Montagna: 528 morti nel 2025 e un alpinista sul Monviso — quando la primavera diventa rischiosa

Soccorso alpino in azione su cresta innevata in primavera sulle Alpi italiane
4 min di lettura 5 aprile 2026

Il 4 aprile 2026, un scialpinista è morto sul Monviso dopo essere precipitato in un canale ghiacciato a 3.700 metri di quota, durante la discesa verso il bivacco Andreotti. La notizia arriva a pochi giorni dalla pubblicazione del rapporto annuale del Soccorso Alpino italiano: nel 2025 sono morti 528 persone sulle montagne italiane, il 13% in più rispetto al 2024. Con l'arrivo della primavera, il rischio aumenta — e sapere come proteggersi e a chi rivolgersi può fare la differenza.

Una stagione a rischio: i dati del 2025 parlano chiaro

Il 2025 è stato l'anno più letale degli ultimi cinque anni per gli incidenti in montagna in Italia. Secondo i dati pubblicati dall'ANSA il 1° aprile 2026, il Soccorso Alpino ha condotto 13.037 missioni di soccorso (+8% rispetto al 2024), portando in salvo o recuperando 9.624 persone ferite.

Nello stesso periodo, in Calabria, una nevicata record ha sepolto sotto 3 metri di neve le strade sull'Aspromonte a oltre 1.750 metri di quota — un evento eccezionale per l'inizio di aprile. Il cambiamento climatico rende le condizioni montane sempre più imprevedibili: la primavera non è più la stagione "sicura" per eccellenza.

Le cause più frequenti di incidenti, secondo il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS):

  • Scivolata su neve gelata (27% dei casi)
  • Caduta durante escursione (24%)
  • Malore o patologia acuta (18%)
  • Incidente da sci alpinismo (14%)

Cosa succede al corpo in quota: perché serve un medico sportivo

Molti escursionisti e alpinisti improvvisati sottovalutano le conseguenze fisiologiche della quota. A partire dai 2.500 metri, il corpo inizia a subire gli effetti della riduzione della pressione parziale di ossigeno. I sintomi più comuni:

  • Mal di montagna acuto (AMS): mal di testa, nausea, affaticamento — colpisce tra il 25% e il 40% delle persone sopra i 2.500 metri
  • Ipotermia: la temperatura corporea può scendere rapidamente anche in condizioni di sole, specialmente dopo una caduta o un'immobilità forzata
  • Fratture da stress: spesso sottovalutate, si manifestano settimane dopo una discesa impegnativa

Un medico sportivo specializzato in medicina di montagna può eseguire una valutazione pre-escursione, identificare controindicazioni cardiache o respiratorie e prescrivere profilassi adeguate per la quota. Questa consulenza è particolarmente indicata per chiunque abbia superato i 45 anni o soffra di patologie croniche.

Sci alpinismo: la disciplina più a rischio nella primavera 2026

Lo scialpinismo è diventato uno degli sport outdoor a maggiore crescita in Italia negli ultimi anni. Ma è anche quello con il profilo di rischio più elevato in primavera. La neve primaverile è instabile: la fusione diurna crea strati di neve bagnata sopra superfici ghiacciate. Le valanghe da distacco spontaneo aumentano nelle ore centrali della giornata.

Il caso del Monviso del 4 aprile ne è l'esempio tragico. La vittima è precipitata in un canale durante la fase di discesa — il momento statisticamente più pericoloso per gli scialpinisti, quando la fatica è massima e l'attenzione cala.

Per chi pratica scialpinismo o trekking impegnativo in alta quota, il consiglio degli specialisti è chiaro: una visita medico-sportiva prima della stagione non è un optional, è una necessità.

Quando rivolgersi a un medico dello sport

Non solo per chi subisce un infortunio. Un medico sportivo può aiutarti:

  • Prima di un'uscita impegnativa: valutazione della forma fisica, test da sforzo, indicazioni su nutrizione e idratazione
  • Durante la stagione: gestione di dolori articolari ricorrenti, tendiniti, affaticamento muscolare cronico
  • Dopo un incidente: riabilitazione corretta per evitare postumi permanenti

In Italia, le visite specialistiche di medicina dello sport possono essere erogate sia in strutture pubbliche (con prescrizione del medico di base) sia in cliniche private con tempi di attesa più ridotti. Alcune regioni, come Lombardia e Trentino-Alto Adige, hanno protocolli specifici per gli sport di montagna.

Cosa fare in caso di emergenza in montagna

Se sei testimone di un incidente in montagna o hai bisogno di soccorso:

  1. Chiama il 118 (emergenza sanitaria) o il numero di emergenza europeo 112 — funzionano anche in zone con scarsa copertura GSM
  2. Non spostare il ferito se sospetti una lesione alla colonna vertebrale
  3. Fornisci la posizione precisa: coordinate GPS, nome della vetta, quota stimata
  4. Proteggi il ferito dall'ipotermia con indumenti o un bivacco di fortuna

Il CNSAS interviene gratuitamente sul territorio italiano per le missioni di soccorso in montagna. Non esistono costi a carico del soccorso per chi si trova in pericolo — ma le spese mediche successive possono essere significative, e un'assicurazione specifica per attività in montagna è fortemente consigliata.

Affrontare la montagna in primavera è bellissimo. Ma farlo con la consapevolezza dei rischi — e con il supporto di professionisti della salute — è ciò che trasforma un'avventura in un'esperienza sicura e memorabile.

Nota: Questo articolo ha finalità informative. Non sostituisce una consulenza medica specialistica. Se pratichi sport in montagna o hai subito un infortunio, rivolgiti a un medico dello sport qualificato.

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