Eruzione del Krakatoa annulla i voli da Jakarta: cosa spetta davvero ai passeggeri secondo la legge UE

Veduta aerea del vulcano Anak Krakatau con colonna di cenere e lava nello Stretto della Sonda, Indonesia

Photo : Pierre Markuse / Wikimedia

Sofia Sofia GalloAvvocati
7 min di lettura 6 settembre 2026

L'eruzione dell'Anak Krakatau che nella notte tra il 4 e il 6 settembre 2026 ha proiettato una colonna di cenere fino a 15 chilometri di altitudine nello Stretto della Sonda ha costretto l'aeroporto internazionale Soekarno-Hatta di Giacarta a sospendere tutte le operazioni di volo. Migliaia di passeggeri — molti dei quali italiani in partenza o in transito per mete del Sudest asiatico — si sono ritrovati bloccati senza un volo alternativo immediato. La domanda che rimbalza sui forum di viaggio è una sola: ho diritto al risarcimento?

Cosa è successo: la più grande eruzione dal 2018

L'attività eruttiva è ripresa con insolita violenza la sera del 4 settembre 2026, con fontane di lava visibili a decine di chilometri di distanza e boati avvertiti fino alle province di Banten e Lampung. Secondo il Volcanic Ash Advisory Center (VAAC) di Darwin, la nube piroclastica ha raggiunto i 15 chilometri di altitudine: si tratta dell'eruzione più intensa da quando, nel dicembre 2018, il parziale collasso del cono vulcanico aveva già generato uno tsunami. Il Centro Vulcanologico Indonesiano (PVMBG) ha portato il livello di allerta al Livello III su quattro (Siaga), istituendo una zona di esclusione di 3 chilometri attorno al cratere. Nessun morto, nessuna evacuazione obbligatoria al momento della stesura — ma lo spazio aereo attorno a Giacarta è rimasto chiuso per ore, con effetti a cascata su decine di voli internazionali.

La trappola legale che frega i passeggeri ignari

Qui scatta il paradosso che ogni avvocato specializzato in diritto aereo conosce bene. In base al Regolamento CE 261/2004, che tutela i passeggeri dei voli da e verso l'Unione Europea, una cancellazione dà normalmente diritto a una compensazione pecuniaria forfettaria: 250 euro per tratte fino a 1.500 km, 400 euro fino a 3.500 km, 600 euro oltre i 3.500 km. Un volo Roma–Giacarta supera abbondantemente i 10.000 km: compensazione massima, quindi.

Salvo che il volo non sia stato cancellato per una circostanza eccezionale.

Un'eruzione vulcanica che ostruisce lo spazio aereo rientra esattamente in questa categoria, come confermato dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea nella sentenza C-12/11 del 31 gennaio 2013. Quando la causa è esterna e strutturalmente imprevedibile — maltempo estremo, sismi, eruzioni — la compagnia aerea non è tenuta a versare la compensazione forfettaria, perché l'evento è al di fuori del suo controllo operativo.

Il risultato pratico: chi si aspettava 600 euro di risarcimento automatico li vedrà quasi certamente rifiutati, e il rifiuto è legittimo secondo la legge europea.

I tre diritti che le compagnie non possono negarti (nemmeno per il Krakatoa)

Il grosso equivoco è pensare che "circostanza eccezionale" significhi "zero tutele". Non è così. Il Regolamento 261/2004 distingue chiaramente tra compensazione pecuniaria — esclusa in caso di forza maggiore — e assistenza e rimborso, che restano sempre dovuti senza eccezioni.

1. Rimborso integrale del biglietto o riprotezione gratuita

Se il volo è cancellato, la compagnia deve offrire entro breve tempo una scelta vincolante. Il passeggero può richiedere il rimborso completo del prezzo pagato, incluse le tratte non effettuate, entro 7 giorni, oppure scegliere la riprotezione: un nuovo volo verso la destinazione finale alle condizioni comparabili più vicine possibili, o in una data futura scelta dal passeggero stesso. La compagnia non può imporre una sola delle due opzioni.

2. Assistenza in aeroporto per tutta la durata dell'attesa

Anche se l'evento è eccezionale, la compagnia resta obbligata a fornire gratuitamente: pasti e bevande in proporzione al tempo trascorso, sistemazione in hotel se la partenza è rinviata al giorno successivo, trasporto andata e ritorno tra aeroporto e albergo, e almeno due comunicazioni gratuite (telefonate, email). Se la compagnia non organizza direttamente i servizi, il passeggero può sostenere le spese e presentare le ricevute per il rimborso: è una prassi consolidata davanti ai giudici italiani, a condizione di conservare ogni scontrino.

3. Rimborso delle spese accessorie se il viaggio perde senso

Se la cancellazione rende inutile l'intera trasferta — un volo di ritorno perso, un hotel a Bali prepagato e non rimborsabile, un evento al quale non si potrà partecipare — alcuni tribunali italiani hanno riconosciuto il diritto al rimborso delle spese accessorie, sulla base del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) e della responsabilità contrattuale. Non è un diritto automatico: richiede la prova del nesso causale e, nella pratica, l'intervento di un avvocato. Ma è un diritto reale, che vale la pena valutare.

Per approfondire i diritti in caso di cancellazione volo con Wizz Air o altri vettori low cost, questo articolo illustra le procedure specifiche in ambito europeo.

Il caso di Marco: quanto vale il danno da Krakatoa?

Prendiamo il caso concreto di Marco, 42 anni, manager romano che aveva prenotato un volo diretto Fiumicino–Soekarno-Hatta con partenza fissata per le 22:40 del 5 settembre 2026. Il biglietto andata e ritorno, acquistato a marzo, costava 1.140 euro. A Giacarta lo attendeva una settimana di riunioni commerciali con un cliente indonesiano; il volo di ritorno era fissato per il 13 settembre. Tre ore prima del decollo, la compagnia invia un SMS: volo sospeso per eruzione vulcanica.

Se Marco sceglie di rinunciare al viaggio:

  • Compensazione forfettaria (€600): zero — l'eruzione è circostanza eccezionale certificata
  • Rimborso del biglietto A/R: 1.140 euro integrali, entro 7 giorni dalla richiesta
  • Hotel + cena + colazione (era già in aeroporto): la compagnia deve coprire il pernottamento, stimabile in 80-120 euro in una struttura vicina a Fiumicino, se non li organizza direttamente

Se Marco sceglie la riprotezione:

  • La compagnia deve offrire il primo volo disponibile per Giacarta, anche via scalo e su vettore diverso, senza costi aggiuntivi per Marco
  • Se il primo posto libero è il 9 settembre, Marco perde 4 giorni di riunioni. Il danno commerciale (contratti saltati, costi di riprogrammazione) non è automaticamente coperto dal Regolamento 261/2004, ma potrebbe essere oggetto di una richiesta separata basata sulla responsabilità contrattuale della compagnia per il volo originario

La soglia critica che molti non conoscono: Marco aveva acquistato il biglietto di ritorno come volo separato su una seconda compagnia low cost. Se l'app della prima compagnia mostra ritardo del volo alternativo fino al 9 settembre, il volo di ritorno del 13 settembre è a rischio. La seconda compagnia — non coinvolta nell'eruzione — non ha alcun obbligo di rimborso per la tratta di ritorno. Marco si trova in una situazione di "voli disgiunti", in cui la differenza tra recuperare o perdere 350 euro dipende esclusivamente da come aveva acquistato i biglietti.

Questo dettaglio da 300-500 euro è esattamente il tipo di scenario in cui il parere di un avvocato specializzato in diritto aereo cambia l'esito della pratica.

Come agire: il protocollo in tre fasi

All'aeroporto, nelle prime ore:

  • Richiedere la conferma scritta della cancellazione (email, SMS, documento cartaceo) con indicazione della causa specifica
  • Non accettare voucher in sostituzione del rimborso in denaro: il Regolamento 261/2004 garantisce il rimborso in contanti o equivalente, non buoni da usare entro 12 mesi
  • Conservare tutte le ricevute di pasti, hotel e taxi sostenuti durante l'attesa

Entro 24-48 ore:

  • Inviare reclamo formale alla compagnia via email certificata o PEC, citando esplicitamente il Regolamento CE 261/2004 e specificando la somma richiesta (rimborso biglietto + spese documentate)
  • Se la compagnia non risponde entro 60 giorni o nega il rimborso, presentare denuncia all'ENAC (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile)

Se l'importo supera i 2.000-2.500 euro — voli persi, hotel prepagati, danni commerciali — valutare una consulenza con un avvocato specializzato in diritto aereo e dei consumatori prima di procedere in autonomia.

⚠️ Avviso: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza legale. Per valutare il vostro caso specifico, è consigliabile rivolgersi a un professionista qualificato.

L'errore più costoso: rinunciare in silenzio

Secondo le stime del Parlamento Europeo, meno del 30% dei passeggeri con volo cancellato presenta un reclamo formale alla compagnia. Nel caso delle circostanze eccezionali, la percentuale scende ancora: molti passeggeri rinunciano in anticipo, convinti che il vulcano escluda qualsiasi tutela.

Il risultato è che le compagnie aree restituiscono meno di quanto dovrebbero, anche solo per i diritti incontestabili: rimborso biglietto, pasti, pernottamento. Sono cifre che raramente superano i 200-300 euro per singola pratica — ma moltiplicate per decine di migliaia di passeggeri bloccati da un'eruzione come quella del Krakatoa, rappresentano una somma enorme che rimane nelle tasche delle compagnie.

L'eruzione del Krakatoa non dà diritto ai 600 euro di compensazione forfettaria. Ma la compagnia aerea resta comunque debitrice di 1.140 euro di biglietto (o del volo alternativo), delle spese di soggiorno forzato documentate, e della libertà del passeggero di scegliere come procedere. Sono diritti scritti nella legge europea, e valgono indipendentemente da qualsiasi vulcano.

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