Il 19 marzo 2026, le azioni di INWIT — il principale operatore di torri di telecomunicazione italiano — sono crollate del 20% alla Borsa di Milano, toccando i minimi degli ultimi 52 settimane a 6,14 euro. La causa: TIM e una joint venture Fastweb-Vodafone hanno annunciato piani per costruire 6.000 nuovi siti tower alternativi. Mentre gli investitori reagivano al crollo, migliaia di italiani hanno ricominciato a chiedersi: le antenne 5G fanno davvero male alla salute?
Perché INWIT è sotto i riflettori
INWIT gestisce oltre 25.000 torri di telecomunicazione in tutta Italia, molte delle quali ospitano antenne 5G. La notizia del 19 marzo 2026 ha scosso il mercato: i principali clienti di INWIT (TIM e Fastweb/Vodafone, che rappresentano circa l'80% dei ricavi) hanno deciso di costruire infrastrutture proprie per ridurre i costi.
Parallelamente, INWIT ha rivisto al ribasso le previsioni 2026: ricavi attesi tra 1.050 e 1.090 milioni di euro, con una crescita rallentata rispetto alle aspettative iniziali. L'azienda punta comunque a 2.000 nuovi siti entro il 2030 e ha firmato un accordo da 350 milioni di euro con la Banca Europea per gli Investimenti per finanziare lo sviluppo delle infrastrutture digitali.
Più torri, più 5G, più antenne nei quartieri residenziali: non sorprende che il dibattito sulla salute si riaccenda.
Cosa dice la scienza sulle antenne 5G
Il 5G utilizza onde radio non ionizzanti — lo stesso tipo di radiazioni emesse da Wi-Fi, telefoni cellulari e televisori. La distinzione è fondamentale: le radiazioni ionizzanti (come i raggi X) possono danneggiare il DNA; quelle non ionizzanti, a basse intensità, non hanno questo effetto.
Il consenso scientifico attuale:
- L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) monitora continuamente la letteratura scientifica sul 5G. Ad oggi, non esiste evidenza consolidata che le antenne conformi ai limiti normativi rappresentino un rischio per la salute umana.
- L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) italiano ha pubblicato nel 2024 una revisione sistematica che conferma: le esposizioni entro i limiti di legge non producono effetti biologici dannosi dimostrati.
- Le frequenze 5G (da 600 MHz a 6 GHz per il 5G sub-6) penetrano poco nei tessuti biologici e non raggiungono gli organi interni.
I limiti italiani: tra i più severi al mondo
L'Italia applica limiti di esposizione alle radiofrequenze tra i più restrittivi a livello globale: il campo elettrico massimo consentito è di 6 V/m nelle aree abitate, rispetto ai 61 V/m raccomandati dalla Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti (ICNIRP). Il governo ha respinto proposte di innalzare questi limiti nonostante le pressioni degli operatori.
Oltre 600 comuni italiani hanno tuttavia approvato mozioni contro il 5G. Questa resistenza è alimentata principalmente da informazioni non verificate sui social media, e non da studi scientifici peer-reviewed.
Quando è giusto preoccuparsi e consultare un medico
Nonostante il consenso scientifico rassicurante, alcune persone riferiscono sintomi che attribuiscono all'esposizione alle radiofrequenze: mal di testa, difficoltà di concentrazione, affaticamento, disturbi del sonno. Questo fenomeno è noto come elettrosensibilità o ipersensibilità elettromagnetica (IEI-EMF).
Gli studi clinici in doppio cieco mostrano in modo consistente che i soggetti che si dichiarano elettrosensibili non riescono a distinguere, in condizioni controllate, l'esposizione reale da quella simulata. Ciò suggerisce che i sintomi abbiano un'origine psicosomatica o siano legati ad altri fattori ambientali.
Tuttavia, i sintomi sono reali e meritano attenzione medica. Se avvertite:
- Cefalee frequenti senza causa apparente
- Disturbi del sonno persistenti (insonnia, risvegli notturni)
- Affaticamento cronico non spiegato da altre patologie
- Difficoltà di concentrazione che interferisce con il lavoro
...è importante consultare un medico — non necessariamente per escludere danni da 5G, ma per individuare cause cliniche reali (ipertensione, carenza di vitamina D, apnee notturne, ansia, etc.) che si nascondono spesso dietro sintomi che i pazienti attribuiscono all'ambiente.
Un medico del lavoro o un internista può eseguire una valutazione completa e, se necessario, richiedere una consulenza specialistica.
Per approfondire il tema della salute e delle radiazioni non ionizzanti, consultate anche: Tempesta solare G2 del 19 marzo: cosa rischia davvero la nostra salute
Come trovare un medico specializzato rapidamente
Se i vostri sintomi vi preoccupano — qualunque ne sia la causa percepita — non aspettate. Piattaforme come Expert Zoom permettono di consultare un medico specializzato in medicina del lavoro, medicina interna o neurologia online, senza lunghe attese. Una consulenza via video può essere sufficiente per un'anamnesi iniziale e per ricevere indicazioni su eventuali esami da effettuare.
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Avvertenza: questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una consulenza medica professionale. In caso di sintomi persistenti, rivolgetevi sempre al vostro medico di base o a uno specialista.
Il crollo in borsa di INWIT ha riportato le antenne 5G al centro del dibattito pubblico. La scienza è chiara: i rischi per la salute da esposizioni conformi ai limiti di legge non sono dimostrati. Ma i sintomi che le persone vivono meritano sempre ascolto medico — e una risposta basata su evidenze, non su paura.

Anna Conti