Catherine, principessa del Galles, ha partecipato il 6 giugno 2026 al matrimonio del cugino Peter Phillips con Harriet Sperling nelle Cotswolds. Tra gli invitati c'era anche Rupert Finch, suo storico fidanzato ai tempi dell'Università di St Andrews. Le immagini hanno fatto il giro del mondo nel giro di poche ore, eppure si trattava di una cerimonia formalmente privata.
Il caso ripropone una domanda concreta per chiunque organizzi o partecipi a un evento con ospiti famosi in Italia: fino a che punto un fotografo può immortalare un VIP senza il suo consenso? La legge italiana, integrata dal Regolamento europeo sulla protezione dei dati, traccia confini precisi che pochi conoscono davvero.
Cosa è successo al matrimonio reale del 6 giugno
Secondo quanto riportato da Dilei, la principessa è apparsa "rilassata e sorridente" nonostante la presenza di Finch tra gli invitati. Pochi giorni prima, il 3 giugno, Kate aveva preso parte a un ricevimento per Cancer Research UK a Londra, come documentato da TGCom24. E a metà maggio aveva visitato il Christie NHS Foundation Trust di Manchester, centro oncologico di riferimento della Greater Manchester.
L'aspetto giuridicamente rilevante è un altro. Le foto del matrimonio Phillips-Sperling sono state realizzate dall'esterno della tenuta, in un'area visibile dalla strada pubblica, da fotografi che non avevano ricevuto un invito formale. Una situazione che si ripete spesso anche in Italia, dove matrimoni di celebrità come quello di Zendaya e Tom Holland sul Lago di Como creano dinamiche analoghe.
Diritto all'immagine: cosa dice davvero la legge italiana
L'articolo 10 del Codice Civile e gli articoli 96 e 97 della Legge sul diritto d'autore (Legge 633/1941) fissano la regola di base: l'immagine di una persona non può essere esposta, riprodotta o messa in commercio senza il suo consenso. Esistono però tre eccezioni che cambiano completamente lo scenario per gli ospiti VIP di un matrimonio in Italia.
Prima eccezione: la notorietà. Quando la persona ritratta è notoria, il consenso non è richiesto se l'immagine è collegata a fatti di pubblico interesse. Una principessa che esce da una chiesa rientra nella categoria. Una principessa che balla con un ex-fidanzato all'interno del ricevimento privato, no.
Seconda eccezione: il luogo pubblico. Una persona, anche non famosa, fotografata in un luogo aperto al pubblico ha tutele ridotte. Il giardino privato di una tenuta, anche se visibile da fuori, resta privato secondo la giurisprudenza italiana consolidata (Cassazione civile, sezione I, n. 17211 del 2007).
Terza eccezione: lo scopo informativo. Se la pubblicazione serve a documentare un fatto di cronaca, prevale il diritto di informazione. Ma la Corte di Cassazione ha precisato che lo "scopo informativo" non copre le foto sensazionalistiche prive di valore documentale.
Cosa rischiano i fotografi e i media in Italia
Un avvocato civilista può valutare se una pubblicazione integra una violazione del diritto all'immagine. Le conseguenze concrete sono tre. Il risarcimento del danno patrimoniale, calcolato sul "prezzo del consenso" che la persona ritratta avrebbe potuto chiedere. Il risarcimento del danno non patrimoniale, quando viene leso il decoro o la reputazione. La rimozione immediata del contenuto, ottenibile in via d'urgenza.
Secondo il Garante per la protezione dei dati personali, l'utilizzo di immagini di persone identificabili rientra nel trattamento di dati personali ai sensi del GDPR. Questo significa che il fotografo o l'editore deve poter dimostrare una base giuridica legittima per la pubblicazione, non basta più la semplice argomentazione della "notorietà".
Cosa fare se si organizza un evento con VIP in Italia
Per chi sposa una persona famosa o invita personalità note alla propria cerimonia, esistono cautele contrattuali precise. Le agenzie di organizzazione di matrimoni di alto profilo, da almeno cinque anni, inseriscono clausole di riservatezza nei contratti con fornitori, fotografi ufficiali e personale di servizio. Un avvocato specializzato in diritto della privacy può redigere un Non Disclosure Agreement adattato alla cerimonia.
Anche il luogo conta. La giurisprudenza distingue chiaramente tra terreno privato chiuso da recinzioni e visibile dall'esterno, e terreno effettivamente "appartato" non raggiungibile da teleobiettivi standard. Il caso Onassis-Caroline di Monaco, deciso dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo nel 2004, ha stabilito che anche un personaggio pubblico ha diritto a un'aspettativa di privacy in contesti privati, principio recepito dalla Cassazione italiana.
Cosa fare se si è ritratti senza consenso
Se la propria immagine viene utilizzata senza autorizzazione, il primo passo è la diffida formale all'editore, con richiesta di rimozione entro un termine breve (tipicamente 48 ore). In assenza di risposta, è possibile un ricorso d'urgenza ex articolo 700 del Codice di Procedura Civile, che consente di ottenere un provvedimento inibitorio in pochi giorni.
In parallelo si può presentare un reclamo al Garante Privacy, gratuito e che obbliga il titolare del trattamento a rispondere entro novanta giorni. Per situazioni complesse, soprattutto se il contenuto è già diffuso su più piattaforme, un avvocato esperto in diritto digitale può coordinare le richieste di rimozione internazionali e quantificare il danno.
Resta una verità che vale anche per chi non è una principessa: in un'epoca in cui qualunque smartphone diventa una macchina fotografica, conoscere i propri diritti è la prima vera tutela. Anche se non si è seguiti dai paparazzi di mezza Europa.

Sofia Gallo