La mattina del 30 settembre 2026, Jakub Wiatr — 21 anni, studente polacco in visita a Milano — è stato trovato senza vita in un cavedio profondo circa 15 metri tra Piazza Gae Aulenti e la Stazione Garibaldi. Aveva trascorso la sera precedente al nightclub Justme Milano in zona Corso Como, poi era scomparso. I genitori, disperati, avevano lanciato appelli pubblici tramite l'associazione Penelope Lombardia. Secondo le prime ricostruzioni della Polizia di Stato, Jakub aveva scavalcato una ringhiera cercando una scorciatoia verso Corso Como, precipitando nel vuoto. Ora la Procura di Milano ha aperto un'indagine: ma chi è responsabile di quel cavedio accessibile nel cuore della città?
L'articolo 2051: la norma che tutela le vittime di spazi pericolosi
L'articolo 2051 del Codice Civile italiano stabilisce che chiunque abbia in custodia una cosa è responsabile dei danni che essa causa, salvo prova del caso fortuito. È la norma cardine della responsabilità da cose in custodia, applicabile tanto ai privati quanto agli enti pubblici e alle società di gestione immobiliare.
Nel contesto di Piazza Gae Aulenti — area riqualificata di alto pregio nel cuore del Nuovo Centro di Milano, gestita da soggetti privati in convenzione con il Comune — la questione della custodia del cavedio è centrale per determinare chi risponde civilmente della morte di Jakub Wiatr.
Una recente ordinanza della Terza Sezione Civile della Corte d'Appello datata 15 gennaio 2026, relativa a una caduta su un piano disconnesso in un porticato romano, ha ribadito che l'art. 2051 c.c. si applica anche nei casi in cui la pericolosità del bene non fosse immediatamente percepibile dall'utente. Il custode non può limitarsi ad apporre cartelli di avviso: deve adottare misure concrete e proporzionate al rischio. Affidarsi all'"autoresponsabilità" dell'utente non è più sufficiente come esimente, secondo la nuova lettura della Corte.
Nel caso di un cavedio accessibile mediante scavalcamento di una ringhiera — in una zona frequentata da giovani nelle ore notturne — il tema centrale è se le misure adottate dal gestore fossero davvero proporzionate al rischio prevedibile.
Standard tecnici e profili penali
Il D.P.R. 380/2001 (Testo Unico Edilizia) fissa requisiti minimi per recinzioni e barriere in prossimità di vuoti o dislivelli pericolosi: altezza minima di 1 metro e 10 centimetri, con maglie o pannelli tali da impedire il passaggio accidentale di persone. Se la ringhiera di Piazza Gae Aulenti non rispettava questi standard, la responsabilità civile del gestore diventa difficilmente contestabile.
Sul piano penale, la Procura di Milano valuterà se configurare il reato di omicidio colposo per omissione di cautele ai sensi dell'articolo 589 del Codice Penale. La pena prevista va da sei mesi a cinque anni di reclusione e si aggrava quando la morte avviene con violazione di norme specifiche sulla sicurezza dei luoghi.
Va considerato, tuttavia, un elemento che i legali della difesa utilizzeranno certamente: il comportamento di Jakub — aver scavalcato deliberatamente una ringhiera nelle primissime ore del mattino — potrà essere valutato come concorso di colpa della vittima ai sensi dell'art. 1227 c.c., con conseguente riduzione proporzionale del risarcimento. Il giudice stabilirebbe la percentuale di riduzione valutando lo stato di lucidità del giovane, la visibilità del pericolo e l'adeguatezza della segnaletica. In casi analoghi di cadute in spazi urbani, la quota imputata alla vittima ha oscillato storicamente tra il 10% e il 40% del danno totale.
La responsabilità della discoteca: un fronte spesso trascurato
Un secondo fronte di indagine riguarda il nightclub Justme Milano. Secondo le testimonianze raccolte dalla Polizia, Jakub aveva lasciato la discoteca con un amico e alcune ragazze polacche, sembrando orientato verso Corso Como. La domanda che i legali della famiglia pongono è se il personale della struttura abbia verificato le condizioni dei clienti all'uscita, in particolare di un ragazzo straniero da solo nella notte.
In Italia, la giurisprudenza ha riconosciuto in alcune circostanze la responsabilità civile dei gestori di locali notturni quando non abbiano adottato misure di sicurezza adeguate — incluso il controllo del consumo di alcol e la gestione dell'uscita dei clienti. Questo fronte sarà valutato dai magistrati parallelamente all'indagine sul cavedio.
Caso concreto: cosa ottiene la famiglia Wiatr e in quanto tempo
Prendiamo il caso specifico: genitori residenti in Polonia, figlio 21enne deceduto a Milano il 30 settembre 2026 in circostanze con potenziali responsabilità del gestore. Ecco cosa cambia concretamente nei prossimi mesi, con i numeri.
Costi immediati del rimpatrio. Il rimpatrio internazionale di una salma dall'Italia alla Polonia richiede l'autorizzazione del Prefetto di Milano e il nulla osta del Consolato polacco. I costi totali — certificazioni sanitarie, cofanatura omologata per il trasporto internazionale, trasporto aereo o su gomma — oscillano tra 4.000 e 8.000 euro. Secondo il Regio Decreto n. 1265 del 27 luglio 1934 (tuttora vigente), la richiesta al Prefetto richiede in media 7-15 giorni lavorativi. Questi importi rientrano nei danni patrimoniali risarcibili nell'eventuale azione civile.
Risarcimento per morte del figlio. I tribunali italiani calcolano il danno non patrimoniale per perdita del rapporto parentale applicando le tabelle del Tribunale di Milano, le più usate in Italia. Per la morte di un figlio di 21 anni, il risarcimento spettante a ciascun genitore si attesta tra 150.000 e 350.000 euro, in funzione dell'intensità del legame affettivo e della convivenza. I fratelli e le sorelle, se presenti, hanno diritto a quote inferiori, comprese tra 25.000 e 80.000 euro ciascuno.
La regola if/then determinante. Se la perizia tecnica disposta dalla Procura di Milano accerta che le barriere del cavedio di Piazza Gae Aulenti non rispettavano i requisiti minimi del D.P.R. 380/2001, allora il gestore dell'area risponde in solido con il Comune di Milano ai sensi dell'art. 2051 c.c. per il danno integrale subito dalla famiglia. In presenza di concorso di colpa della vittima stimato al 30%, il risarcimento netto per i soli genitori scenderebbe a un valore orientativo compreso tra 210.000 e 490.000 euro — comunque una somma che rende concretamente vantaggioso rivolgersi a un avvocato specializzato.
La dimensione transnazionale: quale legge si applica
La morte di Jakub Wiatr apre automaticamente un tema di diritto internazionale privato, spesso trascurato nelle prime ore di shock.
Il Regolamento UE n. 650/2012 sulla successione transfrontaliera stabilisce che la legge applicabile alla successione è quella dello Stato di residenza abituale del defunto. Se Jakub era residente in Polonia — come sembra probabile per un giovane in visita — la successione dei suoi beni in Italia (conto corrente, oggetti personali, eventuali crediti maturati) sarà regolata dalla legge polacca, non da quella italiana. Questo semplifica notevolmente la procedura per la famiglia.
Per l'azione di responsabilità civile contro il gestore del cavedio, invece, la giurisdizione rimane italiana: ai sensi del Regolamento UE n. 1215/2012 (Bruxelles I bis), i familiari residenti in Polonia possono citare in giudizio il soggetto responsabile davanti al Tribunale di Milano senza doversi spostare fisicamente in Italia per le udienze preliminari.
Questo significa che la famiglia avrà bisogno di due professionisti distinti: un avvocato italiano per l'azione risarcitoria e, eventualmente, un notaio o avvocato polacco per gestire la successione dei beni.
I passi immediati da compiere
Per chiunque si trovi in una situazione analoga — sia per casi che riguardano spazi pubblici pericolosi, sia per la perdita di un familiare straniero in Italia — questi sono i passaggi critici delle prime 72 ore:
- Contattare il Consolato del Paese di origine (per la Polonia: Consolato Generale di Milano, Via Borgogna 2). Il consolato avvia le pratiche di rimpatrio e fornisce un elenco di avvocati italiani con esperienza in casi transfrontalieri.
- Richiedere copia di tutti gli atti alla Procura competente: numero di procedimento, verbali di sopralluogo, rapporto tecnico sullo stato delle barriere al momento dell'incidente.
- Non accettare proposte di accordo senza consulenza legale: in casi simili, i gestori assicurativi propongono spesso transazioni rapide nelle prime settimane, ampiamente inferiori al valore reale del danno calcolabile con le tabelle di Milano.
- Documentare lo stato dei luoghi prima di eventuali modifiche: il legale può richiedere un'ispezione urgente tramite procedimento cautelare.
Casi analoghi di incidenti mortali in contesti urbani milanesi mostrano che i familiari delle vittime ottengono risarcimenti concreti quando si affidano per tempo a professionisti del diritto con esperienza specifica. Come dimostrano vicende recenti — come quella di Davide Di Lernia, deceduto in un incidente in moto a Milano — il percorso legale in Italia è accessibile anche per le famiglie straniere, purché si agisca rapidamente e con il supporto giusto.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale. Per valutare la propria situazione specifica, è necessario rivolgersi a un avvocato abilitato.

Sofia Gallo