Jo Squillo e la perdita dei genitori: cosa cambia con la successione nel 2026

Donna italiana che esamina documenti di successione in uno studio notarile romano
5 min di lettura 27 aprile 2026

Nella serata del 26 aprile 2026, Jo Squillo è ospite di Che Tempo Che Fa su Rai 3, reduce dall'avventura di Pechino Express 2026. La cantante e personaggio televisivo, 63 anni, riporta alla luce una storia che aveva già commosso l'Italia: nel 2016, ha perso entrambi i genitori nel giro di un mese. «Ero sola con mia sorella», ha raccontato in più interviste. È una situazione che, dal punto di vista legale e burocratico, pone sfide concrete a chiunque si trovi ad affrontarla. E il 2026, con le recenti modifiche alla legge sulle successioni, è un anno importante per capire cosa cambia.

Perdere due genitori in poco tempo: una realtà più comune di quanto si pensi

La storia di Jo Squillo non è isolata. La perdita ravvicinata di entrambi i genitori — per malattia, per età, o per cause concomitanti — è una situazione che tocca migliaia di famiglie italiane ogni anno. Dal punto di vista emotivo, significa affrontare un lutto doppio in tempi compressi. Dal punto di vista legale, significa gestire due procedure di successione distinte, spesso sovrapposte, con scadenze burocratiche che non aspettano il dolore.

Quando un genitore muore, si apre la successione: i figli ereditano — in tutto o in parte — i beni del genitore deceduto. Se il secondo genitore muore poco dopo, si apre una seconda successione, che include anche la quota appena ereditata dalla prima. Il rischio è di trovarsi sopraffatti da adempimenti burocratici mentre si è ancora in pieno lutto.

Due successioni in rapida successione: cosa prevede la legge italiana

In Italia, la dichiarazione di successione deve essere presentata all'Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso. Non presentarla in tempo comporta sanzioni che possono arrivare al 30% delle imposte dovute, più interessi.

Quando le due morti avvengono a poca distanza, le pratiche possono sovrapporsi. Ecco le fasi principali:

  1. Inventario dei beni: raccogliere i documenti patrimoniali del defunto (conti correnti, immobili, titoli, debiti)
  2. Dichiarazione di successione: presentazione telematica all'Agenzia delle Entrate entro 12 mesi
  3. Voltura catastale: aggiornamento della titolarità degli immobili
  4. Pagamento delle imposte: imposta di successione (con franchigie che variano in base al grado di parentela)
  5. Divisione dell'asse ereditario: tra gli eredi, se più di uno

Per ogni successione, il procedimento si ripete. In caso di successioni multiple ravvicinate, la complessità aumenta in modo significativo — soprattutto se uno degli eredi del primo defunto è diventato erede e poi è morto a sua volta prima della chiusura della prima pratica.

La novità del 2026: addio al coacervo successorio

Il 2026 ha portato una modifica importante al diritto successorio italiano: l'eliminazione del cosiddetto coacervo successorio. Si tratta di un meccanismo che, fino a poco fa, imponeva di sommare le donazioni ricevute in vita al valore dell'eredità per il calcolo dell'imposta, riducendo le franchigie disponibili e aumentando il carico fiscale sugli eredi.

Con l'abrogazione esplicita del coacervo successorio, le donazioni ricevute in vita non si computano più nell'asse ereditario ai fini fiscali. In concreto, chi ha ricevuto in donazione un immobile da un genitore e poi eredita il secondo genitore, oggi paga l'imposta di successione solo sul valore effettivo dell'eredità, senza sommare il valore delle donazioni precedenti. Una modifica che può fare una differenza sostanziale per molte famiglie.

È una semplificazione che il legislatore ha introdotto per ridurre il contenzioso e allineare la normativa italiana a quella di molti altri Paesi europei. Tuttavia, la sua applicazione concreta dipende dalle specificità di ogni situazione patrimoniale.

I passi pratici da fare dopo la morte di un genitore

Indipendentemente dall'entità del patrimonio, esistono passi burocratici obbligatori che ogni erede deve compiere:

  • Entro 30 giorni: comunicare il decesso all'INPS e agli enti pensionistici per bloccare eventuali pagamenti impropri
  • Entro 3 mesi: chiedere la certificazione del saldo dei conti correnti alla data del decesso
  • Entro 12 mesi: presentare la dichiarazione di successione (le istruzioni complete sono disponibili sul sito del Consiglio Nazionale del Notariato)
  • Dopo la dichiarazione: procedere con le volture catastali degli immobili e con la ripartizione tra gli eredi

In caso di successione con più eredi (ad esempio figli e coniuge superstite) o in presenza di testamento, le cose si complicano ulteriormente. Il testamento può modificare le quote legali di legge, ma solo entro certi limiti — le "quote di legittima" dei figli e del coniuge sono protette e non possono essere escluse interamente.

Quando serve (davvero) un avvocato per la successione

Non tutte le successioni richiedono un avvocato. Patrimonii semplici — un conto corrente, nessun immobile, eredi in accordo tra loro — possono essere gestiti autonomamente o con il solo supporto di un notaio o di un commercialista.

Ma ci sono situazioni in cui l'assistenza legale è essenziale:

  • Presenza di debiti: se il defunto aveva debiti, l'erede che accetta l'eredità li eredita. L'accettazione con beneficio d'inventario è un'opzione che un avvocato può aiutare a valutare
  • Conflitti tra eredi: quando fratelli, coniugi o altri parenti non sono d'accordo sulla divisione
  • Testamento contestato: quando si sospetta che il testamento non rispecchi la volontà reale del defunto o che violi le quote di legittima
  • Patrimonii complessi: immobili in più Paesi, partecipazioni societarie, polizze vita, trust
  • Successioni ravvicinate: come nel caso di Jo Squillo, gestire due successioni in poco tempo richiede coordinamento e competenza specifica

Un avvocato specializzato in successioni può evitare errori costosi, pianificare la gestione fiscale ottimale e accompagnare gli eredi in un momento già difficile di per sé.

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La perdita di un genitore è già abbastanza difficile. La burocrazia non dovrebbe aggiungere ulteriore peso. Un professionista al tuo fianco fa la differenza.

Avvertenza YMYL: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza legale. Per valutare la tua situazione specifica, rivolgiti sempre a un avvocato qualificato.

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