si troverebbe senza il suo capitano per due partite consecutive di Nations League. Le implicazioni pratiche sono concrete e quantificabili:
- La FIGC dovrebbe convocare un terzo portiere aggiuntivo per le prossime uscite, con costi di logistica e preparazione stimabili tra 15.000 e 25.000 euro per il gruppo squadra.
- Per Donnarumma personalmente, i contratti di sponsorizzazione con grandi brand sportivi includono spesso clausole di "comportamento professionale": una squalifica UEFA può attivare penali che vanno dal 5% al 10% del valore annuale del contratto commerciale. Su un portafoglio sponsorizzazioni di livello internazionale, questa percentuale si traduce rapidamente in cifre a sei zeri.
- Se invece la UEFA decidesse di non aprire alcun procedimento aggiuntivo — applicando il principio del "ne bis in idem" già riconosciuto dalla giurisprudenza del CAS — il secondo cartellino giallo resterà semplicemente nell'accumulo ammonizioni, senza ulteriori conseguenze oltre alla diffida.
La distinzione tra questi due scenari dipende da quanto il match delegate ha riportato nel suo rapporto, e da quanto le immagini televisive siano state ritenute rilevanti per una potenziale apertura del procedimento.
La difesa di Lukaku: la provocazione è punibile?
Sul fronte belga, la domanda è diversa: il gesto di Lukaku — il dito alle labbra, il gesto del "2-0" verso Donnarumma — è classificabile come "comportamento provocatorio" ai sensi dell'articolo 15.1.c del Regolamento Disciplinare UEFA?
Tecnicamente sì. Il regolamento non richiede contatto fisico: un gesto deliberatamente diretto verso un avversario finalizzato a scatenare una reazione rientra nella definizione di "atto di provocazione". La sanzione minima è una squalifica di una partita con ammenda. Tuttavia, l'arbitro ha già estratto il cartellino giallo per Lukaku, e qui entra in gioco il principio del "ne bis in idem": la tendenza prevalente nella giurisprudenza UEFA e CAS è di non raddoppiare le sanzioni per comportamenti già sanzionati in campo, a meno che la condotta non presenti profili di particolare gravità non catturati dalla misura arbitrale.
Un avvocato sportivo esperto può costruire una memoria difensiva su questo principio, documentando con precisione la sequenza degli eventi e dimostrando che il cartellino giallo dell'arbitro era già una risposta proporzionata.
Come un avvocato sportivo interviene: dalla diffida al ricorso
Queste situazioni — e non riguardano solo i campioni della Nazionale — si ripetono a tutti i livelli del calcio organizzato: FIGC, Leghe Regionali, campionati dilettantistici. Il meccanismo di giustizia sportiva è analogo, anche se gli organi cambiano (Giudice Sportivo FIGC, Corte Sportiva d'Appello, Collegio di Garanzia del CONI).
Un avvocato specializzato in diritto sportivo può intervenire in tre momenti chiave:
Fase preventiva: analisi del rapporto arbitrale prima che venga trasmesso all'organo disciplinare, per identificare eventuali imprecisioni o omissioni che potrebbero essere corrette attraverso la procedura di rettifica prevista dal regolamento.
Fase difensiva: redazione della memoria difensiva entro i termini previsti (solitamente 5 giorni lavorativi dalla notifica), con supporto documentale (video, testimonianze, precedenti giurisprudenziali) per contestare la sanzione o chiederne la riduzione.
Fase di ricorso: se la sanzione è confermata, valutazione dei criteri di ammissibilità del ricorso davanti al Comitato d'Appello UEFA o, per questioni di diritto, davanti al CAS di Losanna. I tempi sono stretti — di norma 7 giorni dalla notifica della decisione di primo grado.
La tempestività è il fattore critico: una sanzione non impugnata nei termini diventa definitiva e irrevocabile, anche se le prove per contestarla erano disponibili.
Il precedente che conta: la giurisprudenza del CAS sulla provocazione
Il CAS ha affrontato casi analoghi in più occasioni. In diverse sentenze, ha riconosciuto la "provocazione ricevuta" come circostanza attenuante significativa per il giocatore che ha reagito, riducendo la sanzione rispetto a quanto inizialmente comminato dagli organi disciplinari UEFA. Questo non elimina la responsabilità, ma può fare la differenza tra una squalifica di tre partite e una di una sola gara.
Il principio chiave è la proporzionalità tra provocazione e reazione: quanto più documentata è la condotta provocatoria dell'avversario, tanto maggiore è lo spazio per ottenere una riduzione della sanzione per chi ha reagito.
Quando agire e dove trovare assistenza
Che tu sia un calciatore professionista, un procuratore sportivo o un dirigente di club, in presenza di un procedimento disciplinare UEFA o FIGC la finestra temporale per agire è stretta. Entro 5 giorni dalla notifica della sanzione, devi avere già in mano una strategia difensiva.
Su Expert Zoom, puoi richiedere una consulenza immediata con avvocati specializzati in diritto sportivo: professionisti che conoscono la giurisprudenza UEFA, i precedenti del CAS e le procedure FIGC, e che possono valutare il tuo caso in tempi compatibili con le scadenze sportive.
Nota: questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, è necessario rivolgersi a un professionista qualificato.

Sofia Gallo